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WWF: ‘Basta cemento sulle rive dei fiumi e in aree di frana’

Pescara. La situazione drammatica di queste ore, con nevicate e piogge eccezionali e con le esondazioni che in più punti hanno interessato il fiume Pescara e i suoi affluenti, obbliga a una riflessione. Molti locali sono allagati a Pescara a causa delle esondazioni del fiume. Sott’acqua, finiscono piccole imbarcazioni e attrezzature. I livelli di guardia delle acque erano stati superati già questa notte. Stamattina poi il corso d’acqua ha esondato sommergendo natanti di piccole dimensioni e trascinando con se rami e tanto altro. La situazione sembra essere sotto controllo, ma c’è molto da dire: “Quel che sta accadendo avviene certamente per condizioni meteo eccezionali cui tuttavia dovremo abituarci in virtù dei cambiamenti climatici in atto – dichiara in una nota Luciano Di Tizio – Abbiamo troppo cementificato e abbiamo preteso, con un argine, di difendere una zona con edifici che non avrebbero mai dovuto essere costruiti a discapito di tante altre”.

MegaloAlluvione Chieti Scalo piena fiume Pescara Report-age.com 2016

Megalò Chieti Scalo 2013

Prevenire, la prima regola per farlo è smettere di costruire qualsiasi manufatto a ridosso delle rive dei fiumi e in aree a rischio frana, è l’invito del Wwf Pescara Chieti: “Ai fiumi in particolare vanno restituite le loro zone di esondazione naturale, altro che costruire artificiali casse di espansione. La Regione porti avanti il suo piano di adattamento ai cambiamenti climatici cui da tempo sta lodevolmente lavorando, ma gli dia da subito concretezza avviando un vasto programma di riqualificazione ambientale per il recupero dei servizi ecosistemici, elaborato a livello di bacini idrografici e non con interventi locali svincolati da una visione di insieme. Soprattutto preveda il divieto assoluto di qualsiasi intervento edilizio (costruzioni di ogni genere, ma anche capannoni e strade lungo i fiumi per una fascia di rispetto da valutare, caso per caso, comunque mai inferiore ai 200 metri“. L’associazione del Panda invita ad interventi di  rimozione di opere di difesa obsolete, inutili o, peggio, dannose. Chiede inoltre alla Regione la graduale completa delocalizzazione del mal costruito e il ripristino delle aree di esondazione naturale.

mariatrozzi77@gmail.com

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