Ortona. Ampliamento di Coke di petrolio: rinviata la decisione. Il Comitato Via vuole vederci chiaro

L’Aquila. Valutazione d’impatto ambientale rinviata per l’ampliamento del deposito di pet-coke ad Ortona (Ch). la Commissione regionale Via ha deciso di vederci chiaro dopo l’audizione, questa mattina, delle rappresentanti delle associazioni ambientaliste e dei Comitati che si oppongono al progetto. Resuscitato, 2 mesi fa, dalla società F.lli Nervegna autostrasporti l’ampliamento del deposito di pet-coke da 18 mila m³ a 28 mila m³ impegnerebbe circa 90 mila tonnellate di residuo altamente inquinante della lavorazione del petrolio.

Porto di OrtonaIn audizione Fabrizia Arduini, presidente Wwf zona Frentana, Loredana Pompilio, del gruppo scientifico dell’associazione ambientalista e Alessandra Di Virgilio, presidente del Comitato Ortona Osservatorio ambiente hanno chiesto ed ottenuto dalla commissione che si proceda, prima di decidere, a controllare se la gestione dell’impianto sia congrua. La struttura da ampliare è a servizio delle attività portuali per lo stoccaggio di coke di petrolio, cereali e farine di soia. Il gruppo ambientalista ha diffidato gli organi competenti della Regione a procedere alle verifiche del caso prima di autorizzare l’ampliamento del deposito.

Un vero e proprio effetto cumulo per l’area dove si progetta l’ampliamento, tempestata da impianti come l’opificio della Pavimental, la turbogas e un altro ampliamento, sempre nell’area, riesumato sempre un paio di mesi fa. In quest’ultimo caso si tratterebbe di un deposito di rifiuti che da 60 mila tonnellate verrebbe portato a 112 mila tonnellate annue d’immondizia attraverso l’inserimento di 68 nuove tipologie di rifiuti, dell’elenco dei codici Cer autorizzati, di cui 29 pericolose dunque con l’arricchimento della gamma di rifiuti trattati con materiali contenenti sostanze pericolose come Amianto, Clorofluorocarburi, Catrame di carbone, Mercurio, Piombo e fanghi.

Una mini indagine epidemiologica dell’Osservatorio ambiente sembra aver messo in luce, in questa zona di Ortona, alcuni casi sospetti, da approfondire, di malattie alle vie respiratorie che colpiscono i cittadini, soprattutto i bambini residenti in prossimità degli impianti. “In audizione siamo riuscite ad avere un rinvio. Una gran fatica. Il comitato vuole vederci chiaro” scrivono le 3 rappresentanti ambientaliste sul progetto considerato oggi dal Comitato via regionale. L’iniziativa industriale era già stata fermata da cittadini, comitati e Wwf Zona frentana e costa Teatina a dicembre dello scorso anno con una serie di efficaci interventi. A sostegno del gruppo erano intervenuti anche gli operatori vitivinicoli preoccupati della drastica riduzione del terreno coltivabile e della qualità dell’aria a danno delle loro attività agricole. “Ad Ortona, stanno cucendo dal porto alle aree agricole un vestito sempre più tossico” spiegano le ecologiste abruzzesi .

Il pet-coke, o coke di petrolio, è stato ritenuto rifiuto tossico dal decreto Ronchi negli anni ’90. Con il decreto Gela del governo  Berlusconi nel 2002 tornò ad essere classificato come combustibile, nonostante contenga inquinanti e contaminanti chimici come Arsenico, Molibdeno, Nichel, Zolfo e Vanadio.

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