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Stazione Sulmona: ‘Con la Polfer a difesa del presidio di sicurezza’

Sulmona (Aq). “La città non può reggere un’altra iniqua razionalizzazione governativa che questa volta sottrae un presidio di polizia. Non è un taglio, ma una vera e propria rapina che lascia esposto alla crudeltà dei tempi un territorio gentile, incapace di difendersi a mani nude” scrive in una nota Alberto Di Giandomenico, coordinatore di Sovranità Sulmona, a difesa della Polfer Sulmona da seppellire nell’immediato con la razionalizzazione dei presidi di polizia.

Alberto Di Giandomenico Report-age.com 2014

Alberto Di Giandomenico

“È dagli anni Cinquanta che la valle Peligna e Sulmona subiscono spoliazioni e non dobbiamo mai stancarci di reagire, di far sentire la nostra voce, di manifestare per la difesa dei nostri diritti fondamentali e per il mantenimento, il potenziamento del presidio di Polizia ferroviaria. Sabato mattina vi aspetto in stazione per protestare contro quest’ennesima ingiustizia. Un tempo era il distretto militare, oggi l’ospedale, il Punto nascita, il tribunale e decine di uffici pubblici minacciati di chiusura. Si sacrifica, in questa ennesima assurda manovra governativa, la Polizia ferroviaria del capoluogo peligno. È il colpo di grazia all’ultimo bastione di difesa di un territorio in cui la gente è esasperata dai livelli di disoccupazione dove, forse inconsapevolmente, i governanti bruciano uno degli ultimi tentativi di rilancio che del turismo verde fa economia in armonia con l’ambiente, la città è porta naturale dei Parchi. Gli  standard di sicurezza non vanno messi in discussione tanto per i passeggeri quanto per i flussi turistici che in questi ultimi anni sono stati garantiti grazie ai viaggi sulla linea ferroviaria della Transiberiana d’Italia (Sulmona- Carpinone), organizzati dall’associazione Le Rotaie e Fodazione Fs, con adesioni in vertiginosa ascesa – continua il leader di Sovranità – Ho come l’impressione che si voglia troncare sul nascere ogni iniziativa volta alla ripresa economica di Sulmona, questa città non deve stare simpatica né alla Regione né tanto meno al governo romano se per ogni “riforma” la prende alla gola. Questa è l’idea che ho se tagliano ancora e ancora. Il presidio di polizia in stazione e solo l’ultima cattiveria. Questi tagliatori di professione riescono almeno a porsi una domanda: “Come si potrà mandare avanti il discorso del rilancio economico e convincere la gente a prendere il treno se la stazione non è più sicura, se per raggiungere la città si devono percorrere strade devastate e zone franche dove è impossibile pattugliare con una sola volante in dotazione al Commissariato di Sulmona? Ci rendiamo conto, una sola volante impegnata su tutta la valle Peligna! Non si può chiedere altro a questa città, siamo stanchi e sabato alle ore 10 sarò con la Polfer Sulmona per manifestare con tutta la forza che posso a difesa del presidio di Polizia ferroviaria e della mia Terra”.

Gli avvoltoi necrofagi a pochi metri dal suolo, su più fronti, stanno puntando le carcasse abbandonate in valle Peligna, si lanceranno in picchiata col venir meno della giustizia e della sicurezza. Sicurezza che non va affidata al caso, ad una preghiera, ad un miracolo. Andrebbe garantita con una pianificazione, seduti attorno ad un tavolo, con un controllo accurato, costante e capillare e con attività di prevenzione puntuali e ripetute. “La Polfer non va chiusa, va implementata – conclude Di Giandomenico che per far comprendere la gravità dei fatti, del nervo che si lascia così scoperto, fa un esempio – Cancellata la Polfer Sulmona, se si dovesse intervenire in stazione e nel contempo si richiedesse un certo spiegamento di forze in un altro angolo del comprensorio peligno, la pattuglia si dovrebbe dividere a metà? Si dovrebbe affidare il servizio di pattuglia ad agenti con il dono della bilocazione, per non dire dell’ubiquità, questo per tenere sotto controllo il vasto territorio, per giunta montano, in cui la Polizia di Sulmona esercita le sue funzioni? I tagliatori si rendono conto che rischiamo un effetto domino di sciagure tutto addosso alla nostra comunità. Ci vogliono morti?”.

