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Slitta il salvataggio dei tribunali, la maggioranza si sfalda

L’Aquila. Martedì in consiglio regionale non si è arrivati a poter discutere il Documento economia e finanza regionale (Defr), perché la maggioranza si è sfaldata intorno alle ore 21 e di conseguenza è slittata anche la possibilità di prendere in considerazione e mettere  in programma il salvataggio del tribunale di Avezzano e degli altri tribunali soppressi.

Gianluca Ranieri Report-age.com 2016

Gianluca Ranieri

Cercano di porre le basi per una programmazione di interventi volti al salvataggio del presidio di giustizia marsicano e degli altri, ma nell’assise regionale non si è potuto ancora discutere del secondo emendamento dei consiglieri pentastellati. Il primo ha portato, a luglio 2015, ha impegnato la Regione per il recupero delle risorse necessarie all’attuazione dell’intesa con il ministero della giustizia per realizzare, in via sperimentale, la gestione delle sedi giudiziarie dei tribunali e delle procure di Avezzano (Aq), Lanciano (Ch), Sulmona (Aq) e Vasto (Ch). Il consigliere regionale Gianluca Ranieri (M5S) ha fatto riferimento all’incontro di sabato organizzato negli uffici di viale Bovio dai presidenti della giunta e del consiglio regionale, Luciano D’Alfonso e Giuseppe Di Pangrazio: “Ci auguriamo che questo incontro non sia solo l’ultimo tassello di un percorso dilatorio il cui fine ultimo sembra essere quello di condurre alla consunzione i presidi soppressi – spera Ranieri che aggiunge in una nota – È ora che la Regione si assuma la responsabilità di una scelta. Il Movimento 5 Stelle parteciperà alla riunione con i suoi rappresentanti in parlamento per difendere e riaffermare quel diritto di equo accesso alla giustizia che rischia di scomparire per oltre 420 mila abruzzesi e che dovrebbe essere difeso non soltanto dai professionisti del diritto, ma da tutti i cittadini. Si tratta di una battaglia civile che vogliamo condurre assieme a tutti i rappresentanti del territorio di ogni schieramento – conclude il consigliere pentastellato – Perché vengano salvaguardati, in particolare, quei presidi i cui territori subirebbero il danno maggiore dalla chiusura per l’ampiezza dei bacini di riferimento e per il ruolo fondamentale di baluardo contro l’infiltrazione della criminalità organizzata, poiché posti al confine con il Lazio e il Molise”.

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M5S: nuovo emendamento per salvare i tribunali da chiudere

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