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Funerali. L’addio a Fabrizia Di Lorenzo: una preghiera umile e sincera  

Sulmona (Aq). Tantissima gente per l‘ultimo saluto a Fabrizia Di Lorenzo, la 31enne sulmonese morta a Berlino, nell’attentato terroristico di matrice islamica del 19 dicembre ai mercatini di Natale. A Sulmona, per i funerali privati, la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stata applaudita e molto apprezzata dalla popolazione. 

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“Di fronte al mistero della morte la nostra ragione si ferma – così  nell’omelia il vescovo della diocesi di Sulmona Valva, Angelo Spina descrive Fabrizia Di Lorenzo – come un angelo con le ali aperte .. lei che amava la vita con tanti ideali e molti valori .. ha dovuto lasciare questa terra che non riesce a dare speranza a questi giovani per il lavoro che dà dignità.. Ché tutti diventino ambasciatori di pace”.

La strage sarebbe stata compiuta dal tunisino Anis Amri, 22enne terrorista dell’Isis secondo gli inquirenti, con precedenti penali e operativo in Italia. Il cellulare del giovane sarebbe stato trovato nel tir proveniente da Torino che a Berlino ha fatto sosta, senza mai raggiungere la Polonia. Nel mezzo che ha investito decine di persone ai mercatini di Natale è stato trovato il cadavere dell’autista polacco, ammazzato con un colpo di pistola. Amri, a quanto pare, era solito viaggiare per recarsi in Francia, Olanda e Germania. Il tunisino rifugiato in Italia è stato ucciso a Sesto San Giovanni (Milano) dalla polizia italiana. Appena dopo la strage le forze dell’ordine tedesche hanno catturato un pakistano risultato poi estraneo all’attentato terroristico rivendicato dall’Isis.

Nella città di Fabrizia, dalla villa comunale alla Circonvallazione, un lungo e interminabile applauso  accompagna il feretro. Dopo i riscontri con le analisi del Dna e la conferma che una figlia di questa città era tra le 12 vittime dell’attentato di Berlino (45 i feriti), la madre è stata male tanto da dover ricorrere alle cure mediche. Il vescovo Spina ricorda che la Signora Giovanna, mamma di Fabrizia, è stata in pellegrinaggio diocesano questa estate in Terra Santa. Il fratello di Fabrizia è prossimo alla laurea (Università degli studi di Torino) con il padre e la madre sa portare il dolore con grande dignità. Di fronte a tanta violenza la famiglia di Fabrizia dà una risposta cristiana con la fermezza dell’amore e nel perdono. É una terribile e insopportabile vicenda di sangue, le istituzioni e le comunità devono riflettere per fare in modo che ogni territorio sia luogo di cittadinanza a partire dai Comuni, dichiara Luciano D’Alfonso che ha una parola di riguardo anche per il fratello della giovane vittima, Gerardo Di Lorenzo: “Io spero che lui possa trovare il suo progetto di vita qui senza doversi allontanare”.

D’Alfonso: “Le istituzioni, le comunità e le collettività, devono riflettere per fare in modo che ogni territorio sia luogo di cittadinanza a partire dai Comuni. Oggi pregherò perché ho visto la famiglia, ho conosciuto il fratello che è un ragazzo al pari e straordinario come la sorella. Un ragazzo che sta studiano a Torino, è prossimo alla laurea e io spero che lui possa trovare il suo progetto di vita qui senza doversi allontanare. E poi c’è tanto coinvolgimento nell’accogliere il padre e la madre che hanno dato una lezione di dignità e di educazione”.

Il discorso di monsignor Angelo Spina ai funerali di Fabrizia Di Lorenzo celebrati stamane a Sulmona, nella cattedrale di San Panfilo: “Signor Presidente della Repubblica, Vice Presidente Corte Superiore della Magistratura, Signor Ministro dell’Interno, Autorità  civili tutte qui convenute così numerose, Autorità militari, di ogni ordine e grado, sacerdoti, fratelli e sorelle nella fede, siamo qui riuniti  a celebrare le solenni esequie della cara Fabrizia, stretti al dolore del papà Gaetano, della Mamma Giovanna, del fratello Gerardo, di tutti i familiari e i parenti,  con la vicinanza spirituale di Papa Francesco, che ieri, nel messaggio Urbi et Orbi ha detto: Pace a chi è stato ferito o ha perso una persona cara a causa di efferati atti di terrorismo, che hanno seminato paura e morte nel cuore di tanti Paesi e città“.