Di abbandonica acquiescienza parlava in un intervento di qualche settimana fa il capogruppo Forza italia in consiglio comunale, Elisabetta Bianchi, che interveniva sulle sforbiciate riformiste dei governi che si sono succeduti in questi ultimi anni.

Sicurezza in città. A Sulmona risiedeva il boss Francesco Mallardo, alleanza di Secondigliano, che qui gestiva gli affari del clan e invitava affiliati e maggiori esponenti dell’organizzazione criminale a raggiungerlo. Molte altre famiglie numerose sono assiepate nel territorio, dall’Alto Sangro alla valle Subequana. Chi ignora per rispetto e cortesia si rende complice anche lasciando smilitarizzare il territorio che dà altro spazio anche ad un istituto di pena dove presto saranno ospitati 700 detenuti ad alta sicurezza, 200 in più rispetto agli attuali. Parenti, famiglie e amici al seguito? Di certo non sempre in vacanza o in visita e non si può chiedere allora di rinunciare ai presidi di Polizia, non si può fare a meno della Polfer. Così ieri è intervenuto anche Mauro Nardella, segretario generale territoriale Uil Pa Polizia penitenziaria. La Polfer è un presidio indispensabile, dicono gli addetti alla sicurezza, chi invece ritiene che la chiusura della Polizia ferroviaria non sia una grossa perdita, se risiede in valle, è come se si scavasse la fossa.

Stazione di Sulmona Foto Trozzi Report-age.com 2017

Foto Maria Trozzi

Sulmona, dopo Pescara, è il secondo scalo ferroviario abruzzese per importanza nei collegamenti con Roma, l’Aquila e anche Carpinone (viaggi turistici). Tutti documentati dal passaggio quotidiano di ben 78 treni (non sono conteggiati i viaggi turistici). Linea elettrica e linea a Nafta per il capoluogo Peligno, all’Aquila sono solo 2 i binari in stazione e una sola linea, quella per Rieti, i treni sono a Nafta; nel posto di Polizia ferroviaria nel Capoluogo di regione ci sono 8 agenti. Ad Avezzano sono circa 7 gli agenti di polizia operativi in stazione. La mole di passaggi e di servizi offerti nello scalo ferroviario di Sulmona è ineguagliabile, dopo quello di Pescara. Non si capisce perché di poliziotti, in stazione, ne siano rimasti solo 2 a Sulmona. Ne servirebbero almeno 10, così era un tempo. E il ministero cosa fa? Sopprime la Polfer Sulmona e solo questo presidio colpisce in Abruzzo. Nemmeno a farlo apposta! Seppur volessero opporsi, si dice far casino, sarebbero un granellino di sabbia nel deserto del Gobi. A Sulmona si taglia senza sapere cosa si lascia, incustodito. In stazione a Sulmona è dislocata l’officina regionale delle ferrovie con 200 dipendenti. Per capirci, se un treno a metà percorso si rompe, da questa città parte il locomotore che recupera tutto il convoglio in panne e le riparazioni vengono eseguite in officina, proprio a Sulmona. Un deposito per le riparazioni attrezzatissimo che c’invidia anche la stazione ferroviaria del capoluogo adriatico. I viaggiatori, del treno da riparare, vengono fatti scendere a Sulmona e proprio dalla centrale di smistamento della città dei confetti si organizzano coincidenze e autobus per permettere ai passeggeri di giungere a destinazione. Non solo, a Sulmona c’è un importante deposito di carburante e un deposito di rame da tenere custoditi. Spieghiamo, se va via la Polfer è lecito pensare che il mercato nero si alimenterà dei proventi ricavati dal rame che, a mano a mano, verrà sottratto dal deposito sulmonese inevitabilmente il posto sarà abbandonato perché non ci sono agenti sufficienti. Sbagliamo? E non è finita, a Sulmona è dislocata la Sala operativa regionale in cui smistano tutte le telefonate e i contatti per gli interventi sulle ferrovie abruzzesi, in caso di incidenti, grane sui tracciati e problemi di ogni genere sulla linea. Parliamo di una centrale efficientissima, fiore all’occhiello epr le emergenze, collegata ai centralini delle forze dell’ordine e Protezione civile di tutta Europa, non solo della regione, in diretto contatto con soccorritori e organizzazioni umanitarie. Di questo passo anche questo finirà.

mariatrozzi77@gmail.com

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Il 18 febbraio in stazione per difendere la Polfer Sulmona

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