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Guerra per la Neurochirurgia: L’Aquila Versus Avezzano

L’Aquila. A colpi di dimissioni e di post sui social media bruciano gli animi aquilani e marsicani per il reparto di Neurochirurgia che, come per incanto, troviamo all’Aquila.

Pietrucci posta su Facebook la sua idea sulla Chirurgia Report-age.com 2016

Pietrucci dice la sua sulla Neurochirurgia

Ad annunciare la III dimissione del primario di Neurochirurgia dell’Aquila, Renato Galzio 67enne vicino alla pensione, è stato il consigliere comunale dell’Aquila Guido Liris (FI). L’Aquila e la Marsica si scontrano, ma ad avere la peggio per il momento è Avezzano dove purtroppo il reparto è chiuso da questa estate, provvisoriamente. Mai riaperto: “Per quanto riguarda la neurochirurgia ad Avezzano rimane un servizio” scrive in un post, su Facebook, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci (Pd). A che serve un servizio di neurochirurgia se non si può operare. La prima cosa per un neurochirurgo è la sala operatoria e in Marsica mancherebbero persino i ferri per operare sul cervello. Il reparto ad Avezzano è chiuso, le urgenze vanno tutte all’Aquila, anche quelle giunte al pronto soccorso di Avezzano con i pazienti trasportati che devono rimettersi in marcia per l’Aquila. Resta il fatto che la presenza del reparto ad Avezzano è data e il Piano strategico 2017-2019 del bilancio pluriennale previsionale, approvato il 30 novembre, prevede la Neurochirurgia dell’Aquila e di Avezzano. Pietrucci insiste “Il Piano sanitario è chiaro.. La neurochirurgia rimane all’Aquila e a Pescara, punto: senza se e senza ma. A Teramo e Chieti va la cardiochirurgia, in un’ottica di equa suddivisione dei servizi su base territoriale.. ad Avezzano rimane il servizio”. Due semplici conti dimostrano che 11 neurochirurghi concentrati all’Aquila sono troppi, ne sono previsti appena 7 nel nosocomio del capoluogo di regione e, melius est abundare quam deficere, per l’Aquila si esagera con una dodicesima (XII) nomina. A pagarli, soldi pubblici, i cittadini. Resta un singolarissimo servizio di neurochirurgia ad Avezzano, mutilato, che non ha senso tolto il ruolo di primario. Non ha senso per Roberto Mastrostefano, neurochirurgo che dal 2001 per 9 anni è stato dirigente medico ad Avezzano e ribadisce: “La soluzione è capovolgere la situazione, niente compromessi. La piazza fondamentale non è L’Aquila, ma Avezzano che è al centro di snodi autostradali, ferroviari e stradali a scorrimento veloce, Roma-Pescara, Roma-Napoli, Roma-Firenze e Roma L’Aquila. La soluzione è spostare il reparto ad Avezzano”. Una valutazione fatta sul numero degli abitanti, sul bacino di utenza e sulla conformazione territoriale. Facciamo i conti della serva: per il pronto soccorso aquilano si contavano 25 mila prestazioni l’anno, in generale e secondo i dati di qualche tempo fa. Le prestazioni erano oltre 50 mila al pronto soccorso di Avezzano, stesso periodo. Caso strano, da tempo non si forniscono dati, magari recenti, sul numero di prestazioni eseguite nei Pronto soccorso dei maggiori ospedali abruzzesi. Raccoglierli, diffonderli e analizzarli, offrendoli ai media e in visione anche agli amministratori regionali, potrebbe pregiudicare le ambizioni di qualche struttura ospedaliera? Indietro nel tempo, tra il 1997 e il 1999 con il Piano sanitario Del Colle erano previste 3 neurochirurgie in Abruzzo: una a Pescara, una a Teramo e una ad Avezzano. Nel 2000, abracadabra, è improvvisamente spuntata la neurochirurgia all’Aquila.

Per i politici affezionati a Facebook, vox populi marsica consultabile sulla pagina: NO ALLA CHIUSURA DI NEUROCHIRURGIA DI AVEZZANO.

mariatrozzi77@gmail.com

Pietrucci su Facebook dice la sua sulla Neurochirurgia Report-age.com 2016

Pietrucci posta su Facebook e dice la sua sulla Neurochirurgia

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