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Metanodotto Larino-Chieti la Regione dice sì ma il M5S chiede precauzione 

Rischio sismico e dissesto idrogeologico fanno dell’ Abruzzo una regione fragile, sono 2 buone ragioni per ripensare il progetto del metanodotto Larino-Chieti. I pentastellati domandano di valutare con attenzione la richiesta al Mise di autorizzare la costruzione ed esercizio del metanodotto Larino-Chieti che per la genitrice, la Società gasdotti Italia spa (Sgi), sarebbe di pubblica utilità.

Il tracciato, già contestato dal Movimento  5 stelle, si snoda per 111,45 km (di cui 25,15 km in Molise e 86.30 km in Abruzzo) nelle province di Campobasso, Chieti e Pescara. L’opera è assoggettata a procedura di valutazione ambientale e la regione Abruzzo ha espresso giudizio positivo circa la compatibilità ambientale, subordinatamente al rispetto delle prescrizioni, acquisendo anche il parere positivo della regione Molise. “Restiamo sgomenti nell’apprendere del parere positivo rilasciato dalla regione – dichiarano il deputato Gianluca Vacca e il consigliere regionale Sara Marcozzi – riteniamo che, in questo momento di particolare fragilità del nostro territorio, quest’opera vada ripensata. Il ministero dello sviluppo economico  dovrebbe bloccare l’iter, quanto meno fino a nuovi approfondimenti sui rischi idrogeologici e sismici del territorio ove insisterà l’opera. Visto quello che è accaduto in Abruzzo con la neve, le piogge e gli allagamenti ci si chiede se il progetto non renda ancora più vulnerabile una regione che ha purtroppo evidenziato l’incapacità di un territorio di sostenere eventi eccezionali atmosferici eccezionali anche contenuti in pochi giorni”.

Mise: Avviso di avvio del procedimento relativo alla costruzione ed esercizio, con accertamento della conformità urbanistica, apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, approvazione del progetto e dichiarazione di pubblica utilità dell’opera denominata Metanodotto Larino-Chieti Dn 600 (Ø 24”) Dp75 bar, compresa la realizzazione di impianti e infrastrutture indispensabili all’esercizio dell’opera stessa, opere accessorie e linee di monitoraggio e telecontrollo della rete. (Pdf)

mariatrozzi77@gmail.com

Legambiente 10.2.2017 Metanodotto: “Nessuna utilità pubblica” Dopo il parere favorevole della Regione alla realizzazione del metanodotto Larino-Chieti  Legambiente Abruzzo torna a  ribadire  l’inutilità di quest’ opera in quanto non strategica e di nessuna rilevanza pubblica. Il tracciato di una lunghezza di 110 km che attraverserebbe tre province Campobasso, Chieti e Pescara interessando 26 comuni: Cupello, Furci, Monteodorisio, Scerni, Pollutri, Casalbordino, Paglieta, Lanciano, Castel Frentano, Orsogna, Poggiofiorito, Filetto, Casacanditella, Bucchianico, Casalincontrada, Chieti, Cepagatti, Rosciano, Pianella. In Molise: Larino, Guglionesi, Montecilfone, Palata, Montenero di Bisaccia, Tavenna, Mafalda e numerose aree protette a livello europeo: ben 16 SIC (Siti di Interesse Comunitario) e 1 ZPS (Zona di Protezione Speciale). In Abruzzo i SIC sfiorati sono: “Monti Frentani e Fiume Treste”; “Lago di Serranella e Colline di Garenna”; “Calanchi di Bucchianico (Ripe dello Spagnolo)”. Quelli direttamente attraversati “Bosco di Mozzagrogna (Sangro)”; “Boschi ripariali sul Fiume Osento”; “Fiume Trigno (medio e basso corso); “Gessi di Lentella”. Si tratta di aree fortemente sensibili sia dal punto di vista  naturalistico-paesaggistico  che del dissesto idrogeologico. Dissesto che proprio in questi giorni ha tragicamente travolto la nostra regione mettendo  a nudo  tutta la fragilità del nostro  territorio, che meriterebbe, alla luce di questi disastri, sicuramente una pianificazione più attenta ai bisogni veri della popolazione locale. “Il gasdotto della società gasdotti Italia Sgi  non è strategico ai fini dei consumi del gas in quanto ci troviamo di fronte a una consistente riduzione, ma è strumentale solo per chi lo realizza in quanto per stessa ammissione del proponente vuole infatti connettere le aree in cui dovrebbero essere perforati futuri pozzi per realizzare stoccaggi – dichiara Luzio Nelli di Legambiente Abruzzo – Tutto questo si immagina sarà meramente funzionale a logiche privatistiche e di mercato e non di servizio pubblico. Ci auguriamo che il Ministero ponga bocci questo progetto in quanto palesemente in contrasto con le caratteristiche del territorio, ancor più evidenziate dalle emerge di questi giorni”.


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