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Emergenze Abruzzo. M5S: “omertosa” la risposta all’Interpellanza alla Camera

Roma. “Dopo l’informativa del premier Paolo Gentiloni al senato, oggi il governo torna a ribadire che a suo parere nella macchina dell’emergenza tutto ha funzionato e che nella catena di comando non sono state riscontrate falle – i deputati abruzzesi del M5s, Daniele del Grosso e Gianluca Vacca, non sono di questo avviso – La menzogna  da parte delle istituzioni non è mai accettabile, ma quando il tributo di sangue pagato dalla nostra regione è di circa 40 vittime questa omertà non possiamo che condannarla. Chi non si batte per accertare i colpevoli è a sua volta colpevole”.

Daniele Del Grosso e Gianluca Vacca

Daniele Del Grosso e Gianluca Vacca

All’interpellanza urgente alla presidenza del Consiglio esposta oggi alla Camera dei deputati dagli onorevoli Daniele del Grosso e Gianluca Vacca ha replicato il sottosegretario di Stato Angelo Rughetti. “Insomma, per il governo l’uso di mezzi e uomini, che sul campo hanno svolto un lavoro straordinario, sarebbe stato adeguato rispetto agli eventi – scrivono in una nota i deputati pentastellati – Non era questo il punto: non un accenno sul fatto che molti disagi e forse anche alcune tragedie si sarebbero potute evitare se all’allerta meteo, lanciata con ampio anticipo dalla Protezione civile, fosse seguita una risposta all’altezza. Invece, nulla di tutto questo: l’Abruzzo è stato sbaragliato dagli eventi climatici come se ai piani alti della catena di comando non avessero minimamente capito quello che stava per succedere. Un governo indegno non ha speso una parola sul fatto che abbiamo avuto frazioni isolate per una settimana, appelli di sindaci caduti nel vuoto, decine di migliaia di utenze elettriche saltate. Nessuno nell’esecutivo che abbia chiesto con nettezza a Enel e Terna di rendere conto dell’accaduto. Per l’esecutivo l’accaduto avrebbe a che fare con il fato e non con le responsabilità dell’uomo. Noi nelle centrali operative durante i giorni dell’emergenza ci siamo stati e abbiamo visto con i nostri occhi la confusione e le falle nella catena di comando. Adesso è tempo di agire, e anche in fretta perché la nostra gente ha patito già troppo e ha subito bisogni di risposte, a partire dallo sblocco di fondi, sospensione dal pagamento dei tributi per imprese nelle zone colpite, ripristino della viabilità là dove sia stata compromessa”.

Pettinari e Marcozzi consiglieri regionale M5S Report-age.com 2016

Domenico Pettinari e Sara Marcozzi

Vasche di laminazione, D’Alfonso ostinato nella cementificazione del fiume. M5S “La nostra proposta è risolutiva e meno costosa”

