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Ci risiamo con gli annunci della Grandi rischi: dighe rischio Vajont e forti scosse, poi  il dietrofront. Pezzopane annuncia interrogazione

Abruzzo. La Commissione grandi rischi lancia l’allarme terremoto, prevede nuove scosse  d’intensità anche superiore ai 6/7 di magnitudo. In un comunicato fa riferimento alle dighe di Campotosto e parla di rischio Vajont per una delle 3: la Rio Fucino, costruita su una faglia che sarebbe in parte attiva. È il panico nell’entroterra e il Centro Italia ora deve tremare anche per questi annunci. L’emergenza nell’emergenza si trasforma in una catastrofe annunciata, nonostante la lezione, insegnata sino a ieri, che i terremoti non si possono prevedere.  Poi, gli eredi di coloro che all’Aquila tranquillizzavano sullo sciame sismico precedente il terremoto, del 6 aprile 2009, fanno marcia indietro: “Non c’è pericolo imminente”. Di raffirzo la Protezione civile che monitora da tempo i 3 invasi. Il presidente Sergio Bertolucci, fa marcia indietro : “Nessun rischio imminente, le 3 dighe sono monitorate dalla protezione civile”. È davvero troppo per le comunità incastrate tra neve, scosse, maltempo, senza acqua e ancora senza luce da giorni. Gli annunci allarmanti non lasciano scampo e soluzione, gettano nello sconforto intere popolazioni disarmate, indifese, allo sbando, vulnerabili, esposte a mali che da sole e senza mezzi – di qualsiasi genere – non possono affrontare per vincere. A  che pro tutto questo spavento, qual è  l’utilità di annunci come questi, quali le ragioni?

Se lo chiede la senatrice abruzzese, Stefania Pezzopane che interviene annunciando una Interrogazione in senato: “Viviamo momenti drammatici in Abruzzo. Molte frazioni dell’aquilano e di altre province abruzzesi sono ancora isolate, senza luce e riscaldamento. Tra emergenza neve e un numero impressionante di scosse in atto, sono ore di angoscia e di paura – prosegue la parlamentare aquilana – questo clima di estrema precarietà e di alta tensione, il comunicato della Commissione Grande Rischi, che annuncia con poche righe, future scosse di magnitudo tra 6 e 7, ha gettato la gente nel panico e molti amministratori nel più completo abbandono. Domani presento un’interrogazione al presidente del consiglio, Gentiloni, affinché venga chiarito il senso di questa comunicazione e quali provvedimenti verranno assunti di conseguenza – interviene la senastrice Pd – Di fronte ad un simile comunicato, che annuncia disastri, ma non dà soluzioni, cosa dovrebbero fare i sindaci delle comunità che si trovano lungo la dorsale della faglia interessata? Ieri ho avuto un vertice con gli amministratori dell’Alto Aterno, che si sentono impotenti di fronte ad una situazione di panico indotto dal comunicato della Grande Rischi, ma immagino che lo stesso sentimento sia comune a molti altri sindaci. Che fare? Ci sono centinaia di persone con case inagibili e distrutte, intrappolate dalle neve. I sindaci stanno cercando di gestire l’emergenza. Ma adesso si trovano di fronte ad una nuova situazione, prevenire il rischio annunciato e gestire la paura della popolazione. Con quali mezzi? Mi chiedo e chiedo al governo, quali strumenti abbiamo per  intervenire di fronte a questa inedita situazione? È opportuno che le Prefetture facciano subito un summit con Protezione civile e sindaci? La Protezione Civile è in grado di inviare sul territorio altri tecnici che verifichino la stabilità di case, scuole e uffici? Le strutture che hanno resistito ad una scossa 6.3 possono reggere a eventi di magnitudo più intensa? I sindaci devono evacuare le popolazioni delle aree a rischio? E poi quali sono con esattezza le zone a rischio? Siamo passati da una situazione paradossale del 2009, quando siamo stati rassicurati e ci è stato detto più volte che i terremoti non si possono prevedere, ad una situazione ancora più assurda. La Commissione Grandi Rischi si mette al riparo da altre polemiche, ora li annuncia i terremoti, addirittura ne prevede l’intensità, getta panico e confusione, in una situazione già di estrema sofferenza. Nel frattempo non molliamo, siamo al lavoro. La nostra gente ha bisogno di sicurezza e di misure concrete. Facciamo subito le verifiche di agibilità e partiamo con Casa Italia per mettere subito in sicurezza le zone ad alto rischio sismico interessate da possibili terremoti”.

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