Piemonte, Chiamparino: “Sospesa la caccia selettiva del Lupo”

Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiaparino, ha annunciato 3 ore fa, con un tweet la sospensione della caccia selettiva del #lupo decisa nel corso della riunione plenaria degli assessori all’agricoltura.

sergio-chiamparino2-pres-reg-piemonte-report-age-com-31-1-2017Stamane, informa l’agenzia Ansa, gli animalisti torinesi appartenenti alle associazioni, Animal Renagades, Lav, Ampav, International Animal Protection League Italia, hanno manifestato davanti alla sede della Regione Piemonte per protestare contro l’ipotesi di abbattimento. Poche ore fa il Tweet  del Presidente Chiamparino: “Sospesa la caccia selettiva del , patrimonio faunistico ma anche culturale del nostro paese. Come tale va protetto e preservato”. Una decisione importante quella del Piemontese in un momento così delicato per la salvaguardia della specie, minacciata dal Piano di gestione del lupo che nella misura 22 prevede l’abbattimento del 5% del numero complessivo degli esemplari presenti in Italia. Il WWF ha chiarito che non ci sono conoscenze sufficienti sul numero di lupi in Italia e sulla loro distribuzione, non c’è  la prova di uno stato di conservazione favorevole della specie. Sul piano, che ha già avuto il sì tecnico, si pronuncerà la Conferenza Stato regioni dopodomani,  2 febbraio, e le associazioni ambientaliste si sono mobilitate per chiedere ai presidenti delle Regioni italiane di difendere il Lupo.

A firmare il piano, approvato il 24 gennaio dalla Conferenza Stato-Regioni, il 2 febbraio potrebbe essere il ministro dell’Ambiente e i presidenti di Regioni. A Roma, luogo dell’incontro, si sono dati appuntamento gli animalisti. Dichiara Simona Donna, di Animal Renegades “Non tengono conto che quando uccidono un lupo, che è un animale da branco con rigide norme gerarchiche, indeboliscono l’intero gruppo che diventa così aggressivo. Potrebbero invece aiutare economicamente gli agricoltori e allevatori a costruire recinzioni elettriche come avviene in molti Paesi come Australia e Canada” inoltre il lupo contiene l’espansione e il sovrappopolamento dei cinghiali, vera piaga italiana.

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Comunicato WWF

A pochi giorni dal voto del 2 febbraio sul Piano di gestione del Lupo in Conferenza Stato-Regioni che potrebbe aprire la strada all’abbattimento dei lupi in Italia, anche Lupo Alberto si schiera con il WWF!

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In vista dell’appuntamento di giovedì prossimo, il WWF sta preparando una forte azione social che coinvolgerà attivisti, soci, volontari, scuole e sarà rivolta a tutti coloro che avranno giovedì prossimo per poche ore nelle loro mani le sorti del lupo. A fianco della Campagna #SOSLUPO del WWF è sceso in campo, per mano del suo creatore Silver, anche Lupo Alberto, che alla domanda “Licenza di uccidere il lupo?” risponde: “Certo che NO! Ma siamo matti?!”. Nel frattempo un Appello del WWF è stato inviato ai 20 Presidenti delle Regioni affinché non approvino il Piano per la conservazione del Lupo. Il Piano, proposto dal Ministero dell’Ambiente, prevede, tra le altre misure, abbattimenti legali di una specie simbolo finora protetta. Sebbene sia urgente per il WWF emanare un Piano capace di attuare tutte le misure preventive a difesa delle attività sul territorio e finora disattese dal Piano precedente (approvato nel lontano 2002), quella contenuta nel testo attuale è una pericolosa forzatura dei dati, delle esperienze e della legislazione vigente che fa prevalere le pressioni di alcune categorie economiche sul volere della maggioranza dei cittadini e sui principi di tutela nazionali e comunitari. Per il WWF la Conferenza Stato-Regioni è ancora in tempo per cancellare dal Piano la possibilità dell’abbattimento legale del Lupo, rafforzando invece le altre azioni previste dal Piano: ci sono ancora le condizioni per un ripensamento dell’approvazione del Piano riaprendo i termini del confronto con tutti i soggetti istituzionali e sociali che hanno realmente a cuore un modello di convivenza con la fauna selvatica basato sul principio di uno sviluppo umano in armonia con la Natura. Nella lettera a Presidenti di Regione il WWF punta il dito proprio contro le deroghe che legalizzerebbero l’uccisione dei lupi, specie già colpita pesantemente ogni anno dal bracconaggio: la licenza di sparare ai lupi non solo è inutile, ma anche dannosa perché non risolve, ma può peggiorare il problema dei danni alla zootecnia con il rischio di legittimare il diffuso bracconaggio sulla specie. Non esiste bibliografia scientifica che dimostri che gli abbattimenti legali servono a ridurre i danni e i conflitti: al contrario gli studi disponibili dimostrano che le tecniche di prevenzione dei danni (recinzioni elettrificate e cani da guardia) sono la soluzione più efficace per garantire la convivenza della zootecnia con la presenza del Lupo. Il WWF segnala che intanto qualcosa nelle Regioni si muove: oltre alle perplessità della Regione Lazio, che aveva già votato contro il Piano alla Commissione in sede tecnica, si sono già espressi contrari la Regione Puglia, per voce del suo governatore Michele Emiliano, e la Regione Abruzzo con le ultime dichiarazioni di Luciano d’Alfonso. Dubbi montano anche in Liguria e la Giunta ha chiesto un approfondimento alla Commissione Agricoltura del Consiglio regionale e in Piemonte dove il Consiglio regionale a larga maggioranza aveva approvato un ordine del giorno in cui impegna la Giunta a votare contro il Piano qualora preveda abbattimenti.

Comunicato WWF Abruzzo

Il WWF: «Ora la Regione Abruzzo sia coerente e voti contro ogni forma di abbattimento»

“Non posso che condividere in linea generale le perplessità emerse da più parti circa l’approvazione di un Piano di gestione del lupo, in particolare nella parte che prevede il suo abbattimento diretto”: lo ha dichiarato questa mattina il presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Il governatore ha inoltre sottolineato come “Anche a livello regionale non si può non ravvedere una incongruenza di fondo tra la scelta in discussione e quelli che sono gli obiettivi politici e strategici della Regione Abruzzo degli ultimi decenni, incentrati su un modello di sviluppo compatibile con l’ambiente e con la sua ecologia. Da questo punto di vista l’immagine della nostra Regione, faticosamente costruita nel corso degli anni, verrebbe seriamente compromessa, e con essa l’economia turistica che da essa discende. Buona parte della comunità scientifica, inoltre, ha già espresso ampie perplessità circa le insufficienti condizioni tecniche necessarie per poter impostare un piano di controllo numerico, in considerazione della scarsa conoscenza della popolazione faunistica in esame e della sua frammentaria distribuzione”. Dichiarazioni accolte con favore dal delegato Abruzzo del WWF Luciano Di Tizio, che così commenta: «Il presidente D’Alfonso, al quale ho inviato un personale messaggio di ringraziamento a nome del Lupo, ha evidentemente accolto le nostre sollecitazioni, indirizzate nei giorni scorsi a lui e ai tre componenti del suo governo direttamente coinvolti nella questione, gli assessori Pepe e Di Matteo e il sottosegretario Mazzocca. Nell’ultimo di questi messaggi il WWF sottolineava proprio come approvare un simile Piano sarebbe stato incongruente e persino umiliante per l’Abruzzo, la regione nella quale negli anni 70’ del secolo scorso partì la campagna “Operazione San Francesco” che portò alla protezione di una specie allora ridotta sulle soglie dell’estinzione. Occorre però che alle buone parole segnano i fatti: nella riunione del 2 febbraio la Regione Abruzzo dovrà votare contro qualsiasi ipotesi di abbattimento, in linea con quanto suggeriscono la scienza, il buon senso e la volontà della stragrande maggioranza degli abruzzesi, ben consapevole del fatto che attraverso le buone pratiche nell’allevamento del bestiame domestico (recinti di dissuasione, cani da pastore, ricovero notturno) la convivenza sia non solo possibile ma positiva per tutti, senza dimenticare il ruolo importantissimo che il lupo ha anche nel contenimento della popolazione dei cinghiali, incautamente introdotti anni fa per scopi venatori».

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