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Ricostruzione Palazzo Centi nei guai una delle imprese che parteciparono alla gara

L’Aquila. Qualcuno tentò di turbare l’affidamento dei lavori per la ricostruzione di palazzo Centi per favorire una delle imprese che parteciparono alla gara, una società che da qualche tempo è impegnata anche in valle Peligna. La gara d’appalto è quella svolta, mesi fa, per i lavori di ricostruzione dell’edificio del Settecento sede della giunta regionale almeno sino al 5 aprile 2009.

 Aggiornamento

I sospetti della Procura aquilana si concentrano sulla Iciet engineering di Castelli la cui partecipazione alla gara è finita sotto la lente d’ingrandimento dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) dell’Aquila. Si tratta della terza classificata alla gara d’appalto, da 13 milioni di euro, per restaurare e recuperare il palazzo del centro storico aquilano, appalto aggiudicato alla Edil costruzioni generali di Venafro, Isernia. In valle Peligna la società Iciet engineering [fondatore e tecnico sono indagati, il secondo è stato tra i testimoni nel processo Housework] è una delle 2 imprese che, da marzo 2016, restaura l’abbazia Celestina per un intervento da 2 milioni di eurorisultato della carità che ispira l’assegnazione dei fondi Fas per l’entroterra abruzzese. Altrove sono decine i milioni di euro stanziati. Non è in corso alcuna inchiesta per il complesso monumentale ai piedi del Morrone già interessato, in passato, da un intervento di recupero la cui ultimazione è andata proprio per le lunghe. Il presidente Luciano D’Alfonso, lo scorso anno, ha annunciato l’avvio dei lavori del II lotto per l’abbazia celestina, in un incontro pubblico molto partecipato svolto nella sala dell’ex sede dei Celestini, ex monastero, ex ospizio ed ex carcere della Badia di Sulmona che oggi ospita anche gli uffici del Parco nazionale della Maiella.

La Iciet engineering di Castelli, opera nel ramo delle costruzioni da 32 anni, e come società a responsabilità limitata è impegnata nelle ristrutturazioni, riattazioni, restauro e impiantistica degli immobili. All’Aquila ha provveduto al recupero delle chiese di  San Donato (XV secolo) nel 2007, Santa Maria di Fossa e San Bernardino e del restauro di alcuni manufatti del convento di San Domenico. Per i forestali ha costruito le strutture della divisione volo nell’aeroporto internazionale d’Abruzzo. Con il governo Berlusconi fu incaricata di alcuni dei più importanti lavori per il Vertice G8 a l’Aquila e per la sede provvisoria della prefettura nella caserma di Coppito. Oltre 700 mila euro di contributi dalla Regione per i progetti avanzati in questi anni.

Per il Settecentesco palazzo Centi, s’infittisce dunque la trama, con le indagini di questi ultimi giorni sulla ricostruzione della sede della presidenza delle giunta regionale, si aggiungono altri 4 avvisi di garanzia, in tutto sono 11 gli indagati per questa vicenda. Non è indagato il governatore Luciano D’Alfonso che dichiara però di aver ricevuto 2 richieste di proroga delle indagini, per altri filoni dell’inchiesta della procura aquilana, che interessano i lavori, solo preventivati, per le case Ater di Pescara, per un intervento a Penne (Pe) e il governatore accenna a un altro fatto ancora tutto da chiarire. Per Palazzo Centi, all’atto della proroga delle indagini, gli avvisi sono rivolti all’ex dirigente del ministero dei beni culturali B. D. V., ora in pensione, al figlio, tecnico progettista, e agli imprenditori G. D.P. e M.P., titolari dell’impresa Dipe, già finiti nei guai in 2 precedenti inchieste, una in particolare su presunte mazzette nella ricostruzione privata. L’accusa è di induzione indebita a dare o promettere utilità, la cosiddetta concussione depotenziata. Secondo l’accusa, B.D.V. avrebbe indotto i 2 imprenditori a stipulare una consulenza con il figlio incaricato di stilare il progetto con il quale la Dipe ha partecipato al bando di gara del valore di 13 milioni di euro per palazzo Centi, che si è aggiudicato la ditta General Costruzioni di Venafro (Isernia) con un ribasso del 35%. In cambio, sempre secondo la procura dell’Aquila, B.D.V. avrebbe assicurato un interessamento per la gara alla luce dei suoi buoni rapporti col governatore. L’altro ieri su questa commessa pubblica, caratterizzata da ritardi e cambi di commissione di gara, erano stati notificati 7 avvisi di garanzia con l’accusa di corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio: il capo della segreteria di D’Alfonso, l’imprenditore E. R., G. M. (presidente), l’architetto Roberto Guetti e l’ingegnere S. S., i progettisti G. M. e A. P.. Secondo la procura del capoluogo di regione e i carabinieri del nucleo operativo ecologico (Noe), ci sarebbe stato il tentativo di favorire la Iciet engineering di Castelli (Te), che è arrivata terza nella gara.

