Tagli Alberi: “Basta con l’improvvisazione” i Comitati Ambiente chiedono un Piano del Verde

Sulmona (Aq). Con la prima nevicata l’amministrazione comunale ha proceduto al taglio di un filare di alberi, pini marittimi, situati lungo viale Papa Giovanni XXIII. Interventi discutibili e i Comitati cittadini per l’Ambiente chiedono un Piano del Verde per garantire sicurezza ai cittadini e, al contempo, la manutenzione del patrimonio arboreo. #pinofobia

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Alberi del viale ottobre 1962 Report-age.com diritti riservati
Alberi viale GXXIII ottobre 1962

(Immagine del 1962) La motivazione dei tagli, spiega Giovanna Margadonna, coordinatrice dei Comitati: “É che quelle piante sono malate da tempo e che l’abbattimento era l’ unica soluzione anche perché la neve, per l’inclinazione dei fusti, compromettendone la stabilità, avrebbe potuto  mettere a rischio l’incolumità pubblica. Ci chiediamo se sono state valutate tutte le possibili soluzioni alternative all’abbattimento e se la scelta operata era davvero l’estrema ratio – continua Margadonna – Questi tagli vanno ad aggiungersi a precedenti tagli di alberi, mai rimpiazzati, sullo stesso viale e in diversi altri luoghi della città come la villetta di viale Mazzini, l’istituto Tecnico Commerciale Antonio De Nino e il Parco fluviale. Tutti questi interventi, basati sulla improvvisazione, hanno portato ad un impoverimento del patrimonio arboreo della città – si aggiunge nella nota – Non intendiamo mettere in discussione la priorità assoluta della tutela delle persone e delle cose, sul viale è notevole il transito dei pedoni e dei veicoli, ma ci corre l’obbligo, quali cittadini che hanno a cuore l’ambiente in tutti i suoi aspetti, di sottolineare che una specie arborea, come il pino marittimo, possa essere presente nei viali, parchi e giardini pubblici di un centro urbano purché gli alberi vengano monitorati e controllati costantemente, soprattutto quando sono piantati in aree dove nevica e in climi non adatti. Il Pino marittimo, se curato da arboricoltori esperti, non rappresenta una minaccia in caso di eventi meteorologici estremi. Gli scavi meccanici eseguiti per la messa in sicurezza del marciapiedi o del manto stradale, negli anni passati, probabilmente non sono stati fatti con la dovuta cautela. É fondamentale, durante questi lavori, il rispetto dello spazio vitale della pianta, intorno al colletto, dove sono localizzate le radici principali per la salute e la stabilità dell’albero. Anche i tagli e le potature dovevano essere fatti con accortezza e da personale altamente qualificato per evitare di deteriorare l’albero compromettendone sia lo stato di salute che la struttura. Quegli alberi sono là dalla metà degli anni ’50, se fu sbagliata la decisione di scegliere una tipologia di piante non consona al nostro clima, ancora più sbagliato è stato l’atteggiamento delle passate amministrazioni che hanno trascurato il verde cittadino condannando oggi questi pini all’abbattimento”. Troppo spesso ci si dimentica che il verde urbano è un bene prezioso, una componente storica fondamentale ed irrinunciabile del paesaggio nei centri cittadini e nelle periferie. I Comitati cittadini per l’Ambiente sottolineano che mancano cultura e consapevolezza sulle importanti funzioni degli alberi sulla qualità dell’aria, con l’assorbimento della CO2, nella riduzione dell’effetto calore, sull’inquinamento acustico. “La Legge nazionale impone censimenti, piani e regolamenti, ma sono rari i comuni che riescono a rispettare tali obblighi, compreso quello che prevede la messa a dimora di un nuovo albero per ogni neonato¹ – conclude Margadonna –  Auspichiamo, pertanto, che questa amministrazione, intervenuta tempestivamente nel tagliare i pini di viale Papa Giovanni XXIII per garantire la pubblica incolumità, altrettanto tempestivamente provveda al reimpianto degli alberi tagliati con specie arboree adatte (platano, olmo, tiglio, acero ecc…) e di grandezza tale da assicurarne una crescita progressiva. Sollecitiamo un Piano del Verde che comprenda un Piano Manutentivo, Censimento delle Aree Verdi – conservazione del verde esistente e messa a dimora di alberature compensative – per mantenere e accrescere il patrimonio arboreo della città”.

¹ Obbligo di piantare un albero per ogni nato e adottato. La legge in vigore dal 16 febbraio 2013 obbliga i Comuni, con popolazione superiore ai 15 mila abitanti, a piantare un albero per ogni bambino registrato all’anagrafe o adottato. L’obbligo di piantare un albero per ogni neonato è stato introdotto con la legge Cossiga-Andreotti n. 113 del 29 gennaio 1992. Trascorso un Ventennio per dare davvero attuazione alla normativa si introducono nuove disposizioni. Così la legge n. 10 del 14 gennaio 2013, entra in vigore il 16 febbraio 2013, modifica la precedente disciplina prevedendo l’obbligo di piantare solo ai comuni con popolazione superiore ai 15 mila abitanti, prima l’obblico interessava tutti gli enti territoriali, ma l’impegno alla piantumazione interessa non solo nascite, ma anche adozioni. La piantumazione va fatta entro 6 mesi dalla nascita e dall’adozione e non più 12 mesi come previsto dalla precedente normativa. Nel 2013 si perdevano, al secondo,.8 m² di superficie di aree verdi nel Paese, secondo i dati dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Figuriamoci oggi!

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