fabrizia-di-lorenzo-funerale-01L’omelia del vescovo Spina: “Le anime dei giusti  sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà” (Sap 3,1), ci ha ricordato la lettura, tratta dal Libro della Sapienza.  “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me anche se muore vivrà; chiunque vive e crede in me non morirà in eterno”(Gv 11,25-26). Sono le parole di Gesù che noi accogliamo oggi, con viva fede, in questa celebrazione eucaristica e delle esequie solenni della nostra cara sorella nella fede, Fabrizia, vittima dell’attentato di Berlino, dove hanno perso la vita altre persone, che ricordiamo nella preghiera, unitamente alle altre che portano nel loro corpo le ferite del folle gesto. Di fronte al mistero della morte la nostra ragione si ferma, resta smarrita e chiede aiuto alla fede, che ci apre alla speranza della risurrezione. Gesù vero uomo e vero Dio, ha pianto per la morte dell’amico Lazzaro. Dice il vangelo che Lui “scoppiò in pianto” (cfr Gv 11,35). Anche noi oggi siamo qui a piangere la nostra sorella e amica Fabrizia. Nel dolore, il pianto ci ricorda che siamo figli adottivi di Dio Padre e fratelli di Gesù Cristo, perché egli ha pianto. Egli ha sofferto la passione per noi, è stato crocifisso ed è morto per i nostri peccati. É entrato nella morte e l’ha sconfitta, è Risorto, è vivo, è il vivente. Noi siamo qui non come coloro che non hanno speranza, la nostra speranza è Cristo Risorto, il Signore della vita. Il cero pasquale che illumina questa celebrazione è Cristo che ha vinto le tenebre e, Risorto, regna per sempre.
Fabrizia, all’improvviso e in modo tragico, ci ha lasciati, pronta, come un angelo con le ali aperte, per spiccare il volo verso la casa di Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo. Il suo sorriso rimarrà sempre con noi, lei che amava la vita con grandi ideali e forti valori, come tanti giovani ha dovuto lasciare questa terra per trovare lavoro altrove perché questa nostra terra non riesce a dare speranza alle nuove generazioni che cercano lavoro che dà dignità alla persona umana. Signore, Padre buono e ricco di misericordia, tu vedi il nostro cuore affranto, spezzato dal dolore, ora noi piangiamo e ti diciamo grazie perché ce l’hai donata.
La sua breve esistenza, vissuta nella semplicità, nell’umiltà, nella purezza di cuore, è per noi invito a vivere le beatitudini evangeliche, ad essere miti e operatori di pace. L’hai chiamato a te, Signore, come fiore candido, puro e profumato, nel tuo regno di beatitudine infinita, di luce, di amore, di pace. Lei è una stella che brilla con una scia luminosa. Con la sua vita tragicamente spezzata, dice a tutta l’umanità che la violenza è una profanazione del nome di Dio, che solo la pace è santa. La compassione e la non violenza indicano la via della vita, contro ogni paura e ogni forma di terrorismo. Il bene trionferà sul male e l’ultima parola non è della morte ma della vita. Ora su questo altare ci sono le nostre lacrime,  perle di preghiera, che salgono e bussano alla porta del Tuo cuore, Signore, ricco di misericordia, perché Tu accolga la sua candida anima nella tua pace. La Vergine Maria Addolorata, che ai piedi della croce ha sofferto e offerto a Dio tutto il suo dolore, stenda il suo manto materno su di te, cara Fabrizia, e ti porti in Paradiso, per godere la vera beatitudine insieme agli angeli e ai santi. Dal cielo, cara Fabrizia, con il tuo sorriso, la tua giovialità, la tua tenerezza e le tue preghiere, dona conforto alla tua mamma Giovanna, al tuo papà Gaetano a tuo fratello Gerardo, ai familiari tutti, che hanno il cuore spezzato ma custodisce la speranza nella risurrezione e nella vita eterna. Da lassù guarda i giovani di questa nostra terra e del mondo intero prega per loro perché abbiano a capire quanto è prezioso il dono  della vita, che va difeso e custodito, perché  ognuno e tutti diveniamo ambasciatori e costruttori di un mondo di pace. Amen”.

mariatrozzi77@gmail.com

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Fabrizia Di Lorenzo, vittima del terrorismo. Legata e attenta alle questioni del suo Paese, l’Italia, alla sua terra natia, Sulmona, Fabrizia Di Lorenzo è stata studentessa del Liceo linguistico Giambattista Vico di Sulmona, a Roma ha studiato all’università, facoltà di Mediazione linguistico culturale e dopo la prima triennale si è spostata a Bologna per concludere gli studi con una laurea in Relazioni internazionali e diplomatiche. Subito dopo ha conseguito un master all’Università Cattolica di Milano e già dal 2013 vive e lavora a Berlino. Una giovane e promettente speranza, una grande risorsa di questo Paese che ha lasciato la sua città, per lavorare in Germania, da 3 anni era impiegata in una ditta di trasporti. Nel 2014 la giovane ha anche collaborato con Berlino Magazine, un sito online in italiano di cultura e attualità che ha prontamente lanciato un appello sulla sua pagina Facebook quando la giovane era considerata dispersa. L’ultimo tweet di Fabrizia Di Lorenzo è del 5 dicembre, la ragazza sulmonese ha postato uno spezzone del film La meglio gioventù in cui durante un esame universitario, il docente invita Nicola (l’attore Luigi Lo Cascio) a lasciare l’Italia, un Paese di dinosauri, in cui non cambia mai nulla, conferma nel tweet anche la giovane che aveva espresso la sua anche sull’immigrazione e sulla guerra, sempre dalla parte del giusto.

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