‘Fermate Megalò2’ Legambiente scrive a D’Alfonso, Mazzocca, Grassi e Checcucci

Chieti. Il progetto di sviluppo Megalò 2 aumenta il rischio non solo per l’aumento del numero dei visitatori nel centro commerciale, area di dissesto, ma per le modifiche all’argine che sposterebbero a valle il problema di tracimazione del fiume, a gravare pericolosamente sulla città di Pescara.

Megalò Legambiente progetto Report-age.com 2016Per fermare il progettato d’ampliamento del Centro commerciale Megalò2, ai margini del fiume Pescara, Legambiente scrive al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, commissario per la mitigazione del rischio idrogeologico, a Mario Mazzocca, sottosegretario con delega all’0ambiente e Protezione civile, a Mauro Grassi, direttore della struttura contro il dissesto idrogeologico (presidenza del consiglio dei ministri) e Gaia Checchucci, direttrice generale direzione generale per la tutela del territorio e delle acque ministro dell’ambiente. Anche alla luce del Piano per le città metropolitane l’associazione ambientalista critica il progetto delle vasche di esondazione presentato dall’unità di missione contro il dissesto idrogeologico, poco più a monte dell’ampliamento commerciale (intervento di circa 54,8 milioni di euro stanziati dal governo, soldi dei cittadini, che  prevede la realizzazione di casse di espansione proprio lungo il fiume Pescara). “Intervento inserito proprio a seguito delle recenti esondazioni del fiume con notevoli danni su tutto il territorio circostante – Legambiente chiede – di vigilare ed intervenire concretamente per evitare una nuova cementificazione sbagliata e dannosa, non solo perché in contrasto con l’operato delle strutture, ma per l’incolumità delle persone”.

mariatrozzi77@gmail.com

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