Borsone sospetto sul treno, scatta l’allarme bomba nella stazione di Sulmona

Sulmona (Aq). Giovedì sera sul treno Roma-Pescara un borsone da viaggio sospetto fa scattare l’allarme bomba. La valigia resta su un sedile di uno scompartimento del treno. Il capotreno chiede ai passeggeri della borsa, non è di nessuno. L’uomo fa subito una ricognizione, poi fa accomodare i viaggiatori in un altro scompartimento lontano dalla valigia sospetta. Viene fermato il convoglio, la stazione è quella di Sulmona. Attivata la procedura di sicurezza e con le dovute cautele si scopre che nella borsa c’è solo materiale in plastica, l’allarme cessa dopo le ore 22

Stazione di Sulmona Foto Trozzi Report-age.com 2017

Il convoglio ferma a Sulmona, proprio la stazione ferroviaria che in base alle ultime del dipartimento di Ps del ministero dell’Interno non ha esigenza di sicurezza. Sarebbero poche le corse su questa linea e ciò dovrebbe garantire lo snodo ferroviario, il secondo in Abruzzo. Dunque, il presidio di polizia ferroviaria sulmonese chiude con questi presupposti.

I tagli annunciati, programmati, eseguiti in questi anni di crisi, disposti dai vertici nazionali, in questi giorni sono sotto accusa per decessi e morti che continuiamo a contare quotidianamente. Dunque a Sulmona, anche per la sicurezza dello scalo ferroviario, si cerca di fare quanto possibile e anche l’impossibile per evitare tragedie conseguenti alla sforbiciate maledette. Per il borsone sospetto parte subito la richiesta d’intervento alla Polizia e ai Carabinieri di Sulmona e da Pescara si mette in moto una squadra di artificieri che raggiunge la stazione Peligna. Il personale delle ferrovie intanto fa scendere tutti dal convoglio, tranquillizzando. Treno soppresso, i passeggeri scesi poco dopo risalgono su una coincidenza per Pescara. Il vagone resta isolato in attesa della bonifica, dall’area vengono allontanati viaggiatori e passanti, ore 21.30. Dai controlli emerge che la borsa abbandonata non contiene alcunché di pericoloso, ma la prudenza non è mai troppa. Siamo in pieno allarme terrorismo e la stazione di Sulmona è sulla Luna, posticino tranquillo per i relatori ministeriali votati alla Razionalizzazione dei presidi di Polizia che segue quella dei tribunali cosiddetti minori.

Sono trascorse da poco le ore 21, nonostante l’ora in stazione c’è gente: famiglie, migranti, qualche giovane coppietta, impiegati di rientro e operai che staccano dal lavoro e viaggiano in treno perché non possono permettersi, tutti i giorni, di viaggiare in automobile. Fa un freddo micidiale, qualcuno trova riparo al caldo nel posto di ristoro della stazione peligna, fortunatamente ancora aperto.

La situazione viene gestita nel miglior modo possibile. Se fosse stato pienamente operativo il posto di Polizia ferroviaria, Polfer, oggetto di immediata chiusura per il ministero, non si sarebbero dovute impegnare pattuglie e volanti in servizio di controllo sul territorio. Questo comprensorio abruzzese, come tanti altri dell’entroterra, in queste settimane patisce per il maltempo (neve abbondante, vento forte e ora anche il gelo) e il terremoto. Le richieste di intervento e aiuto sono molte. Nonostante questo non si fanno attendere la volante dal Commissariato di Polizia di Sulmona e la pattuglia dei Carabinieri del nucleo Radiomobile. Il borsone resta lì, a debita distanza da tutti, area transennata, non viene fatto avvicinare nessuno. Sopraggiunti gli artificieri si procede al controllo del contenuto della valigia, isolata. In divisa da lavoro e con particolare apparecchiatura di rilevamento, al seguito, gli agenti di polizia della sezione artificieri, del capoluogo adriatico, ispezionano la valigia dall’esterno, senza nemmeno toccarla. Dopo aver eseguito tutte le procedure, il rilevatore in dotazione degli agenti conferma, con certezza, che all’interno del borsone c’è solo plastica, si tratterebbe di cornici e piatti. Si tira tutti un sospiro di sollievo. Il proprietario deve averla dimenticata, ma quanto è costata questa distrazione? Con i tempi che corrono bisogna essere davvero sempre prudenti. Eppure l’allerta terrorismo nell’entroterra, nel secondo scalo d’Abruzzo, si porta avanti chiudendo il presidio di Polizia ferroviaria, Polfer, mentre tutti i treni possibili e immaginabili diretti a Pescara o a Roma fanno tappa a Sulmona, idem per le altre destinazioni del Centro Sud. Nell’attuale Piano di razionalizzazione/chiusura dei presidi di Polizia, tra cui la Polfer di Sulmona, il prefetto Roberto Sgalla chiarisce che si chiude non per mancanza di personale, ma perché i presidi d’azzerare non sono ritenuti più funzionali alle esigenze di sicurezza dei territori visti i numeri esigui di treni e personale che insistono presso gli scali ferroviari” (Documento del Ministero Interno con l’elenco dei presidi di Polizia da chiudere).

mariatrozzi77@gmail.com

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