Critiche all’evacuazione di Roccacaramanico. Piano neve e Carta valanghe per scongiurare che ogni evento diventi emergenza 

Sant’Eufemia a Maiella (Aq). Lassociazione Roccacaramanico, chiede di non tardare più  sul Piano neve e la Carta valanghe. Nella più recente assemblea, gli associati hanno discusso degli avvenimenti, dei disservizi, dei provvedimenti adottati e degli interventi messi in campo per far fronte al maltempo e al terremoto che hanno colpito l’Abruzzo e in particolare il Comune di Sant’Eufemia e la frazione di Roccacaramanico.

Scrive il presidente Silvano Agostini in una lettera aperta: “L’Associazione riconosce e apprezza con profonda stima l’impegno costante e continuo del sindaco, Francesco Crivelli, e di tutti i suoi collaboratori istituzionali e volontari, come pure la costante informazione sullo svolgersi delle azioni in atto fornita attraverso ogni possibile, in quei momenti, strumento di comunicazione. Lascia invece perplessi e ci si augura che non costituisca il primo di altri futuri analoghi a nostro avviso non supportati provvedimenti, l’ordinanza sindacale n. 2/s del 22 gennaio 2017 con la quale è stata disposta l’evacuazione della frazione di Roccacaramanico che ha interessato i residenti. Fermo restando che le ordinanze per l’interdizione alla pratica dello sci alpinismo su rave e discese, quali quella emessa il 10 gennaio 2017, sono motivate e suffragate dagli scenari geomorfologici e climatici che le determinano, ci trovano pienamente d’accordo, non si evidenzia un analogo scenario e un contesto per l’evacuazione della frazione di Roccacaramanico. In merito a quest’aspetto, rivolgendoci soprattutto  alle altre istituzioni del territorio, non è più rinviabile quanto doveva per legge essere già da tempo redatto e operativo come strumento scientifico di riferimento, ovverosia la carta delle valanghe. Altrettanto non è più rinviabile il Piano neve per la viabilità che prefiguri diversi scenari e si basi su mezzi adeguati ed operativi 24 ore su 24 e non su quelli a disposizione, perché altrimenti ogni evento da affrontare progressivamente assumerà  i caratteri di emergenza. Cogliamo l’occasione infine  per riflettere su quanto avvenuto per richiamare l’attenzione sui cittadini evacuati, Sarah, Bruno e Federico residenti nella frazione di Roccacaramanico del Comune di Sant’Eufemia. Loro hanno concretamente realizzato e dato inizio ad una inversione di tendenza sia sociale sia economica tornando ad abitare e vivere in/la montagna. Una scelta libera, di qualità della vita o nel caso di Federico di opportunità di lavoro: un lavoro in campo turistico svolto con altrettanta qualità, armonia e consapevolezza dell’essenza prima e delle ragioni che hanno determinato e caratterizzano il territorio costituito ad area protetta nel quale Roccacaramanico è memoria storica e  continuità di vita in un borgo montano abruzzese di origine medievale”.

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