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Anno nuovo aumenti nuovi: il primo per i pedaggi sulle autostrade A24 e A25

Per festeggiare il nuovo anno, come da tradizione, arriva l’aumento del pedaggio autostradale per le autostrade A24 e A25 gestite da Strada dei parchi. La moratoria che interessa 9 concessionarie di autostrade (sarebbero 19 quelle che gestiscono dei tratti montani), inclusa quella che gestisce l’autostrada del Brenenro, non tocca il tratto autostradale  che collega l’Abruzzo al Lazio.

Viadotti Peligni, Campo di Fano Foto Maria Trozzi report-age.com 2016

Il ministero dei trasporti ha accordato al gruppo Toto un aumento del pedaggio pari all’1,62%, oltre il doppio della media nazionale per A24 e A25, nonostante le richieste, giunte da più parti, di congelare almeno quest’anno l’aumento del pedaggio. Lo scorso anno l’aumento accordato era pari al 3,45%.

“L’aggiornamento delle tariffe è in linea con i sistemi di calcolo previsti dalla convenzione” per Strada dei parchi spa. Associazioni, comitati di pendolari e autotrasportatori valutano ipotesi di un ricorso al Tribunale amministrativo regionale per l’ennesimo aumento e, se ci sono i presupposti, di procedere per una class action pubblica. Incomprensibili, almeno per il momento, le ragioni degli aumenti sull’autostrada abruzzese. Per il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Mario Mazzocca, è una vertenza che va assolutamente aperta questa degli aumenti, proponendo uno studio sulla mobilità sostenibile e puntando al trasporto su rotaie con una variante che consenta di raggiungere Roma in due ore, da Pescara, dato che oggi occorre il doppio con il treno.

“Ricordo che la privatizzazione delle autostrade fu opera del centrosinistra ai tempi del governo D’Alema e c’erano ancora i Democratici di Sinistra (la conversione al neoliberismo non è cominciata con Renzi!) – interviene in una nota Maurizio Acerbo, della segreteria nazionale del partito della Rifondazione comunista – Da quel che mi risulta la precedente gestione pubblica dell’autostrada era in attivo (e allora non c’era ancora il pagamento automatico!) e non si capisce come siano lievitati così i costi dei pedaggi. Cosa su cui auspicherei che qualcuno finalmente indagasse. Una cosa è certa: la scelta delle #privatizzazioni è stata una fregatura e non ha nulla a che fare con le chiacchiere ideologiche sul “libero mercato” che usano da decenni per prendere in giro i cittadini e suggestionare gli studenti di economia. L’autostrada è un monopolio visto che per andare da un posto a un altro (per esempio da Pescara a Roma) non ci sono dodici percorsi ma un solo tracciato. E un monopolio – persino Luigi Einaudi conveniva – dovrebbe essere pubblico. Comunque se si privatizza almeno si controllino i concessionari! Cosa alquanto difficile se tra grandi imprese dei lavoratori pubblici e/o concessionari autostradali (che sovente coincidono), informazione e politica c’è un intreccio strettissimo. Come testimonia il fatto che il più potente esponente politico abruzzese, il presidente della #RegioneAbruzzo D’Alfonso, è uno che si è autodefinito nei processi “damo di compagnia” dei Toto. Son talmente amici che sovente finiscono sotto processo insieme. Anche quando non ha cariche pubbliche D’Alfonso rimane nel settore in qualità di dirigente Anas. Chissà di cosa si è occupato nei rari periodi in cui è stato in servizio? Spero non della vigilanza sull’autostrada. Comunque la sua candidatura – dopo quanto emerso nei processi – dimostra che i partiti che lo hanno sostenuto non hanno alcuna legittimità politica e morale per criticare i conflitti di interessi di Berlusconi. Cosa che d’altronde hanno smesso di fare da lungo tempo. Nell’anno passato abbiamo ottenuto una grande Vittoria sventando il mega-progetto da 6,7 mld e 50 km di nuove gallerie presentato da Toto per allungare la concessione di altri 35 anni e a cui D’Alfonso aveva dato parere favorevole senza averne mai parlato in campagna elettorale nè dopo. Non abbasserei la guardia perchè è evidente che Toto non vuole cacciare i soldi per la messa in sicurezza dell’autostrada e cercheranno di far ricadere il costo sulla collettività. La ripubblicizzazione dell’autostrada mi sembra un’obiettivo da rilanciare e come coordinamento #NoToto – Salviamo l’Abruzzo credo che dovremmo tornare ad approfondire la lunga storia della concessione”.

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