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#StopGlifosato Parte in Europa la raccolta firme per bandire l’erbicida

Roma. Parte oggi in Europa la raccolta firme per chiedere alla Commissione europea il divieto totale dell’uso del glifosato, diserbante dannoso per l’ambiente e probabile cancerogeno per l’uomo. A promuoverla è un vasto raggruppamento di associazioni europee. In Italia l’iniziativa è sostenuta anche dalla coalizione #StopGlifosato che raccoglie 45 associazioni a difesa della salute e dell’ambiente.

Foto http://mirkobusto.net/wp-content/uploads/2015/09/glifosato.jpg

Sorgente immagine Mirkobusto

 

 

La petizione italiana è stata lanciata stamane a Roma da un gruppo di attivisti che si è dato appuntamento al Colosseo, con striscione e cartelli, proponendo un altro modello di agricoltura con l’offerta di mele glyphosatefree ai cittadini che al banchetto si sono fermati per firmare.Così è accaduto a Berlino, Madrid, Bruxelles, Parigi. “Sosteniamo la nuova iniziativa della rete europea. É necessaria la massima mobilitazione dell’opinione pubblica per continuare a tenere alta l’attenzione sui rischi del glifosato – afferma la portavoce della Coalizione #StopGlifosato, Maria Grazia Mammuccini – Grazie al lavoro svolto in Italia, lo scorso anno, dalla Coalizione e soprattutto grazie alla mobilitazione di decine di migliaia di cittadini, il nostro governo ha tenuto il punto contro la proroga di 15 anni per l’uso del glifosato. Il periodo di esame dell’erbicida di un anno e mezzo richiesto dalla Commissione Ue scade a fine dicembre: ora è necessario lavorare su tutti i tavoli possibili per il bando definitivo. La raccolta di firme europea è un importante strumento per ottenerlo”. Il glifosato è l’erbicida più largamente usato al mondo, contro il quale si è già sollevata una diffusa opposizione dell’opinione pubblica. Diversi studi ne dimostrano i rischi per l’ambiente e per la salute umana, al punto da essere stato classificato dalla Iarc (International agency for research on cancer) come potenziale cancerogeno per l’uomo. Sebbene in alcuni Paesi, tra cui l’Italia, ne sia stato vietato l’uso nelle aree urbane, rimane ampiamente utilizzato in agricoltura, con conseguenti residui nel nostro cibo e nelle falde acquifere. I promotori dell’Iniziativa denunciano anche la mancanza di trasparenza nelle procedure europee per l’approvazione dei pesticidi, che, attualmente, sono basate anche su studi privati finanziati dalle aziende produttrici, il cui contenuto rimane riservato. Per questo il testo dell’Ice include la richiesta di riformare le procedure di approvazione dei pesticidi e di fissare obiettivi di riduzione vincolanti a livello di Ue per l’uso dei pesticidi. La coalizione europea di Ong (Organizzazioni non governative), associazioni, reti e realtà sociali deve raggiungere almeno 1 milione di firme in un anno per fermare l’uso del glifosato in tutta Europa, ma la scadenza per il successo politico della campagna deve essere l’Estate 2017, affinché l’iter sia completato prima che la Commissione Ue si esprima sulla proroga attualmente in vigore per l’uso del glifosato. La battaglia per vietare il glifosato va inoltre letta in un quadro più ampio, che punta ad un nuovo modello di agricoltura per un futuro libero dai pesticidi. In questa ottica i promotori intendono valorizzare le connessioni con altri due percorsi europei: quello di un’altra Iniziativa in corso in cui si chiede all’Ue una disciplina a tutela del suolo e quello per la consultazione sulla riforma della Politica agricola comunitaria (Pac) temi che condizionano il cibo che ritroviamo nel nostro piatto, l’acqua che beviamo. Cliccando su IceStopglifosato ci sono informazioni e formulari in tutte le lingue europee per la raccolta firme online (openEci).

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Dossier #StopPesticidi, Glifosato & Company. Prodotti regolari con Mix chimico da vietare

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