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La controriforma di Berardinetti ‘favorirebbe il Consorzio con socio il Comune di cui è sindaco’

L’Aquila. Un possibile conflitto di interessi del consigliere regionale, Lorenzo Berardinetti, spinge ad un esposto Appennino ecosistema, Lipu e Altura Abruzzo nei confronti del presidente della commissione regionale agricoltura, organo del consiglio regionale che ha approvato, il 23 novembre, la controriforma (Lr 304/2016) a firma dello stesso Berardinetti e dell’assessore regionale, Dino Pepe, che così propongono una modifica alla legge forestale (L.regionale 3/2014) che favorirebbe un Consorzio con socio proprio il Comune dell’aquilano di cui è sindaco Berardinetti. 

Lorenzo Berardinetti

Lorenzo Berardinetti

L’esposto è stato presentato ieri alle procure della Repubblica dell’Aquila e di Avezzano e al Corpo forestale dello Stato nei confronti di Berardinetti e riguarda l’iter seguito per la proposta di legge regionale Modifiche e integrazioni alla legge regionale 3/2014 sulle foreste e i pascoli (304/2016). “Tra i soggetti privati che sarebbero favoriti dalle nuove norme sono inclusi alcuni importanti consorzi uno dei quali è il Consorzio forestale Marsica occidentale, costituito tra i comuni di Sante Marie, Pereto e Rocca di Botte ed alcuni soggetti privati (Colafor, Irmf, Gefora) – segnalano le associazioni ecologiste all’autorità giudiziaria chiamata ad accertare l’eventuale conflitto d’interessi di Berardinetti che ha firmato la proposta, presiede la commissione che ha dato il via libera alla stessa che, una volta approvata “favorirebbe direttamente il Consorzio forestale Marsica occidentale del quale è socio in quanto sindaco del Comune di Sante Marie (Aq) – fanno notare le 3 associazioni per sapere – se in tali comportamenti non possano ravvisarsi illeciti penali tra i quali l’abuso d’ufficio. Le nuove modifiche e le integrazioni consentirebbero alla giunta regionale di adottare provvedimenti temporanei di autorizzazione allo sfruttamento di boschi e pascoli anche senza i Piani di gestione. Tutto il patrimonio destinato agli usi civici potrebbe essere affidato velocemente anche a privati senza scrupoli che lo sottrarrebbero alla destinazione per pubblica utilità. Le nuove norme proposte consentirebbero anche l’iscrizione all’albo di imprese forestali di privati e consorzi protagonisti di illeciti amministrativi legati allo sfruttamento del patrimonio forestale, purché questi non abbiano condanne penali” per le associazioni una volta approvata la controriforma si ripartirebbe con lo sfruttamento selvaggio degli ecosistemi forestali e dei pascoli. Il gruppo ambientalista ritiene indispensabile un Regolamento di attuazione della legge forestale 3/2014, a 2 anni dalla scadenza della sua presentazione in consiglio regionale, che potrebbe disciplinare in modo univoco pastorizia e sfruttamento dei boschi: “Senza l’approvazione del Regolamento che avrebbe prescritto limiti d’uso di tutti i boschi e i pascoli della regione non è possibile verificare se la legge del 2014 sia in grado di tutelare gli ecosistemi forestali e di prateria della regione” concludono le 3 associazioni.

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