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Piano di gestione del lupo. WWF: ‘Da approvare stralciando gli abbattimenti legali’

Il Piano lupo torni in discussione, in sede tecnica, “con un confronto aperto a tutte le parti interessate – chiede il WWF – partendo da un punto fermo: l’abbattimento legale del Lupo non può essere un metodo per la gestione dei conflitti tra la specie e le attività zootecniche”.

Lupo foto Pnalm Report-age.com 2014Il presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi, così scrive in una lettera in cui l’associazione ambientalista chiede al ministro dell’ambiente, Gianluca Galletti, ai presidenti e agli assessori regionali, una rapida approvazione del Piano per la conservazione e gestione del Lupo in Italia con lo stralcio del paragrafo III.7 in cui è prevista la possibilità di abbattimenti legali. La lettera è accompagnata da un documento in cui l’associazione del Panda spiega le motivazioni della propria opposizione all’ipotesi di abbattimenti legali. Non sussistano le condizioni per l’applicazione di deroghe perché mancano elementi fondamentali per il WWF: l’oggettiva carenza di dati attendibili sullo status della popolazione della specie, in particolare per la sottopopolazione appenninica, l’incidenza della mortalità dovuta al bracconaggio, la reale entità e localizzazione dei danni alla zootecnia e la carente applicazione delle soluzioni e delle tecniche per la loro prevenzione in molte regioni. “Oggi è possibile un accordo per lo stralcio del paragrafo III.7, come auspicato anche dalla maggioranza dei Presidenti delle Regioni: 11 su 20 hanno, infatti, pubblicamente dichiarato la loro posizione contraria ad un piano che contempli anche la possibile autorizzazione agli abbattimenti legali – chiarisce il WWF – è vitale che l’accordo della Conferenza Stato-Regioni indichi anche le fonti per il finanziamento dell’attuazione del Piano di gestione del Lupo. Questo per evitare che le azioni previste restino prive di copertura e, quindi, sostanzialmente inapplicate. I costi non possono essere a carico solo delle Regioni – aggiunge l’associazione ambientalista – Esiste il rischio che, una volta approvato, il Piano possa rimanere sostanzialmente non attuato, come già accaduto con la precedente versione del 2002. Per questo è importante prevedere l’immediata attivazione, da parte della Direzione protezione della Natura del ministero dell’ambiente, della Piattaforma nazionale Lupo indicata al paragrafo II.3.4 del Piano, per un opportuno coordinamento e monitoraggio dell’attuazione delle azioni previste, con il coinvolgimento di tutte le parti sociali ed economiche interessate e non solo dei soggetti istituzionali competenti -conclude Bianchi – Il Piano dovrà dare priorità agli interventi per la prevenzione ed un equo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori, per la lotta al bracconaggio, per il contrasto del randagismo canino e dell’ibridazione cane-lupo e alla ricerca scientifica per determinare lo stato di conservazione della specie nel nostro Paese e la reale incidenza dei danni alla zootecnia. Nei giorni che ci separano dalla riunione della Conferenza Stato-Regioni, chiamata ad approvare il documento (informazioni attendibili parlano del 23 febbraio) è possibile trovare un accordo per arrivare ad un Piano che, in tutti i suoi aspetti, riconosca il valore del lupo come componente del capitale naturale della Nazione, senza trascurare il valore che le attività del settore zootecnico hanno per l’economia rurale”. Il WWF è pronto altrimenti alla mobilitazione insieme a tantissimi cittadini che lo scorso 2 febbraio hanno fatto sentire, forte e chiara, la propria voce in difesa del lupo.

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