Guasto alla biomasse: un mese di liquidi nauseabondi sulle coltivazioni e nessuno sapeva. Dossier

Lanciano (Ch). Terreni coltivati, vigneti e uliveti che marciscono, forse da più di un mese sommersi da un liquido scuro e maleodorante che ha invaso tutt’attorno la centrale a biomasse. Nell’impianto si produce energia elettrica per l’Enel. Non è difficile sapere chi pagherà per tutto questo: coltivatori diretti e cittadini. L’aspetto delle polizze fideussorie, a quanto dicono, è stato trascurato con i cambiamenti di gestione dell’impianto dovuto alla crisi della compagnia, 6 anni fa, cioè un anno prima che la centrale entrasse in esercizio.

Centrale biomasse Lanciano foto Nsc Report-age.com 2016

Dalle immagini fornite dal movimento Nuovo senso civico, gli scarichi sembrano provenire proprio dall’impianto biogas in contrada villa Pasquini. Quelli che tutti chiamano liquami sono visibili a valle e potrebbero essere arrivati “fino al fosso d’acqua sottostante” segnala l’associazione ambientalista che ha lanciato l’allarme ieri. Il problema è che il guasto alla centrale sarebbe di un mese fa, scrive in un comunicato Nsc: “Per quanto riguarda il periodo si è appurato che l’incidente è avvenuto circa un mese fa ed è stato di notevoli proporzioni visto che a distanza di così tanto tempo i terreni circostanti non sono ancora riusciti ad assorbire tutte le sostanze. E qui c’è una prima grave mancanza da parte della proprietà dell’impianto che avrebbe dovuto avvisare del problema entro 24 ore, prescrive la legge, e invece non l’ha fatto mai. Siamo stati noi a riscontrare e rendere pubblico l’accadimento”.

Così solo oggi è scattato il divieto per l’uso dell’acqua e non sipuò raccogliere più nulla da quelle parti, l’ordinanza sindacale è chiara.  Contingibile e urgente il provvedimento del sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, vieta l’utilizzo per uso umano, irriguo e zootecnico, delle acque provenienti dall’area circostante la centrale. É disposto anche il divieto di coltivazione di prodotti agricoli nei terreni adiacenti la struttura e così il divieto di attingere l’acqua dai pozzi esistenti nel raggio di 500 metri dall’impianto. L’ordinanza del Comune è stata trasmessa alla procura della Repubblica di Lanciano, al Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri di Pescara, all’Azienda sanitaria locale e alla polizia locale. Un altro provvedimento poi sarebbe stato indirizzato alla ditta Ata energia che gestisce l’impianto di villa Pasquini affinché provveda alla rimozione e allo smaltimento dei rifiuti liquidi. Un laboratorio analisi effettuerà, per conto del Comune, dei prelievi nell’area per verificare cos’è finito nei terreni e lo stato della contaminazione dell’area. Sulle critiche mosse al primo cittadino che si è avvalso di un laboratorio analisi e non dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) per le verifiche è indispensabile una spiegazione.

Centrale biomasse Lanciano foto Nsc Report-age.com 2016La procedura per le analisi del sito. Va chiarito che per un sito contaminato il responsabile dell’inquinamento ha l’obbligo di intervenire, a sue spese, in ottemperanza delle leggi ispirate al principio europeo: Chi inquina paga. Qualora il responsabile non provveda, il sindaco diffida e in caso di inottemperanza il Comune interviene in danno citando per il rimboroso delle spese il responsabile. Compito dell’Arta è di assistere al prelievo di campioni che il privato responsabile è tenuto a commissionare, l’Arta fornisce anche un parere tecnico sul Piano di caratterizzazione in Conferenza di servizi. L’Agenzia regionale acquisisce almeno il 10% dei campioni prelevati per analizzarli, solitamente se ne procura una percentuale superiore da chi procede ai prelievi, in questo caso il laboratorio incaricato dal sindaco Pupillo. Questo per le contronalisi necessarie alla verificare degli esami fatti e, nel caso di congruità, l’Arta valida le risultanze del privato. L’organismo di tutela ambientale effettua delle analisi se l’inquinamento insiste su aree pubbliche. Per i Siti di interesse nazionale, vedi il Sin Bussi, tocca al privato fare le analisi e l’Agenzia per la tutela ambientale controlla che siano esatte e veritiere con verifiche e controanalisi. Successivamente l’Arta dà parere sulle misure di prevenzione da adottare e poi sul Piano di bonifica e sul monitoraggio dei risultati che seguono la verifica. L’Arta è un organi si controllo non il Genio civile.

