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Bestiame fantasma decimato da orsi e lupi: la truffa del secolo

Avezzano (Aq). Finiscono sotto inchiesta 8 allevatori marsicani. La truffa del secolo ha fruttato davvero molto. Di certo 1 milione di euro da tempo incassato, ma la cifra potrebbe lievitare perché le aziende agricole hanno partecipato a numerosi bandi europei negli anni e così le indagini sul bestiame fantasma proseguono. Gli allevatori, di fantasia, devono rispondere delle accuse di associazione per delinquere finalizzata all’indebita percezione di finanziamenti comunitari e truffa. 

Mucca Pesco Foto Maria Trozzi report-age.com 2014

Foto Maria Trozzi

Indicavano centinaia di migliaia di animali al pascolo nella domanda di finanziamento europeo e quando qualcuno si accorgeva dell’esiguo numero di animali allevati la colpa era dei lupi e degli orsi. A loro dire, le belve feroci scorrazzavano tra le verdi praterie dell’entroterra abruzzese divorando centinaia di capi di bestiame, in un sol boccone, e solo quelli degli allevamenti finanziati dall’Europa, che sfortuna! Per gli indagati dunque a snellire le greggi sarebbe stata la fauna selvatica in aggiunta al mal tempo, queste le giustificazioni. Nel 2012 gli 8 allevatori hanno ottenuto l’accesso agli stanziamenti comunitari per gli allevamenti. Più era numeroso il bestiame posseduto, nella circostanza solo dichiarato, maggiori erano le possibilità di garantirsi consistenti somme di denaro dall’Europa, merito delle politiche agricole. Il numero degli animali da allevare, indicato nelle domande di finanziamento, sarebbe stato abbondantemente gonfiato. Così facendo gli allevatori hanno ottenuto dall’Unione europea la bellezza di 1 milione di euro, 5 anni fa. Le indagini sono partite proprio con dei sopralluoghi sulla fascia esterna del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm) dove il bestiame, delle aziende finanziate dall’Ue, avrebbe dovuto pascolare durante la bella stagione, anche grazie agli usi civici concessi, dai Comuni marsicani, a un prezzo davvero agevolato. Sui prati soleggiati però nemmeno l’ombra di un capretto a solleticare i fili d’erba eppure nelle richieste di finanziamento europeo il numero dei capi da allevare e sostenere economicamente spesso era a 3 zeri. Colpa dei lupi, gli allevatori di fantasia si difendono così puntando il dito persino sugli orsi bruni marsicani, appena una quarantina in Abruzzo, che nei loro stazzi avrebbero fatto razzia, complice il maltempo. Il tutto studiato ad arte per l’ennesima truffa da condire al meglio con una storia incredibile di decimazione degli allevamenti. Proseguono le indagini della Procura della Repubblica di Avezzano sulla presunta carneficina perpetrata da lupi e orsi ai danni degli allevatori. L’inchiesta si allarga a macchia d’olio anche ad altri corposi bandi europei a cui le aziende incriminate hanno partecipato in questi ultimi 4 anni. Gli animali selvatici saranno pure pericolosi, ma quelli a zampe sono peggio.

mariatrozzi77@gmail.com

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