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Operazione Fenice, quasi tutti i fermati restano dentro

In carcere e agli arresti domiciliari resteranno in 7 tra gli indagati nell’operazione Fenice, conclusa il 26 gennaio con l’arresto dell’ottavo uomo. Le accuse mosse nei confronti degli arrestati sono traffico di stupefacenti e tentata estorsione.

Sono uno degli 8 è libero: E. B. cui è fatto obbligo di firma dai Carabinieri.  Gli altri restano dentro, lo ha deciso stamane il giudice per le indagini preliminari, Marco Billi. Davanti al gip gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, eccetto F. T. che ha negato il recupero di una valigia con stupefacenti ad una fermata dell’autobus, respingendo le accuse. L’ottavo uomo, S. M., di origini siciliane residente all’Aquila, arrestato la scorsa settimana e condotto al Regina Coeli, sarà ascoltato nelle prossime ore. Ci sono anche 2 donne indagate nell’operazione Fenice che vede 11 coinvolti e ha dato un duro colpo al traffico che, sviluppato da 2 gruppi operosi, inodava di droga la valle Peligna, da Pratola a Raiano sino a Sulmona, nell’aquilano.

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Operazione Fenice: chiuso il cerchio. Arrestato a Roma l’ottavo uomo

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