Demolita storica testimonianza dell’ex quartiere marinaro di Pescara: ‘Vogliamo i nomi dei responsabili’ denuncia il Cap

Pescara. La città passa per la sistematica distruzione delle sue radici, alle prove inoppugnabili dello scempio messo in atto, da tempo anche sulla costa, si aggiunge il vuoto lasciato dalla demolizione di uno degli edifici più interessanti della storica località di mare, ultima testimonianza dell’ex quartiere marinaro, abbattuto a colpi di ruspa. Ignoti i responsabili dell’intervento, il Comitato abruzzese per il paesaggio (Cap) riferisce che sull’area non sembra sia stato esposta la tabella con le informazioni relative all’operazione in atto.

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“A Pescara la distruzione del patrimonio storico è sempre all’ordine del giorno. Un’ennesima e apparentemente ingiustificata demolizione del patrimonio architettonico minore ha interessato 2 giorni fa Borgo Marino Nord in via Gobetti – la denuncia è del Cap che da tempo è impegnato nella riqualificazione urbana di via Gobetti e via Lazio. Nemmeno tanto rassicurato dall’interessamento che a giugno 2014 anche la nuova amministrazione Alessandrini mostrò nei confronti dell’ex quartiere marinaro. Così il Cap interviene sulla demolizione – L’edificio era senza dubbio vetusto e disabitato, ma a tutti gli effetti in buone condizioni statiche e apparentemente nulla ne giustificherebbe un sì repentino abbattimento. Resta infatti ipotetica anche la potenziale ragione della demolizione. Sul luogo non appaiono né campeggiano informazioni di alcun tipo che permettano di risalire alla proprietà, né tanto meno alla ditta appaltatrice o al tipo d’intervento in atto, come legge prevede con l’esposizione di una tabella informativa per ogni cantiere, pubblico o privato che sia… Quel che lascia sgomenti ..è l’insensatezza di una scelta che, se compiuta o avallata dall’amministrazione comunale si rivelerebbe assolutamente illogica, contraddittoria e colpevole, anche alla luce delle iniziative e della redazione di un documento di salvaguardia e catalogazione degli edifici d’interesse storico e architettonico. Se si tiene conto infatti che nel 2012 il Comune aveva promosso un concorso di idee per la riqualificazione del quartiere, questo atto risulta ancor più inspiegabile. La meritevole iniziativa denominata Urban sharing 2, Piano di recupero via Gobetti/via Lazio mostrava infatti una certa sensibilità e una apparente marcia indietro rispetto alle precedenti amministrazioni che si sono caratterizzate per la demolizione di manufatti storici e di rilievo architettonico come la Centrale del latte in via Del Circuito. Questa scelta ..denota una totale indifferenza verso il recupero e la valorizzazione delle radici storico-culturali e urbanistiche della città, a favore di uno spostamento degli interessi coincidente con quello dei privati costruttori e investitori immobiliari che, va detto, a quelle aree si interessano da anni. Ne è la prova la concomitanza degli stessi eventi verificatisi, pochi mesi fa, rispetto ad un altro importante riferimento dell’architettura industriale ottocentesca pescarese, la Filanda Giammaria, ugualmente demolita e fulcro delle battaglie che negli ultimi tempi stanno conducendo alcune associazioni locali per la tutela degli immobili superstiti”. Queste 2 aree sono state al centro delle iniziative del Cap, da sempre interessati alla valorizzazione e alla divulgazione dell’architettura storica in Abruzzo come pure le altre associazioni ambientaliste e alcuni professionisti. “Nel 2009 organizzammo una mostra fotografica incentrata sui quartieri e i suoi manufatti architettonici, seguita da un workshop internazionale di progettazione architettonica Metro-Borghi patrocinata dal Comune di Pescara, alla quale avevano preso parte le università di Lubiana in Slovenia e della Florida negli Stati Uniti, ma relatori e professionisti di successo – prosegue la nota del comitato – Non possiamo che prendere atto di questo atteggiamento sordo nei confronti della protezione e valorizzazione del territorio e denunciare l’incapacità e colpevole silenzio di una politica interessata alla propria sopravvivenza e senza una visione strategica della città. Dunque l’associazione chiede formalmente i nomi dei responsabili di questo scempio e le ragioni che ne hanno motivato la scelta” il Cap annuncia di attivare le procedure necessarie per fermare questo scempio: “L’amministrazione già troppe volte si è contraddistinta per la mancanza di trasparenza e scelte lesive per la salute e l’interesse pubblico, farebbe bene a dare al più presto notizie di sé”.

Archivio

Uso collettivo della Filanda Giammaria se ne parla a Pescara 2014

Rubato il bassorilievo della Fontana di Roncisvalle. Grave danno al patrimonio artistico di Sulmona 2017

Bassorilievo rubato. Visita alla fontana di Gardini, l’autore di Viva il Latino amico di Ovidio e Sulmona 2017