Centrale biomasse Lanciano foto Nsc Report-age.com 2016Nessuno ha lanciato l’allarme nei tempi dovuti: “Sono tanto ossessionati dall’allarmismo che, come in questo caso, nessuno ha lanciato l’allarme nei tempi dovuti almeno per cercare di limitare i danni – scrive in un comunicato il movimento ambientalista lancianese – Quando è successo questo incidente? Perché, come prevede la legge, non ne è stata data immediata comunicazione? Perché chi doveva controllare non lo ha fatto? Occorrerà una bonifica dei terreni? Quali sono le conseguenze sulla salute delle persone e le eventuali contaminazioni alimentari? Quando, alcuni anni fa, siamo stati gli unici a contrastare la realizzazione di questo impianto e abbiamo sventato, con la mobilitazione popolare, l’apertura di uno analogo della stessa proprietà a Santa Maria Imbaro – sempre in provincia di Chieti Nsc ha dato battaglia contro l’apertura alle biomasse a Torrevecchia teatina e Vasto – Avevamo messo in guardia sui forti rischi connessi a questo tipo di attività. Deve essere l’occasione per dire basta ad impianti così pericolosi, speculazioni private di chi li realizza e li gestisce”.

Centrale biogas villa Pasquini Chietitoday 20.11.2016La storia della centrale di villa Pasquini. Nuovo senso civico parla di colpevole superficialità alle alte sfere per il modo in cui si affrontano certi argomenti. Nel 2009 l’impianto incriminato ottiene l’autorizzazione della Regione Abruzzo ed entra in funzione 2 anni dopo. La compagnia che ne è proprietaria nel 2010 sembra sia fallita appesantita da una serie di accuse per reati che vanno dal reciclaggio internazionale alla truffa, dalla creazione fittizia di capitali all’associazione a delinquere. Con la società che prende le redini dell’impianto nel 2011 cominciano le proteste dei cittadini preoccupati dalla qualità dell’aria e dalla presenza della centrale a fermentazione anaerobica, ovvero senza combustione per la produzione di energia elettrica? In verità, spiega il coordinatore di Nsc, Alessandro Lanci: “La combustione non ci sarebbe solo per la produzione del gas che però poi viene bruciato in un normale motore endotermico che inquina come una qualsiasi centrale a biogas”. Il processo produttivo, chiarito dalla società al quotidiano on line Chietitoday, interessa le biomasse vegetali che introdotte in 2 vasche a tenuta stagna, vengono coperte. Nelle cisterne i batteri, un po’ come quelli presenti nello stomaco degli animali, provvedono alla degradazione delle biomasse formando biogas. La spiegazione del funzionamento si ferma a questo punto, ma poi il gas viene bruciato, puntualizza Lanci. Centrale biogas villa Pasquini Chietitoday 2 20.11.2016Questo a pochi metri da campi coltivati e attività agricole di un certo spessore. Le biomasse dei 300 soci dell’Ata alimenterebbero l’impianto, si tratterebbe di insilati di cereali frutto della riconversione delle piantagioni di tabacco dopo la chiusura dei rubinetti degli incentivi europei. Sempre al quotidiano ChietiToday, la società spiega che i soci che forniranno la materia prima sono produttori presenti nel territorio abruzzese. Da qui l’equivoco di credere che la biomassa sia produtta in Abruzzo cosa che non è dichiarata. Nsc scopre infatti che i soci dell’Ata, presenti in regione, non sono però tutti abruzzesi o della val di Sangro, ma arrivano da Veneto, Umbria, Campania e Lazio con centinaia di camion a rimorchio per il trasporto del materiale, un traffico di cui risente l’aria e non solo l’area. Intanto i cittadini finanziano queste strutture che pesano sulla bolletta per un buon 7% creando però tantissimi problemi.

