Rubato il bassorilievo della Fontana di Roncisvalle. Grave danno al patrimonio artistico di Sulmona

Bassorilievo rubato
Bassorilievo rubato

Sulmona (Aq). É ancora la fontana di Roncisvalle a finire nel mirino dei ladri di opere d’arte. Addio al basso rilievo della fonte, dopo il furto dei bocchettoni in bronzo di 2 anni fa. Allora l’amministrazione comunale fu priva di reazioni per l’increscioso episodio, tempo prima fece orecchie da mercante alla richiesta di ristrutturare il tetto dell’ex edificio di culto lì di fronte, attraversando la strada. Di questo passo sfileranno, da sotto il naso dei sulmonesi, persino l’acquedotto Svevo e la statua d’Ovidio. La città d’arte e cultura perde pezzi preziosi e identità storica, bisogna correre ai ripari.

Aggiornamento 12 e 3

Bassorilievo della fontana di Roncisvalle rubato
Bassorilievo della fontana di Roncisvalle rubato in questi giorni dal sito del IV secolo
Foto del 10.1.2017
Foto del 10.1.2017

Fontana Roncisvalle rubato bassorilievo Foto Maria Trozzi Report-age.com 2017Questa volta a scomparire è il bassorilievo della Fontana di Roncisvalle. Un residente dell’area, senza auto per la neve e a piedi lungo il tratturo antico, ieri sera si è accorto che il bassorilievo della fontana non c’era più, scomparso. É stato completamente staccato dall’antico muro in pietra che lo conteneva, non si sa esattamente quando. Sulla coltre di neve sono presenti solo poche impronte, ma il basso rilievo era facilmente accessibile anche dalla strada e senza lasciare traccia. Il furto potrebbe risalire al periodo precedente la nevicata?  É una domanda a cui cercano di dare risposta, in queste ore, gli agenti della polizia municipale. La fontana ha origini antichissime, risalirebbe al periodo romano, è legata a molte leggende in cui si racconta che la sua acqua fosse miracolosa. Sulla via dei regi tratturi, per la transumanza in Puglia, la fontana era una tappa indispensabile per i pastori e il bestiame proveniente dalla Marsica. Il bassorilievo sottratto era uno di quei preziosi tesori della comunità incastonati nel Regio Tratturo Celano – Foggia, con i suoi 208 km è il terzo più lungo tra i 5 regi tratturi esistenti, dopo il tratturo Magno (L’Aquila – Foggia, 244 km) e il Pescasseroli – Candela (221 km). Dal Poligono di tiro al sottopasso della ferrovia, subito dopo, ecco la bella fontana di Santa Maria di Roncisvalle dove le greggi si dissetavano prima di entrare in città. Bevete anche voi e poi entrate trionfalmente nella città di Sulmona attraverso la porta Romana, la porta dei pastori (da Le vie della Transumanza ed. Terre di Mezzo). Di questa opera d’arte è rimasto ben poco ormai.

Patrimonio dell’Umanità. Lodevole l’idea di fare della città (a massimo rischio sismico) un banco di prova per una microzonazione sismica all’avanguardia (progetto Casa Italia), per tastare la capacità di resistenza dei complessi monumentali in caso di una forte scossa, intanto opere d’arte e monumenti spariscono perché, guardando troppo al futuro, si trascurano iniziative e azioni immediate, concrete ed efficaci per contenere i disastri in atto e mantenere integra e presente la storia di questo Paese. A vincere sul patrimonio culturale, architettonico e artistico del capoluogo peligno non è solo il terremoto, nemici di Sulmo sono anche l’incuria, l’indifferenza e i furti, sempre più frequenti e distruttivi per l’identità di un popolo che nell’entroterra abruzzese ha la sua culla primordiale, ridotta ai minimi termini, eppure indispensabile per la sopravvivenza. Il consigliere comunale di Sulmona, Elisabetta Bianchi, la scorsa primavera in sopralluogo su via Ara Bona per una voragine sulla strada – creata da una perdita d’acqua da un canale di scolo a margine – ha manifestato forti preoccupazioni per lo stato di abbandono in cui versa un’altra parte della fontana, attigua al lavatoio sottostante la Circonvallazione Occidentale, anche questa nel degrado. Il commento a freddo di Elisabetta Bianchi, appena informata del fatto: “Gravissimo danno al nostro patrimonio artistico il furto delle pietre della fontana di Santa Maria di Roncisvalle, frutto dell’incuria, del disinteresse della collettività e della assenza di un programma, ancora immaturo, di valorizzazione dei nostri beni culturali – conclude il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale – Mi auguro di vivo cuore che i responsabili siano presto assicurati alla giustizia e che la refurtiva venga restituita magari grazie alla preziosa collaborazione di chi ha informazioni utili”. Del furto se ne starebbe occupando la polizia municipale di Sulmona, la sovrintendenza dovrebbe presentare denuncia ai carabinieri di Sulmona.

