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Sessant’anni da Jamm’Mo’, a Sulmona ancora soppressioni di presidi, uffici e diritti

Sulmona (Aq). É il Sessantesimo anniversario dei moti Jamm’mò e ricordare quei giorni vissuti con orgoglio patriottico, alla luce di quanto sta accadendo all’entroterra abruzzese, è d’obbligo. Oggi si ricordano i cittadini che difesero Sulmona dall’ennesima spoliazione. Di questi tempi difendere e rinnovare la sulmonesità è ancora una volta indispensabile, il senso di appartenenza alla comunità fu trovato allora in una rivolta che coinvolse tutti, dai più poveri ai più ricchi. 

Libello di Jamme mo, moti rivoluzionari sulmonese 1957 Report-age.com 2017

Libello di Jamme mo

Oggi più di allora c’è da difendere la città, per quanto è stato già perso e per quanto si sta per perdere. Per il tribunale Peligno, da chiudere per la riforma della geografia giudiziaria che sopprime gli uffici giudiziari lontani dai capoluoghi di provincia. É appena giunta una proroga, ma nel 2021 saremo di punto e a capo per il presidio. Poco tempo fa è stato salvato il Punto nascita di Sulmona l’unico per centinaia di chilometri in un ospedale di frontiera, il Santissima Annunziata, ridotto però al lumicino. Sta per essere chiuso il presidio di Polizia della storica  stazione ferroviaria di Sulmona, proprio da lì e da uomini lungimiranti come Carlo Tresca e Mario Trozzi nacque il sindacato dei ferrovieri. Tanti, troppi servizi e uffici pubblici rischiano la chiusura e vengono sviliti, mentre si incanalano nella città dei confetti i peggiori progetti delle multinAzionali che non portano lavoro, allontanano le prospettive di sviluppo turistico del comprensorio e oltretutto danno grandi e gravi preoccupazioni per il futuro del territorio. 

Furono giorni da incorniciare nella storia di Sulmona, uno scatto di orgoglio di una città fortemente penalizzata. JAMM’ MO’, andiamo ora, due parole in dialetto sulmonese che migliaia di uomini, donne, pronunciarono e gridarono nelle Due giornate del 2 e 3 febbraio 1957 contro la chiusura del Distretto militare. Una sollevazione popolare a difesa della città. Il lungo percorso storico della valle fatto di spoliazioni, torti e privazioni fece scattare la scintilla che trasformò pacifici cittadini in difensori della sulmonesità.

A ricordo dei moti rivoluzionari sulmonesi, degni ancora oggi di rimanere nella memoria collettiva, ci si interroga oggi su come difendere la Città di Sulmona ancora mortificata e aggrappata agli ultimi spiragli di luce dei pochi servizi e presidi rimasti, anche i paesi del circondario sono per questo in agonia. Questo pomeriggio alle ore 17, presso il teatro Maria Caniglia, l’avvocato Lando Sciuba presenterà il libro E dissero Jamm’mo’  la insurrezione popolare di Sulmona del 2 e 3 febbraio 1957 per la soppressione del distretto militare.  Interverrà Gianni Letta. E dissero Jamm'mo' di Lando Sciuba 2.2.2017

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