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Ammazzato sotto casa: chiedeva di riaprire il caso della morte del padre

Napoli. Non si dava pace per la morte del padre, avvenuta nel 2015 per una caduta dal letto, archiviata come morte naturale. Aveva chiesto la riesumazione della salma del genitore, Vittorio Matarazzo, ingegnere 51enne di Napoli conosciuto anche a Roccaraso (Aq). Qualche giorno prima di essere ammazzato desiderava parlare con il pubblico ministero, Vincenzo Piscitelli, per far riaprire il caso partendo da alcuni particolari indizi come la presunta scomparsa di certi verbali relativi al soccorso del 118 prestato al genitore Lucio, anche lui ingegnere.

Aggiornamento

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Vittorio Matarazzo. Foto La Voce di Napoli

É stato accoltellato 2 giorni fa, nel quartiere Chiaia, salotto buono della città partenopea, a Margellina. Secondo quanto riporta il quotidiano on line Repubblica, l’uomo stava rientrando a casa, in via Maria Cristina di Savoia, e sembra che abbia avuto una discussione con una persona, dal volto coperto con un casco grigio integrale, incontrata proprio dinanzi la sua abitazione al civico 3. Secondo un’altra versione, la persona con il casco avrebbe citofonato a casa del professionista che è sceso, così è stato colpito più volte, anche al volto, dall’assassino gli ha reciso la carotide con un coltello. L’ingegnere è stato trovato in una pozza di sangue all’ingresso dello stabile. Le telecamere a circuito chiuso del sistema di sorveglianza del palazzo, ma anche quelle delle strade attorno, potrebbero aver ripreso l’assassino. Nell’edificio residenziale abitano le sorelle della vittima: Roberta, avvocato, Simona ingegnere al Comune e Maria Vittoria che ha uno studio di odontoiatria nello stabile in cui è avvenuta l’aggressione. Il fratello Luca vive nella casa in cui è morto il padre. Da tutti l’ingegnere è stato descritto come persona splendida e tranquilla. “Fuori da dinamiche malavitose” chiariscono i vicini, i parenti e l’avvocato, Luigi Ferrandino, a cui Materazzo aveva confessato i suoi sospetti chiedendo di far riaprire il caso della morte del padre. Il legale smentisce “Notizie su presunti problemi relativi all’eredità del suocero. Notizie che non corrispondono al vero”. In un appartamento di proprietà, dei complessi residenziali dell’Aremogna, a Roccaraso, l’ingegnere trascorreva le vacanze invernali con la famiglia: moglie e 2 figli di 9 e 12 anni. La polizia indaga negli ambienti familiari, remota l’ipotesi di una rapina, addosso all’uomo sono rimasti portafoglio e preziosi.

mariatrozzi77@gmail.com

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