La centrale biogas a fermentazione anaerobica ha una potenza di 999 Kw elettrici ottenuti dalla combustione del gas generato dai batteri che nelle 2 vasche a comparto stagno fanno fermentaree le biomasse vegetali. Il biogas brucia poi in un normale motore endotermico per l’energia elettrica ceduta all’Enel, la società ne trattiene quanto necessario per far funzionamento la struttura. Il guasto potrebbe interessare le vasche di raccolta dove i batteri fanno fermentare la biomassa. Unico indizio è l’odore nauseabondo e pungente avvertito anche a notevole distanza dall’area dell’incidente?

Centrale biomasse Lanciano foto Nsc Report-age.com 2016Sulla vicenda della biogas  Nel 2012 la battaglia contro la centrale a biomasse di villa Pasquini è anche e soprattutto per la qualità dell’aria e sui metodi che l’istituto Mario Negri Sud impiega per le analisi ambientali nell’area dell’impianto. Dopo l’inchiesta di Chietitoday, il 21 gennaio 2012 l’Ata energia risponde alle preoccupazioni dei cittadini: “Il progetto interessato nasce dall’esigenza di riconversione delle produzioni di tabacco dei soci produttori di Ata a seguito delle nuove politiche europee di riduzione delle produzioni di tabacco e di programmazione di attività di ristrutturazione e rientra tra gli obiettivi imposti al nostro Paese in termini di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e di riduzione di emissioni di anidride carbonica. Questa iniziativa è frutto di mesi di consultazioni con tutti gli enti preposti alla tutela dell’ambiente e della salute. Questi lo hanno valutato, richiesto a più riprese modifiche, integrazioni e adeguamenti, imposto misure di controllo e di sorveglianza continua, per garantire il rispetto della normativa vigente, anche in considerazione delle specifiche vocazioni e vulnerabilità del territorio”. Così, dai diretti interessati si viene a sapere che sono le aziende Green network spa e Feed spa a supportare finanziariamente la realizzazione dell’impianto, le tecnologie e il know-how, ossia il complesso delle cognizioni e delle esperienze per il corretto impiego della tecnologia. Ata ha messo a disposizione il fondo per l’installazione e le materie prime per il suo funzionamento, fornite dai soci, e gestisce la centrale a biogas.

Centrale biomasse Lanciano foto Nsc Report-age.com 2016Altri problemi col biogas a Lanciano. Lo scorso anno, il 22 gennaio, a seguito delle indagini del comando aeronavale della Guardia di finanza di Pescara, alla periferia Nord di Lanciano, un impianto del genere è stato sequestro in via preventiva. Esattamente una centrale termica a biomasse e un sansificio a Treglio, il provvedimento è stato necessario per la violazione di reati ambientali (Decreto ambiente 156/2006) e le ceneri prodotte dalla combustione del sansificio e della centrale termica a biomasse. Dall’analisi delle ceneri l’impianto termico risultava bruciare una quantità di rifiuti, cippato e sansa oleata, 3 volte superiore i limiti di legge. Ad ottobre di quest’anno però l’impianto, esattamente il sansificio, su autorizzazione della procura di Lanciano”Benché non ci siano stati gli adeguamenti richiesti dai tecnici” denuncia Nsc.

mariatrozzi77@gmail.com

Immagini da Nsc

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