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Castelvecchio Subequo aumenta del 200% la Tosap, inaccettabile il salasso

Provincia dell’Aquila. Non solo i commercianti, anche moltissimi cittadini contestano aspramente l’aumento della Tosap: “Un salasso! Siamo stanchi di essere considerati portafogli aperti”.

Commercianti ambulanti foto Trozzi Report-age.com 2017A Castelvecchio Subequo poi la realtà supera la fantasia e informa l’Anva Confesercenti che l’aumento è del 200%, una mazzata soprattutto per il commercio. “È assurdo che con questo stato di crisi generale del commercio qualche Comune si permette il lusso di aumentare la tassa per l’occupazione di suolo pubblico del 200% – Tuona Franco Liberatore, vice dell’Anva Confesercenti d’Abruzzo – Non è possibile che Castelvecchio Subequo abbia aumentato la Tosap da 0,13 a 0,30 centesimi di euro. Così si accelera l’agonia soprattutto del commercio ambulante. Siamo stanchi di essere considerati portafogli aperti”. A giudizio dell’Anva si tratta dell’ennesimo salasso che colpisce i commercianti, in particolare le categorie dei venditori ambulanti e dei pubblici esercizi. Soprattutto quello di Castelvecchio Subequo è considerato un inaccettabile provvedimento. L’aumento del 200% della Tosap, attuato in questo tragico momento, aggrava ulteriormente uno scenario economico e finanziario di per sé drammatico.

Liberatore fa notare come le vendite continuano a frenare. Dopo l’illusione di ripartenza oggi tornano a calare, annullando i passi avanti fatti nei mesi precedenti. È stato un 2016 complessivamente deludente sotto il profilo del commercio. Si sperava fosse l’anno del consolidamento della ripresa, ma il recupero netto e generalizzato atteso durante l’anno non c’è stato. “E non poteva che essere così in un Paese dove 1a persona su si sente povera e la metà delle famiglie non riesce ad arrivare alla fine del mese – aggiunge Liberatore – Siamo difronte ad un rallentamento che conferma il momento di difficoltà in cui ancora versano troppe famiglie italiane. La mancata ripresa del 2016 ha portato inoltre al riacutizzarsi della crisi del commercio, che dal 2012 ad oggi ha bruciato 96 mila imprese del commercio al dettaglio e più di 100 mila posti nell’occupazione indipendente. Per uscire dal pantano occorre una riflessione seria sul mercato interno, sul bisogno di rivedere il sistema di imposte e tasse che molto condiziona il mercato – conclude Liberatore – É chiara la necessità di fare un passo indietro sulle liberalizzazioni che hanno contribuito alla crisi delle piccole e medie imprese (Pmi) senza dare benefici. Inoltre, è necessaria una moratoria sulle concessioni alla Grande distribuzione e sulla liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali, oltre a una incisiva lotta contro l’abusivismo e la contraffazione”.

Tosap. É la tassa dovuta sulle occupazioni di qualsiasi natura, effettuate anche senza titolo, nelle strade, nei corsi, nelle piazze e, comunque sui beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile del Comune. Sono soggette a tassa:

  1. l’occupazione di suolo pubblico effettuata con banchetti, chioschi ecc.;

  2. occupazioni di spazio sottostante il suolo pubblico effettuate con serbatoi, intercapedini, cavi ecc.;

  3. occupazioni di spazio soprastante al suolo pubblico effettuate con tende da sole, faretti, bacheche, ecc.;

  4. occupazioni realizzate su tratti di aree private sulle quali risulta costituita, nei modi e nei termini di legge, la servitù di pubblico passaggio;

  5. occupazioni esercitate su tratti di aree private che sono di uso pubblico per destinazione dello stesso proprietario, quali le occupazioni poste in essere sotto i portici degli immobili di proprietà privata, ma aperti al pubblico, su tratti di marciapiede o di strade aperti al pubblico e simili.

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