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I misteri di Stefano. Buio pesto sulla morte dell’orso. Dibattimento per il veterinario

Isernia. Per la morte dell’orso Stefano, la carcassa fu recuperata il 7 luglio 2013 su monte Marrone, venne aperto un fascicolo dalla procura della Repubblica del tribunale di Isernia. A un punto morto il filone principale dell’inchiesta che avrebbe dovuto far luce sul decesso dell’orso. A 3 anni dal fatto l’incognita impera. Domani si terrà l’udienza dibattimentale per il veterinario che esaminò la carcassa dell’animale, l’uomo avrebbe violato il segreto d’ufficio.

Immagine di copertina Siro Baliva

Orso avvelenato a Prati Santa Maria, versante meridionale Sirente

Ottobre 1996

Bracconaggio, a questo si pensava quando cominciarono a indagare sulla morte del plantigrado. Alla zampa un colpo di pistola calibro 7,65. Colpito anche in testa, la cartuccia esplose e i pallini vennero estratti nel cranio, anche sul dorso dell’animale e in un testicolo. L’orso Stefano, si ipotizzava in un primo momento, era stato fucilato. La prima pista seguita dagli inquirenti però fu presto abbandonata. Nuovo capo d’accusa, detenzione abusiva di armi, e nuovo fascicolo per alcuni dei 4 indagati, così a dare la misura della vicenda è l’avvio anche di un procedimento nei confronti del veterinario che ai tempi operava per conto del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e con altri 5 esaminò la carcassa dell’orso. Il medico è accusato di rivelazione di segreto d’ufficio perché avrebbe fornto informazioni sul caso con le indagini ancora in corso. Come pubblico ufficiale non avrebbe mai dovuto rivelare gli esiti delle analisi sull’animale. Una vicenda poco chiara, è indispensabile allora scavare a fondo.

L’orso Stefano, trovato morto ieri sul monte Marrone, nel versante molisano del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise «è stato brutalmente assassinato a colpi di fucile da criminali»” così scriveva il Pnalm in un comunicato ripreso dal quotidiano Il Messaggero e poi sempre il Parco precisa: “..che all’esame radiografico, eseguito dagli esperti nella facoltà di veterinaria di Teramo, sono state rilevate 3 pallottole di cui una, quella mortale, alla testa. «Una vera e propria esecuzione che fa supporre l’utilizzo di diversi tipi di fucile, quindi l’intervento di diversi bracconieri» è scritto nella nota diramata 3 anni fa dal Pnalm che così si preparava a denunciare gli ignoti bracconieri. Oggi, questo articolo non è più visibile all’indirizzo Web in cui era possibile consultarlo un tempo. A smentire le dichiarazioni del Pnalm, 3 giorni dopo il comunicato, sono diversi quotidiani on line, l’agenzia d’informazione Asi press e i siti dei cacciatori: “Si fa strada l’ipotesi di avvelenamento perché l’orso, con molta probabilità, si sarebbe cibato di una carcassa di cavallo putrefatta rinvenuta a pochi metri dall’animale e i colpi sul corpo esanime dell’orso Stefano sarebbero stati esplosi da un fucile molto prima della morte dell’animale, non erano stati letali, ma di certo lo hanno indebolito” (Approfondimento). Di queste singolari novità però il Parco non sembra trattare. Supporti ufficiali non mancano per le conferme. Il Corpo forestale dello Stato di Pizzone (Isernia) riferisce di aver rinvenuto, proprio nel tardo pomeriggio del 7 luglio 2013, a circa 2 mila metri di altitudine in località Ferrucce, la carcassa di un orso bruno dell’apparente età di 8 anni. Nelle immediate adiacenze c’è la carcassa di un puledrodi cui l’orso, con tutta probabilità, si era nutrito” riferiscono in un altro verbale, questa volta, i Carabinieri che indagano sul caso. La carcassa del plantigrado viene affidata all’Istituto zooprofilattico di Teramo per l’esame autoptico. D’allora, una sola cosa è chiara: Gli esami esperiti non hanno consentito di accertare le cause del decesso: la carcassa del plantigrado presenta alcune ferite di arma da fuoco, verosimilmente pregresse e gli esami tossicologici esperiti davano esito negativo.   

2013 anno nero per l’orso Stefano. Non porta fortuna agli orsi il nome Stefano. Ne sono scoparsi diversi con questo nome, alcuni sono stati investiti altri sono morti in circostanze particolari. Almeno 2 sono deceduti nel 2013. I decessi sarebbero 4 tra le vittime dell’uomo, l’orso Stefano investito il 25 aprile, nei pressi del casello autostradale di Tornimparte, ai margini del Parco regionale Sirente Velino, al confine tra l’Abruzzo e il Lazio. La carcassa di un altro orso, sempre di nome Stefano, viene recuperata il 7 luglio. La morte dell’animale, probabilmente legata ad un avvelenamento singolare, porta con sé un lungo strascico giudiziario. Il 24 ottobre una femmina della specie viene investita a Villalago (Aq). Il condizionale è d’obbligo per il quarto decesso segnalato.

mariatrozzi77@gmail.com

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