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Satic, 3 licenziamenti: come volevasi dimostrare.

Sulmona (Aq). “Il sindaco, Annamaria Casini, non trova la soluzione e la Satic licenzia 3 dipendenti” interviene il Capogruppo consiliare di Forza Italia Elisabetta Bianchi che della questione si era occupata già la scorsa settimana. Del caso si discuterà nel prossimo consiglio comunale fissato tra 6 giorni.

Elisabetta Bianchi e Bruno Di Masci

Elisabetta Bianchi e Bruno Di Masci

“Che sulla Satic la nostra non fosse sterile polemica è oggi purtroppo drammaticamente confermato dal fatto che 3 dipendenti Satic sono stati raggiunti, dopo la lettera di preavviso che ci aveva allarmato, anche da quella di licenziamento e quindi da domani non presteranno la loro attività lavorativa nelle rispettive sedi di lavoro comunali – scrive nella nota il consigliere Bianchi nei giorni scorsi intervenuta per chiedere un immediato interessamento del sindaco, Annamaria Casini, dopo la notizia pubblicata da ReteAbruzzo, quotidiano on line, in cui si riferiva che dalla segreteria comunale si manifestava l’intenzione di affidare ai dipendenti comunali gli incarichi sino a ieri affidati alla coop non rinnovando la convenzione – È di tutta evidenza che, dopo l’affannata smentita della prima cittadina sulle dichiarazioni del segretario comunale, dalla stanza del sindaco di Sulmona soluzioni utili a prevenire la perdita di posti di lavoro non si sono ancora trovate o non è utile che si trovino. Il metodo ambiguo e impaludato con il quale la maggioranza procede danneggia i processi decisionali. Il risultato è che da domani 3 persone sono disoccupate a Sulmona: ci piace? Al gruppo di Forza Italia no e per questo l’argomento è stato inserito all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale”.

Almeno da palazzo San Francesco è stata accolta la proposta di Elisabetta Bianchi, avanzata pochi giorni dopo il suo insediamento in consiglio, a dicembre, di convocare almeno 2 consigli comunali al mese per non procrastinare ulteriormente discussioni e decisioni, da tempo attese dalla città, su questioni annose. L’assise civica è convocata il primo febbraio, sempre su richiesta dell’avvocato Bianchi i lavori partiranno al mattino e non nel primo pomeriggio,come fissato in un primo momento. Così è stato ampliato l’elenco dei punti da trattare. All’ordine del giorno sono stati aggiunti diversi argomenti, oltre alla scadenza delle convenzioni con le Cooperative, si procederà ad affrontare la questione delle scuole inagibili, il De Nino Morandi in testa. Ancora, l’assise è chiamata a prendere ufficialmente posizione contro la chiusura del presidio di Polizia ferroviaria della stazione di Sulmona e programmare le azioni indispensabili per scongiurarla. Pende un provvedimento di chiusura uimmediata della Polfer di Sulmona, così è indicato nella nota ai sindacati del 17 gennaio della segreteria del Dipertimento di pubblica sicurezza per Sulmona. In consiglio sarà anche presentata una Interrogazione del consigliere comunale di opposizione, Bruno Di Masci, per avviare gli interventi di recupero sulla scalinata di Santa Chiara, in attesa di ristrutturazione dal 2009. Ancora, si affronterà la questione della rottamazione delle cartelle dei crediti tributari.

mariatrozzi77@gmail.com

Dal Comune. Con un documento condiviso dai sindaci della valle Peligna, da inviare a ministeri, Regione, prefettura, si chiedono in prevalenza interventi urgenti per il territorio e chiarezza soprattutto in seguito alle dichiarazioni, diramate nei giorni scorsi, dalla Commissione grandi rischi riguardante il rischio sismico. È quanto emerso dalla riunione che si è tenuta ieri sera nell’aula consiliare del Comune di Sulmona, voluta dal sindaco, Annamaria Casini, con gli amministratori del territorio. Nel documento si fa richiesta di chiarezza in merito alla sicurezza, al sostegno economico e alle responsabilità, all’indomani delle comunicazioni diramate dalla Commissione grandi rischi, sulla base della quale la Protezione Civile ha sollecitato i Comuni a porre in essere tutte le azioni strutturali e non che sono previste dalla legge 225 del 1992. “É evidente che sia rimasto in mano a noi sindaci il classico cerino acceso – afferma il primo cittadino Casini – quella di ieri è stata una riflessione tra sindaci preoccupati, ma determinati nel pretendere interventi urgenti da parte dello Stato nel nostro territorio sia per la prevenzione sismica che per la sicurezza, facendo chiarezza dato che siamo chiamati ad assumere decisioni significative che incidono sul tessuto sociale, economico, senza avere supporti legislativo-finanziari adeguati al riguardo. Non vogliamo sottrarci alle nostre responsabilità, ma chi di dovere deve essere in grado di supportarci e sostenerci economicamente. Qualora le richieste venissero disattese siamo pronti ad azioni forti – Casini concorda con i primi cittadini del territorio peligno nel ritenere che – l’economia e il turismo nel nostro territorio stanno risentendo fortemente della situazione, dato che sono numerose le disdette di soggiorni, secondo i primi dati forniti dalle strutture ricettive del territorio. Si salda la rete tra i Comuni sull’attività di prevenzione nel territorio: “Nella convinzione che le emergenze si gestiscano unendo le forze” conclude Casini.

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