Il bassorilievo. Nel 2003 le ditte Sistema Restauro e Tollis Costruzioni  ripulirono la lastra attraverso impacchi di cellulosa con carbonato di ammonio, la pietra venne liberata da erbacce e polveri. Sulla lastra rubata sarebbe scolpito un cherubino con ali e  attorno all’angioletto sarebbe stata incisa una serie di ornamenti con delle rose in pietra circolari. Si tratterebbe di intagli e lavori di pregevole fattura.

 

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bassorilievo-fontana-di-santa-maria-di-roncisvalle-foto2-trozzi-report-age-com-2017 bassorilievo-fontana-di-santa-maria-di-roncisvalle-foto1-trozzi-report-age-com-2017Non è un caso isolato a Sulmona, qualcuno è affezionato a pietre antiche, muri, portali e lavori in ferro battuto che scompaiono da balconi e monumenti, nella totale indifferenza. Impoverisce il patrimonio artistico della Patria di Ovidio, ma sembra non essere un problema. Risale a una quindicina di anni fa il furto più clamoroso, l’intera cancellata della cappella Mazara del cimitero monumentale di Sulmona sparì, nel giro di una notte di pertinenze e pregevoli frontoni non rimase nemmeno un’immagine. Avvisaglie, dei precedenti furti al cimitero, avrebbero dovuto preoccupare i vecchi amministratori locali per organizzare un solido sistema di sorveglianza. Oggetti in rame e tanto altro scomparve dall’area anche dopo il furto. Un istituto di credito organizzò una raccolta fondi per restituire agli antichi splendori il complesso cimiteriale appartenuto ai baroni Mazara, ma non si è saputo più nulla dell’iniziativa. Così dal piazzale Carlo Tresca, tra le poche piazze italiane dedicate ad un anarchico, è sparito il recinto in ferro battuto che proteggeva il monumento dei caduti e all’interno del quale il vecchio giardiniere comunale ha fatto crescere, per decenni, una quercia a mo di aiuola che fu praticamente sradicata con i lavori di risistemazione dell’area di fronte il Vescovado. L’avevano scambiata per un banale cespuglio impolverato? Ancora, il vaso di epoca fascista sottratto, nell’arco di una notte e con tanto di telecamere puntate, dall’ingresso secondario della villa comunale, verso via Giacomo Matteotti. E tanto altro…

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Foto Trozzi Report-age.com 2017

É la fontana più antica della città. La fontana di Santa Maria di Roncisvalle o fonte di Santa Maria Giovanna è conosciuta nel XIV secolo col nome di fontana delli candulj ed è sicuramente tra le più antiche della città. Situata nei pressi dell’omonima chiesa, ormai un rudere, è stata tappa del lungo tratturo Celano – Foggia, un tempo frequentato da pastori con le greggi. La fontana è menzionata sia nei Capitula civitatis Sulmonis che nel catasto del 1376. Secondo la tradizione, avrebbe origini molto più antiche, risalenti forse ad epoca romana, quando nell’area era individuata una fonte considerata sacra, dalle acque curative o comunque termali.

L’ultimo restauro della fontana risale al 2003. A sistemare il monumento, sotto l’egida della Soprintendenza, furono le ditte Sistema Restauro e Tollis Costruzioni che ripulirono l’intera area, l’antico muro, i mascheroni e la facciata della fontana piena di sporcizia, erbacce, immondizia e muschio. I restauratori reinserirono delle copie dei bocchettoni bronzei, fecero un grandissimo lavoro di restauro. Dopo un luogo silenzio e il grande abbandono, rimane poco purtroppo.

 

 

mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamento

Bassorilievo rubato. Visita alla fontana di Roncisvalle di Gardini, l’autore di Viva il Latino amico di Ovidio e Sulmona