Sequestro di beni delle società Smeraldo resort Raiano e Gifa Corfinio

Raiano (Aq). Oggi i Carabinieri hanno completato l’esecuzione del decreto di sequestro preventivo dei beni (confisca diretta o per equivalenza di proprietà, conti correnti ed eventuali provviste, cassette di sicurezza e contenuto, liquidità e beni immobili, sino ad un importo pari al finanziamento pubblico) riconducibili alle Smeraldo immobiliare srl Resort terme di Raiano e Gifa srl di Corfinio nonché al rappresentante delle 2 società denunciato, in stato di libertà, per truffa aggravata nel conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità ideologica.

 

Terme Raiano (Aq) sequestrati beni anche a società di CorfinioIl sequestro è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona, Marco Billi, dopo un’articolata e impegnativa indagine dei militari dell’Arma coordinata dal pubblico ministero Stefano Iafolla.

Il rappresentante delle società a luglio 2014 ha partecipando a un bando del 2012 Lavorare in Abruzzo 3 (Dpr 445/00) ricevendo dalla Regione Abruzzo un finanziamento, a fondo perduto, di 462 mila euro (231 mila euro per ciascuna delle società) questo per assumere 30 nuovi lavoratori, 15 per ciascuna delle società. Nei termini prescritti l’uomo non ha garantito le 30  nuove assunzioni e, oltre  la scadenza imposta, l’indagato ha assunto solo una parte dei lavoratori senza per altro rispettare i requisiti del bando. Sono stati sequestrati 11 immobili a Corfinio e in provincia di Salerno, nonché 2 immobili a Raiano dov’è situato l’albergo Smeraldo resort e delle somme di denaro depositate in alcuni conti correnti che fanno capo all’imprenditore. L’indagato è stato nominato custode dei beni sequestrati. I Carabinieri di Raiano hanno già eseguito un sequestro analogo, per equivalente di 100 mila euro, la scorsa Estate e per le stesse ragioni.

Report. Novembre 2012 la direzione politiche attive del lavoro della Regione predispone un bando Po Fse (Programma operativo Fondo sociale europeo) Abruzzo 2007-2013 denominato Lavorare in Abruzzo 3 attivando un servizio pubblico per l’accesso agli incentivi, riservati ai datori di lavoro o alle imprese, per nuove assunzioni, nell’obiettivo di incrementare l’occupazione.

Gennaio 2013 il legale rappresentante delle 2 società peligne invia 2 domande di partecipazione al bando europeo, una per ciascuna società, per l’assunzione di 15 lavoratori full time (a tempo indeterminato 40 ore lavorative settimanali e per ciascuna società) avanzando una richiesta di finanziamento. In base al progetto Po fse le assunzioni, a pena di decadenza, vanno eseguite entro 60 giorni dalla comunicazione di ammissione al finanziamento che per le 2 società avviene a marzo 2014. I carabinieri di Raiano indagano e verificano che fino al mese di settembre 2014 nessuna delle 30 persone, indicate nella richiesta di finanziamento, viene assunta.

Ad aprile 2015, scaduti i termini prescritti nel bando, risultano solo 7 nuove assunzioni: 3 al resort Smeraldo di Raiano e 4 nella Gifa srl. Le mansioni svolte dai nuovi dipendenti risultano diverse rispetto a quelle richieste dal bando europeo e il rappresentante legale delle società a responsabilità limitata si è impegnato ad assumere solo persone disoccupate da almeno 24 mesi per ottenere il massimo del finanziamento, ma solo 3 lavoratori presentano questo requisito. I riscontri sull’avvenuta erogazione del finanziamento, la scadenza dei termini per le assunzioni, previsti a pena di decadenza del beneficio, la non corrispondenza tra la caratteristiche e la quantità dei lavoratori da assumere e quelli assunti (limitatamente a 4 assunzioni), ha convinto l’autorità giudiziaria ad intervenire disponendo ad agosto scorso il sequestro preventivo delle somme depositate sui conti correnti delle società, sul territorio nazionale, o intestati all’imprenditore indagato, di origine salernitana.

Lo stesso anno di partecipazione al bando per ottenere dalla Regione l’erogazione dei fondi europei, l’imprenditore inaugurò il resort Smeraldo terme di Raiano, tra giugno e luglio. Festa grande la sera della cerimonia di apertura con autorità civili e religiose invitate nella struttura ricettiva mentre in strada, all’ingresso del resort, si consumava la protesta di alcuni artigiani che, conclusi i lavori per la ristrutturazione dell’immobile, manifestavano fuori dall’albergo perché dichiaravano di non essere stati ancora pagati. L’imprenditore liquidò la vicenda dichiarando che avrebbe corrisposto solo le somme dovute per i lavori ben eseguiti.

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Raiano. Imprenditore accusato di truffa, i Carabinieri sequestrano i suoi conti