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Operazione antimafia a Napoli contro il clan Mallardo. Il boss comandava da Sulmona

Napoli. La cosiddetta alleanza di Secondigliano è tuttora viva e operativa tenuta saldamente insieme da una rete di parentele strette, con matrimoni, guidata dal boss Francesco Mallardo nonostante il suo stato di detenzione ai domiciliari a Sulmona (Aq). A Napoli oggi sono stati eseguiti numerosi arresti nei confronti di esponenti di vertice del clan e imprenditori su disposizione della procura partenopea. Sono stati sequestrati beni mobili e immobili, attività produttive e commerciali per un valore di 12 milioni di euro.

Napoli Report-age.com 2016É quanto appurato dalla Direzione investigativa antimafia di Napoli le cui indagini hanno fatto scattare un’ordinanza di misura cautelare a carico di esponenti del clan Mallardo e di alcuni imprenditori prestanome. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari di Napoli, fa seguito a una lunga e intensa attività di indagine svolta dal Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata della Guardia di finanza, dalla Dia di Napoli, dalla Squadra mobile della questura partenopea, dal Nucleo investigativo di Castello di Cisterna (nella città metropolitana di Napoli). Nella nota dei procuratori aggiunti Giuseppe Borrelli e Filippo Beatrice, si sottolinea che l’ordinanza odierna è “la più recente conferma dell’attuale operatività della storica Alleanza di Secondigliano – il cui sodalizio – trova origine nei vincoli parentali stretti tra diverse famiglie camorristiche in quanto le 3 sorelle Aieta (Anna, Rita e Maria) hanno sposato rispettivamente Francesco Mallardo, capo dell’omonimo clan, Eduardo Contini e Patrizio Bosti, entrambi capi dei clan che portano il loro nome.

Per la procura a fare la parte del leone, nell’alleanza criminale, è proprio il clan Mallardo attivo a Giugliano in Campania e nel rione Vasto a Napoli. Le indagini partite nel 2014 hanno chiarito il ruolo di assoluto leader di Francesco Mallardo, intercettato mentre era ai domiciliari a Sulmona  – sottolineato Borrelli e Beatrice Sono state proprio le sue stesse dichiarazioni, rese in conversazioni telefoniche, a dimostrare l’alleanza con i clan Bosti e Contini al punto che era il Mallardo a dare il placet per investimenti di rilievo della consorteria criminale. La specificità della vasta organizzazione dei Mallardo, e più in generale dell’alleanza di Secondigliano, sta “nella compartecipazione occulta in società di varia tipologia e nelle capacità di queste nell’assumere un ruolo di preminenza in diversi mercati. Le indagini hanno dimostrato l’operatività del gruppo in vari settori. Da qui la formulazione di specifiche ipotesi di delitti: riciclaggio, esercizio abusivo del credito, violenza privata, illecita concorrenza svolta mediante violenza e minaccia, intestazione fittizia di beni, accanto alla contestazione della partecipazione associativa.

L’operazione antimafia oggi a Napoli contro il clan. Sigilli a 22 unità immobiliari, 2 terreni, 3 auto e 2 moto, 1 imbarcazione, 8 società e 74 conti correnti. Si è provveduto anche ad un sequestro per equivalente per 2 milioni di euro, somma investita dal boss Francesco Bidognetti e dalla moglie Anna Aieta per il tramite dell’imprenditore Gaetano Esposito, anche lui destinatario di una misura cautelare. In manette, tra gli altri, anche Anna Aieta, moglie del capo clan Francesco Mallardo. Le accuse per le persone coinvolte,affiliati, prestanome e imprenditori sono associazione di tipo mafioso, oltre a riciclaggio, intestazione fittizia di beni, attività finanziaria abusiva e illecito concorrenza, reati aggravati da metodi e finalità mafiose.

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