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Il governatore D’Alfonso indagato.

 L’Aquila. Sarebbero 15 iscritti nel registro: imprenditori, funzionari e il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, indagato per corruzione, abuso d’ufficio e turbativa d’asta.

Aggiornamento

L’indagine condotta dai Carabinieri e dalla Polizia dell’Aquila va avanti da 1anno e 3 mesi e interessa 3 diversi casi. In particolar modo, l’affidamento dei lavori, per 13 milioni di euro,  di ricostruzione di un edifico del Settecento, palazzo Centi, sede della presidenza regionale,  in pieno centro storico all’aquila, inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009. Su questo fatto sarebbero 7 gli indagati e tra loro non comparirebbe il nome del governatore d’Abruzzo. D’Alfonso dichiara di aver ricevuto 2 richieste di proroga delle indagini e solo sui lavori, preventivati, per le case Ater di Pescara e per un intervento a Penne (Pe).

In un altro post su Facebook il presidente scrive: “Ho appreso che è in corso una verifica del mio operato da parte della procura della Repubblica dell’Aquila per 2 distinte vicende – questo pubblicato dopo le ore 15  – Ritengo che la mia posizione sia assolutamente estranea a qualsivoglia fattispecie di reato e auspico un espletamento rapidissimo di ogni indagine. Ho fiducia nell’operato della magistratura così come ne avevo in passato quando è stata sempre accertata la liceità delle mie condotte amministrative”. Nel 2015 dal processo d’appello Housework (17 indagati) D’Alfonso (per questo arrestato nel 2008 – al secondo mandato da sindaco di Pescara – e dimesso dalla carica di primo cittadino del capoluogo adriatico) fu assolto con formula piena dai capi d’accusa, non rinunciò però alla prescrizione per degli abusi, ipotizzati e contestati in primo grado dal pm Gennaro Varone, nei confronti di 2 imprenditori, uno dei quali legato all’affidamento dei lavori al tribunale di Pescara.

Per palazzo Centi ad aggiudicarsi l’appalto pubblico è stata, nei mesi scorsi, la ditta Edil costruzioni generali srl di Venafro (Is). Nell’ambito di queste inchieste, le perquisizioni, anche domiciliari, hanno toccato diverse città abruzzesi e gli uffici regionali di palazzo Silone. “Mi dichiaro totalmente estraneo alle vicende e auspico una loro rapidissima definizione – chiarisce il governatore (Pd) in una nota – Sono stati comunicati atti di proroga di indagini penali che vanno avanti da novembre 2015 con rinnovi semestrali. Gli argomenti per i quali sono state individuate le ipotesi di reato sono: il cantiere dei lavori di Palazzo Centi, un intervento non ancora precisato riguardante la città di Penne. Interventi, al momento solo quantificati e ipotizzati come priorità a seguito di legittime pressioni e denunce dei cittadini, di rigenerazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle case popolari in via Caduti per servizio e in via Salara Vecchia a Pescara”.

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