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Divieto di cambio d’uso per fermare la lottizzazione a Rocca di Mezzo

Rocca di Mezzo (Aq). Dal 27 dicembre un altro ostacolo si frappone alla realizzazione di 50 villette progettate nel cuore del parco regionale Sirente-Velino, a Prato della Madonna, in un Sito d’interesse comunitario. Una delibera regionale, da 7 giorni efficace, fa eclissare l’autorizzazione al progetto.

Il punto 4, del provvedimento dell’esecutivo regionale 877/2016 fa divieto di cambio d’uso delle aree a pascolo e a prato. Proprio così, in Abruzzo si consolidano i vincoli sulle aree Rete natura 2000 (Siti di interesse comunitari, Zone di protezione speciale, Zone speciali di conservazione). Il punto in cui si vuole intervenire, parliamo di una gettata di 10 mila m³ di cemento su una superficie di oltre 22 mila m², è individuato su dei prati permanenti, questo secondo la cartografia del suolo in Italia del geoportale del ministero dell’ambiente. Dato che l’iter per la lottizzazione non è ancora concluso, il nuovo vincolo deve applicarsi determinando l’archiviazione del progetto con esito negativo. Nella delibera si chiarisce che le misure sui Sic e Zps sono immediatamente operative. L’Italia era sotto procedura d’infrazione per la scorretta applicazione della Direttiva 43/92/Cee Habitat che impone una stretta tutela sui siti Natura2000. “Bisogna completare al più presto l’approvazione dei Piani di gestione di Sic e Zps con le misure sito-specifiche per ogni area, visto che la redazione dei piani è partita 5 anni fa con la passata giunta Chiodi, assessore Febbo, che stanziò oltre 3 milioni di euro nel vecchio Programma di sviluppo rurale” scrive Stazione ornitologica abruzzese in una nota.

Ciampi contestò il progetto. Si oppose all’intervento anche il compianto Carlo Azeglio Ciampi, presidente emerito della Repubblica, la cui famiglia ha una casa a Rocca di Mezzo. Ciampi scrisse al sindaco, Mauro Di Ciccio, per fermare la possibile ferita mortale al paesaggio di quella prospettiva sciagurata, ma il primo cittadino rispose che se il consiglio si fosse tirato indietro per la lottizzazione si sarebbe aperto un contenzioso con i proponenti. La replica del presidente fu così affidata alla sua segreteria: “Il presidente Ciampi non può non esprimerle il suo forte rammarico per il fatto che in questo caso come in molti altri che purtroppo si verificano nel nostro Paese con conseguenze anche gravi in termini di dissesto ambientale si deve assistere a una vicenda nella quale la doverosa tensione verso l’interesse generale sembra progressivamente arenarsi all’interno di procedure burocratiche deresponsabilizzanti magari formalmente regolari, ma che finiscono per determinare esiti lontani proprio dagli interessi pubblici cui le procedure stesse sono preordinate”.

mariatrozzi77@gmail.com

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