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La Regione Abruzzo vara un bilancio contro la Natura

Chiamata alla mobilitazione dal mondo dell’ambientalismo per i troppi tagli che compromettono la sopravvivenza di riserve e parchi. Non è servito un presidio permanente, ai cancelli del consiglio regionale, delle associazioni ambientaliste con i rappresentanti delle riserve regionali e del Parco Sirente-Velino con le comunità locali.

Nemmeno é servito l’incontro in conferenza con gli assessori regionali al bilancio, Silvio Paolucci, e ai Parchi, Donato Di Matteo, richiesto dai manifestanti e sostenuto dai consiglieri del M5S, utile solo per ribadire che la Regione opererà tagli lineari. Non si garantirà neppure il mantenimento del contributo assegnato per il 2016, inadeguato per le associazioni: “anzi la definizione ultima dei capitoli di bilancio avverrà soltanto a gennaio, per cui non si possono escludere ulteriori tagli – scrive in una nota il Wwf – Questo nonostante siano stati spesi pochi giorni fa svariati milioni con gli ennesimi interventi a pioggia fuori da ogni programmazione e nonostante la evidentemente finta scelta di perseguire l’immagine di  regione verde d’Europa. Da quello che è emerso – ma non ci sono certezze in proposito – l’importo dell’intero capitolo per le aree protette sarebbe di 2 milioni 400 mila euro, di cui 1 milione 600 mila per le Riserve e 800 mila euro per il Parco Regionale, fatta salva la possibilità di un ulteriore ribasso. Un ennesimo taglio che, se confermato, porterebbe il Sirente-Velino alla chiusura e le Riserve pericolosamente vicine alla soglia della sopravvivenza. Le richieste erano per un ben più cospicuo finanziamento (2 milioni 450 mila euro alle riserve, 1 milione 250 mila euro al Parco) e, soprattutto, per una programmazione triennale che nn costringa più i gestori delle aree protette a una perenne precarietà”. Una situazione inaccettabile per Ambiente e/è vita, Legambiente, Wwf e LegaCoop Abruzzo che chiamano cittadini e amministratori locali alla mobilitazione e chiedono a tutti i consiglieri regionali di esprimere, con il loro voto, il dissenso verso le scelte che penalizzano l’ambiente e il territorio.

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