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Un anno dall’arresto del boss: nella casa di Sulmona i summit del clan Mallardo

Sulmona (Aq). Punto d’incontro per i boss, ideale e tranquillo per discutere di affari, complice anche un carcere di alta sicurezza a due passi dalla città, quello di via Lamaccio che ha ospitato il fratello, Giuseppe Mallardo. L’altro, Feliciano, sembra avesse acquistato dei terreni in valle Peligna. Nonostante gli arresti, la detenzione, le condanne, il carcere duro e le malattie, forse vere ma strumentalizzate, il boss del clan Mallardo-Contini ha continuato a gestire, per 2 anni da Sulmona, agenzie scommesse, contrabbando di sigarette, imprese di pulizia, edilizia, apertura di esercizi commerciali, acquisti di garage, di pizzerie, gestione del mercato della frutta e controllo delle Case del risanamento.

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Intercettazione ambientale del colloquio di Mallardo a casa a Sulmona con il nipote Bosti

Dura a morire l’alleanza di Secondigliano che non era affatto in crisi come si riteneva che fosse dopo gli arresti delle trascorse operazioni di polizia. Emerge dalle intercettazioni, ambientali e non, dell’antimafia partenopea, uno stralcio è stato pubblicato il 19 marzo scorso dal quotidiano Il Roma. Un passaggio interessante per gli inquirenti chiamati a chiarire come il boss operasse anche a Sulmona, ridente cittadina dell’entroterra abruzzese. Nella città dei confetti il boss di Giugliano, con rapporti saldi anche con i Casalesi, ha incontrato un altro capo della famiglia, il boss Ettore Bosti, o russ, arrestato ad aprile scorso in un blitz contro i Contini. Bosti è il figlio della sorella della moglie di Francesco Mallardo. Nell’incontro intercettato nella residenza di Sulmona, Ciccio e Carlantonio, Francesco Mallardo, discute col nipote Bosti impegnato in una trattativa difficile con un proprietario di un garage nel quartiere Vasto a Napoli. Il titolare dell’immobile rifiuta di ricevere la somma offerta dal boss, chiede più del doppio. Dopo il racconto, lo zio risponde: “Posso fare a modo mio….io subito me lo prendo…andavo là…lo minacciavo e me lo prendevo…o me lo dai o ti uccido…” anche questo a Sulmona.

wpid-foto-mallardo.jpg.jpegIl boss Mallardo, un tempo tra i 30 più pericolosi ricercati della Direzione centrale della polizia, dopo una lunga latitanza viene arrestato il 29 agosto 2003, sull’A30 Salerno-Caserta. Nel carcere di opera  per 9 anni è al 41 bis, il carcere duro. Sconta in tutto 34 anni di detenzione. Nel 2012 era sottoposto alla misura di sicurezza della casa di lavoro in una struttura dell’Aquila. Ai domiciliari dal 2014, per motivi di salute, Francesco Mallardo per 2 anni vive a Sulmona in una villetta appartata di una delle traverse di via Alcide De Gasperi, a pochi metri dall’imbocco sulla statale 17 che, in caso di necessità, lo portava dritto in Campania, raggiungendo senza problemi Giugliano.

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