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Ambiente. Delle due l’una: o il Piano Parco regionale o il Parco nazionale Sirente Velino

L’Aquila. Quattro associazioni chiedono che sia approvato il Piano del Parco, diffidando la Regione a farlo altrimentisi procederà all’istituzione del Parco nazionale del Velino Sirente, proposta lanciata da Appennino Ecosistema. 

Aggiornamento 1  e 2

Le associazioni Appennino ecosistema, Mountain wilderness, Salviamo l’orso e Lega nazionale protezione uccelli hanno inviato al presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, una formale diffida ad adottare il Piano del parco regionale Sirente Velino (in forza del decreto legislativo 198/2009 – art.3 norme sull’efficienza delle Pubbliche Amministrazioni) esercitando i poteri sostitutivi nei confronti dell’ente del parco, inerte da oltre 6 anni, (art. 4, comma 1, della legge regionale  42/2011 nuova disciplina del Parco regionale). La Regione è stata anche diffidata a provvedere alla nomina del consiglio direttivo e della comunità del parco non ancora designatiesercitando i poteri sostitutivi (art. 11, comma 7, legge regionale 38/96 Legge quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo)Nel documento, elaborato dai giuristi delle associazioni, è scritto che il Piano del parco rpodotto nel 2010 non è mai stato approvato dal Direttivo privo di alcuni componenti. La mancata approvazione del Piano del parco regionale abruzzese ha aggravato problemi irrisolti dal 1990 (in base all’art. 11, legge regionale 54/1989 di istituzione del parco, la Regione avrebbe dovuto approvare la zonazione ed il Regolamento). “Si è trattato di danni all’economia delle comunità, di ingiustificate limitazioni ai diritti e agli interessi legittimi dei residenti e dei turisti nel territorio dell’area protette nonché di obiettive limitazioni ai doverosi interventi di conservazione attiva degli ecosistemi e delle specie da effettuarsi particolarmente nelle zone A e B  mai compiutamente delimitate- scrivono in una nota le 4 associazioni – Sino all’approvazione del Piano parco vigono i divieti delle norme transitorie di salvaguardia (art. 8 legge regionale  38/1996) e le misure di salvaguardia (artt. 6 e 11 della legge  394/91 che si applicano anche alle aree naturali protette regionali, con le relative sanzioni previste dall’art. 34, c. 3 lr  38/96). Nonostante l’inerzia, la giunta regionale non ha utilizzato i poteri sostitutivi per lì’approvazione del piano e le nomine nel direttivo dell’ente. Proseguono le associazioni: “La Regione ha 30 giorni per non incorrere nel reato di rifiuto di atti d’ufficio. Altri 60 giorni ha l’ente territoriale per provvedere a quanto richiesto dalle normative regionali, con l’adozione del Piano del Parco. In caso di mancato adempimento, le associazioni ricorreranno al Tribunale amministrativo regionale (Tar) per imporre la Regione all’adozione del Piano”.

Il malcontento generalizzato nei confronti del Parco regionale Sirente Velino per gli ambientalisti è dovuto alla mancata applicazione delle leggi regionali. “La Regione sta per approvare una completa revisione della legge istitutiva del Parco che riduce i confini, in valle Subequana per puri motivi localistici con una perdita secca di quasi tutto il versante sinistro orografico della valle dell’Aterno e di una superficie di circa 5-10 mila ettari, pari al 10-20% dell’intera superficie protetta, in aree caratterizzate da habitat e specie prioritarie a livello europeo, destinate a divenire zone B di Riserva Generale – conclude il gruppo ecologista – Si punta allo smantellamento del Parco, senza pensare che è prevista l’adozione del Piano del Parco da 20 anni con  l’entrata in vigore entro 6 mesi (nel 1989), entro 18 mesi (nel 2000) entro 18 mesi (nel 2011), nonché la possibilità di esercitare i poteri sostitutivi da parte dell’esecutivo rgionale. L’unica alternativa sarebbe la rinuncia alla tutela regionale e l’istituzione del Parco nazionale del Velino Sirente, lanciata all’inizio di quest’anno da Appennino Ecosistema, che comprende l’approvazione della zonazione del territorio fin dal momento dell’istituzione della nuova area protetta a livello nazionale. Senza il Piano del Parco restano da 30 anni in vigore norme provvisorie che prevedono divieti di assoluta inalterabilità dei luoghi, su tutto il territorio del Parco, persino nei centri abitati e nelle zone agricoleche fanno degli abitanti nel Parco veri e propri ostaggi della mancata adozione del piano parco”.

mariatrozzi77@gmail.com

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