Si preannuncia dalla Regione una maxi colata di cemento, di quasi 55 milioni di euro, per le vasche di laminazione per il fiume Pescara. Secondo i consiglieri regionali M5S, Sara Marcozzi e Domenico Pettinari si tratterebbe: “Un’opera che non risolverà il problema e che in caso di esondazioni abbondanti non ridurrà il rischio di allagamenti. Abbiamo presentato una soluzione alternativa, molto più efficace e che sia in grado di rendere il problema delle piene, addirittura, una risorsa per la nostra Regione – commentano in una nota i 5 stelle – Se il Presidente porta avanti interventi, che consistono nella realizzazione di vasconi in  cemento su  una superficie di un milione 300mila metri quadrati, con una capacità di 7 milioni di metri cubi di acqua; il M5S rilancia pianificando un’opera di ingegneria naturalistica che prevede la realizzazione di “bacini naturali” diffusi sull’intero corso  idrografico del Fiume Aterno-Pescara,  capaci di contenere l’acqua durante gli eventi atmosferici anche di eccezionale portata. Si tratterebbe di laghetti di piccole dimensioni, con capacità medie intorno ai 30 mila m³, che complessivamente garantirebbero di contenere circa 30 milioni di  di acqua, circa 8 volte la capacità delle vasche di laminazione proposte dall’attuale giunta regionale. Sarebbero realizzate con dighe in terra con una minima parte in cemento sul colmo necessaria alla fuoriuscita dell’acqua in caso di riempimento. “Abbiamo calcolato che con 55 milioni di euro si potrebbero realizzare addirittura fino a 1000 laghetti collinari, ne servono molti meno per  una capacità  di assorbimento della portata in caso di piena fino al 70% – aggiungono i pentastellati della Regione – Ed è proprio sulla capacità di contrastare le piene reali, quelle che fanno paura, che il progetto portato avanti dal Governo Regionale fa acqua da tutte le parti. A quanto si legge sui progetti presentati infatti, l’intervento sarebbe in grado di assorbire solo il 13% dell’onda di piena per non più di 13 ore. Sempre che si tratti di una piena da circa 690 al secondo. Se invece consideriamo le piene eccezionali, meno frequenti ma che possono raggiungere i 1.200 al secondo, il grado di assorbimento dell’opera non supererebbe il 5% della piena. “L’opera è inutile” incalzano i 5 stelle. “Abbiamo chiesto a un gruppo di nostri tecnici di sviscerare il progetto ed è stato  desolante lo scenario che ci hanno rappresentato – continuano Marcozzi e Pettinari – Le piene del fiume Pescara, grazie alla conformazione di un ricco bacino idrografico, spesso durano anche più di 48 ore, quindi anche le piene meno straordinarie non possono assolutamente essere contenute da queste vasche. Ancor di più se si pensa che i dati climatologici ci dicono che gli eventi atmosferici estremi sono in costante aumento. I laghetti diffusi, invece, verrebbero realizzati solo sui corsi d’acqua temporanei del bacino idrografico del Pescara. È bene precisare, infatti, che non è intenzione del progetto M5S sottrarre acqua alla normale portata del fiume, ma raccogliere solo le acque in più dovute alle precipitazioni -concludono i 2 consiglieri regionali – Attraverso lo sfruttamento delle centinaia di fossi già esistenti, dunque, non si renderebbe necessario scavare dei giganteschi invasi ma solo chiudere a valle quelli già esistenti in natura, garantendo una forte riduzione anche in termini di costi economici e garantendo la piena sostenibilità del progetto M5S”.

Altri spunti e vantaggi della proposta M5S. I vantaggi di questo progetto rispetto a quello proposto dalla regione sono davvero numerosi. Innanzitutto verrebbero utilizzati terreni marginali, i fossi appunto, non pianure, come vorrebbe il progetto messo in cantiere dal Presidente D’Alfonso, tra le più fertili della nostra regione. Tutti questi piccoli invasi diventerebbero delle vasche di fitodepurazione naturali, in quanto l’acqua proveniente dai terreni agricoli verrebbe raccolta in questi laghetti e depurata dalla vegetazione, a tutto vantaggio del fiume e del mare, entrando a far parte di un progetto organico per il ripristino della qualità delle nostre acque di balneazione. Le aziende agricole e i coltivatori privati avrebbero a disposizione acqua per l’irrigazione tutto l’anno, inoltre, i laghetti dalle dimensioni più importanti potrebbero essere usati per altri scopi, dalla pesca sportiva ad altri sport acquatici, allevamento di pesci, realizzazione di parchi lacustri a scopo ricreativo e naturalistico e molto altro ancora, creando diverse centinaia di nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato. Infine, la realizzazione dei “Laghetti” favorirebbe un incremento della biodiversità tanto minacciata dalle attività umane, con ricadute positive su tutti gli ecosistemi circostanti, compresi quelli agricoli, migliorando il microclima, soprattutto nei periodi di ondate di caldo eccezionali con una mitigazione del calore estremo sulle coltivazioni a cui abbiamo assistito più volte negli ultimi anni e che tutti gli studi climatologici prevedono in aumento nei prossimi anni. “Insomma, vogliamo trasformare quello che ora è un problema, l’acqua delle precipitazioni eccezionali, in una risorsa diffusa su tutto il territorio, a vantaggio dell’intera comunità – scrivono dal Movimento 5 stelle – In piena coerenza con i principi e il programma con cui il M5S si è presentato alle elezioni regionali, green economy, difesa e valorizzazione del territorio, parchi e infrastrutture leggere restano la visione di un governo del M5S, contrariamente al Partito Democratico che si propose agli elettori allo slogan Abruzzo Regione Verde e che oggi investe centinaia di milioni di euro di fondi europei nel cemento e neanche un euro sulla promozione dei parchi”.

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