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In Trentino aree protette trasformate in trappole per la fauna selvatica e le specie in via d’estinzione

A Trento e Bolzano si potrà cacciare nei parchi provinciali e quel che è più grave si dà la possibilità di sparare a tutti gli animali, a tutte le specie, anche quelle protette. In sostanza, proprio nelle aree protette la fauna selvatica corre il rischio di rimanere in trappola e di essere cacciata in un territorio nato per difenderla soprattutto da bracconieri e cacciatori. 

Cervo Lecce nei Marsi Report-age.com 2016Lo stabilisce palazzo Chigi su proposta del premier Matteo Renzi il 24 novembre nella seduta pomeridiana del consiglio dei ministri sotto la sua presidenza e con il vice Claudio De Vincenti a fare da segretario. Nella seduta si producono tanti decreti legislativi, tra i più assurdi 2 fanno felici tutti i cacciatori della Regione a statuto speciale del Trentino Alto Adige. Davvero un territorio singolare dove, da qualche giorno, le aree protette sono finanziate per far divertire i cacciatori, esattamente da giovedì scorso è consentita l’attività venatoria all’interno dei parchi istituiti dalla Provincia. Nel secondo decreto, sempre su proposta del premier riformatore, si consentono alle Province autonome delle temporanee variazioni dell’elenco delle specie cacciabili. In questi mesi, per un sì, ne abbiamo viste delle belle, ma da 5 giorni si esagera, si sta permettendo il peggio. Il governo, su iniziativa di  Renzi, permette ai presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano di consentire la caccia anche a specie protette e proprio nelle aree protette. Un fatto talmente grave da trasformare le aree protette in trappole per le specie che sino ad ora si sono fidate di questi preziosi rifugi. “Nessun governo italiano, di qualsiasi orientamento politico, era mai arrivato a tanto” commenta dalla sua bacheca Dante Caserta, del Wwf Abruzzo. “Figurati che succede se vince il Sì” replica alla notizia Maurizio Acerbo, della segreteria nazionale del partito della Rifondazione comunista.

Associazioni: “Un fatto inconcepibile e inaccettabile. Ci appelliamo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per fermare la deregulation venatoria”

“Ci appelliamo al Presidente della Repubblica Mattarella perché non sottoscriva le modifiche volute dalla province autonome e dal Governo, che consegnano nelle mani dei cacciatori delle province di Trento e Bolzano, tutte le specie di animali selvatici presenti sul territorio, anche all’interno dei parchi, trasformati anche questi in terreno di conquista dei cacciatori”. È questo l’appello di Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf in relazione all’approvazione di una norma collegata alle disposizioni in materia di autonomia delle province, grazie alla quale i cacciatori di Bolzano e Trento potranno uccidere qualsiasi animale selvatico, anche quelli appartenenti a specie protette a livello internazionale, anche all’interno dei parchi. I limiti imposti dalla legge nazionale sono così annullati in forza di un inaccettabile ed incostituzionale accordo concordato con il Ministero dell’Ambiente. Tale decisione, quindi, è gravemente lesiva della Costituzione, delle norme nazionali internazionali ed europee poste a tutela della fauna selvatica e del diritto alla vita delle marmotte e di tutte le specie protette. La fauna selvatica è patrimonio indisponibile della Stato (articolo 1 della Legge 157/1992) e per questo chiediamo al Presidente Mattarella di dare un segnale importante della presenza dello Stato a tutela della fauna minacciata da questa incredibile deregulation venatoria. “E’ inaccettabile che il governo, forse per la spasmodica ricerca di consenso politico, utilizzi gli animali selvatici come fossero moneta di scambio elettorale: un atto contrario al più elementare principio di rispetto degli equilibri ambientali, che legittimerà l’uccisione di animali protetti in tutto il resto del nostro Paese e d’Europa” concludono le Associazioni.

mariatrozzi77@gmail.com

Proponiamo di seguito i comunicati che danno notizia delle aree protette trasformate in trappole per le specie animali.

Caccia, così nei parchi delle Province di Trento e Bolzano

Norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige recante modifica del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 279, in materia di prelievo venatorio (decreto legislativo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Enrico Costa, ha approvato un decreto legislativo, recante norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, che apporta modifiche e integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 279, riguardante l’esercizio del prelievo venatorio. In particolare il decreto legislativo specifica le funzioni di pianificazione, regolazione e controllo spettanti alle Province autonome per l’esercizio della competenza legislativa riconosciuta ai sensi dello Statuto di autonomia, quali la disciplina delle forme di caccia esercitabili nel territorio provinciale e la possibilità di prelievo di selezione degli ungulati. Inoltre, si demanda alla legge provinciale, in conformità alla normativa europea e alle convenzioni internazionali, la disciplina di condizioni, modalità e procedure con le quali può essere consentita ed esercitata l´attività venatoria all’interno dei parchi naturali istituiti dalla Provincia. Hanno partecipato all’esame della questione il Presidente della Regione Trentino Alto Adige Ugo Rossi e il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher.

Caccia, in Trentino permessi temporanei per alcune specie

Attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma Trentino- Alto Adige recante modifica del decreto del presidente della Repubblica 22 marzo 1974 n. 279, in materia di prelievo venatorio. (decreto legislativo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha approvato un decreto legislativo, recante norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, che apporta modifiche e integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 279, riguardante l’esercizio del prelievo venatorio e, in particolare, le specie cacciabili. Il decreto legislativo prevede che il Presidente della Provincia autonoma possa disporre temporanee variazioni dell’elenco delle specie cacciabili stabilito dalla normativa statale, dopo aver effettuato, in linea con il quadro normativo europeo, la valutazione della consistenza della specie in rapporto allo specifico territorio considerato, al fine di garantire la tutela degli interessi ambientali. Tali variazioni sono disposte d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, previo parere dell’Ispra e sentito il Ministero per le politiche agricole. In caso di parere favorevole dell´ISPRA è prevista anche una procedura di silenzio assenso. A tutela degli interessi ambientali è previsto altresì che il Presidente della Provincia autonoma revochi il provvedimento, qualora lo stato complessivo della specie interessata divenga non soddisfacente. In caso di inerzia si introduce anche il potere sostitutivo del Ministero dell´ambiente. Hanno partecipato all’esame della questione il Presidente della Regione Trentino Alto Adige Ugo Rossi e il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher.

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