Il Corvo. Sembra che l’inchiesta sia legata al caso dell’onesto funzionario della regione abruzzo che a novembre 2015 in una lettera rigorosamente anonima, indirizzata anche a Matteo Renzi, si guadagnò l’appellativo de il Corvo scrivendo, in sostanza, che in Regione Abruzzo esiste un Albo degli ingegneri compiacenti – si dice – ai quali gli enti appaltanti dei lavori sono costretti ad attingere per la costituzione delle commissioni aggiudicatrici. questo fa sì che i nomi dei commissari viene indicato per le vie brevi al vertice della Regione Abruzzo. Poco tempo dopo D’Alfonso liquidò il caso  dicendo che gli accertamenti non avevano portato a nulla di concreto.

Archivio

Badia. A marzo partono i lavori per 2 milioni di euro 2016

Il governatore D’Alfonso indagato

Inchiesta Abruzzo: Palazzo Centi, altri quattro indagati

(Fonte Ansa) – L’Aquila 17 Feb – Si arricchisce di un nuovo capitolo l’indagine sull’appalto per la ricostruzione post-terremoto di palazzo Centi all’Aquila, sede della Giunta regionale, uno dei tre filoni dell’inchiesta della procura della Repubblica del capoluogo su una serie di appalti gestiti dalla Regione. Un filone in cui non e’ indagato il governatore D’Alfonso.     Per Palazzo Centi, oggi, all’atto della proroga delle indagini, dopo i sette di ieri, sono stati notificati altri quattro avvisi di garanzia. Sono rivolti all’ex dirigente del ministero dei Beni Culturali Berardino Di Vincenzo, ora in pensione, al figlio Giancarlo, tecnico progettista, e agli imprenditori Giancarlo Di Persio e Mauro Pellegrini, titolari della impresa Dipe, gia’ finiti nei guai in due precedenti inchieste, una in particolare su presunte mazzette nella ricostruzione privata. L’accusa e’ di induzione indebita a dare o promettere utilita’, la cosiddetta “concussione depotenziata”. Secondo l’accusa, Berardino Di Vincenzo avrebbe indotto i due imprenditori a stipulare una consulenza con il figlio Giancarlo, incaricato di stilare il progetto con il quale la Dipe ha partecipato al bando di gara del valore di 13 milioni di euro per palazzo Centi, che si e’ aggiudicato la ditta General Costruzioni di Venafro (Isernia) con un ribasso del 35%. In cambio, sempre secondo la procura dell’Aquila, Di Vincenzo avrebbe assicurato un interessamento per la gara alla luce dei suoi buoni rapporti con il governatore. Ieri su questa commessa pubblica, caratterizzata da ritardi e cambi di commissione di gara, erano stati notificati sette avvisi di garanzia a funzionari regionali, professionisti esterni e un imprenditore con l’accusa di corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Secondo la procura e i carabinieri del nucleo operativo ecologico (Noe), ci sarebbe stato il tentativo di favorire la Iciet Engineering di Castelli (Teramo), che e’ arrivata terza nella gara.

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