Skip to content

Ingegnere ucciso: determinante la prova Dna

Napoli.  É un atto dovuto, per gli inquirenti, l’iscrizione nel registro degli indagati di Luca Matarazzo, fratello 35enne dell’ingegnere ucciso barbaramente lunedì scorso sotto casa nel quartiere Chiaia, salotto buono della città partenopea, a Margellina.

La comparazione del Dna, dopo i rilievi di stamane a casa del padre dei due, dove il fratello minore abitava dalla morte del genitore, potrebbe risultare determinante per le indagini sull’omicidio dello stimato professionista conosciuto anche a Roccaraso, in provincia dell’Aquila, dove con la famiglia trascorreva sempre le vacanze invernali. Da un take dell’agenzia Ansa risulta che gli investigatori avrebbe acquisito elementi utili a una comparazione medico scientifica che si dovrebbe tenere nei prossimi giorni. É stata eseguita l’autopsia sul corpo dell’ingegnere 51enne ucciso con un coltello. L’uomo sarebbe sceso di casa e si sarebbe scontrato con l’aggressore, dal volto coperto con un casco grigio, in via Maria Cristina di Savoia a pochi passi da casa. Secondo quanto emergerebbe dalla documentazione che l’ingegnere ha consegnato diverso tempo fa alla procura di Napoli, il professionista aveva avuto diverse discussioni con il fratello e in un caso, nel 2003, è stato proprio il padre a dividerli, durante un tentativo di soffocamento. Il 51enne chiedeva di accertare le cause del decesso del padre Lucio, morto nel 2013 per una caduta dal letto. Qualche giorno prima di essere ammazzato Vittorio Matarazzo voleva incontrare il pubblico ministero, Vincenzo Piscitelli, per far riaprire il caso partendo da alcuni particolari indizi come la presunta scomparsa di certi verbali relativi al soccorso del 118 prestato al genitore Lucio, anche lui ingegnere.

Archivio

Ammazzato sotto casa: chiedeva di riaprire il caso della morte del padre

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: