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Paura per i Lupi: primo sì all’abbattimento. Galletti: ‘Ci sono attività che chiudono per la loro presenza’

“Viene da dire che abbiamo tanta paura per i lupi e faremo di tutto affinché siano difesi – è il commento di Dante Caserta del WWF Italia alla notizia dell’approvazione del Piano di conservazione del Lupo che, alla faccia della conservazione della specie, prevede nella misura più controversa, la numero 22, un abbattimento ‘controllato’ di un numero di lupi non superiore al 5% del loro numero complessivo in Italia. Qual è il totale dei lupi presenti nel Paese? A quali calcoli dovremmo affidarci non è dato sapere. Abbattimento controllato, ossia, li ammazzeranno previo un Piano regionale approvato dal ministero dell’ambiente. Probabilmente nessuno li ha contati i lupi, ma si insiste nel dire che l’abbattimento sarebbe controllato e che altrimenti la loro sopravvivenza è a rischio. Il ministro Gian Luca Galletti dichiara inoltre che la ‘presenza’ dei lupi ha fatto chiudere delle attività, ma a questo punto a che pro una misura tanto estrema se il problema è la presenza del lupo, non un eventuale sovrappopolamento.
Foto di copertina Di Marzio

Lupo Foto2 Maria Trozzi Report-age.com 2015

Lupo foto Maria Trozzi, diritti riservati

Come spiegare ai vertici nazionali che molti allevatori fanno presa sulle vecchie paure e contano sui risarcimenti per abbandonare, troppo spesso sulle montagne abruzzesi, il bestiame in alta quota che diventa poi preda della fauna selvatica? Accade ogni anno anche sul Parco nazionale del Gran Sasso monti della Laga, dove dal 30 novembre sono stati abbandonati una trentina di cavalli  a Campo Felice, violando la legge sulla demonticazione, bestiole che stanno morendo di fame e sono in balia degli animali selvatici. Si cerca di recuperarle, ma la burocrazia e il maltempo allungano i tempi, si prova a sfamarli ma la nebbia di questi giorni non lascia scampo per lanciare un po’ di fieno. A Primavera magari qualcuno chiederà il risarcimento per gli animali perduti. La piana di Campo Felice è l’area degli impianti sciistici dove ieri purtroppo è caduta l’eliambulanza: 6 i morti.

Il WWF chiama al senso di responsabilità le istituzioni che il 2 febbraio decideranno sul piano in sede politica. “Nell’assumere decisioni così gravi, però, non si può non tener conto dell’opinione dei cittadini che riconoscono nel Lupo dei valori culturali e simbolici. Ci sono voluti decenni per sfatare la favola di Cappuccetto Rosso in cui il Lupo era ‘il cattivo’ e, ora, la superficialità con cui è stata gestita la conservazione di questa specie rischia di farci fare un balzo indietro di decenni nelle politiche di conservazione di una animale simbolo”.

Fonte Ansa.it Galletti, dobbiamo permettere convivenza lupi-agricoltori: “Nessuno vuole ammazzare i lupi. Vogliamo una normativa che permetta di conservare la biodiversità e che permetta la convivenza fra i lupi e gli agricoltori”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, alla presentazione a Roma della prima edizione del calendario dei Carabinieri dedicato alle specie animali e vegetali a rischio. “Il problema del lupo è ormai evidente – ha detto Galletti -. Mi rifiuto di affrontarlo solo con la pancia, voglio affrontarlo in un modo scientifico. E’ un tema scottante. In certe zone la presenza del lupo è diventata un rischio per le attività agricole. Ci sono attività che chiudono per la presenza dei lupi. Per questo ho messo intorno ad un tavolo 70 esperti, che hanno predisposto 22 azioni per migliorare la convivenza fra i lupi e gli agricoltori”. Le azioni compongono il Piano per la conservazione del lupo, che deve essere approvato in Conferenza Stato-Regioni. Le associazioni animaliste sono già insorte contro il Piano, criticando il fatto che permette un abbattimento controllato degli animali. “La ventiduesima azione – ha spiegato il ministro – prevede che, dopo l’espletamento di un certo numero di procedure (un piano della Regione per il lupo, verificato dal Ministero dell’Ambiente), sia permesso il prelievo di un massimo del 5% del numero complessivo di questi animali sul territorio nazionale. Questa percentuale, dicono gli esperti, non mette a rischio la presenza del lupo in Italia. Se non facciamo questo, il bracconaggio diventerà lo strumento di tutela degli agricoltori. Allora davvero la sopravvivenza del lupo sarà a rischio”. Le associazioni animaliste sono insorte, mentre il ministero difende la misura, dicendo che non minaccia la sopravvivenza della specie e previene il bracconaggio.
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