Un fatto eccezionale. Lago di Barrea: prosciugato per l’ultima volta, l’Enel rassicura

Un’ultima volta, poi basta, un fatto eccezionale, ma il prosciugamento delle acque del lago di Barrea ha già creato qualche problemino. Il Wwf Abruzzo chiede al Parco di mettere in agenda questa problematica, ma da oggi in poi, assicura la società elettrica che gestisce la diga, non sarà più necessario il prosciugamento. Siamo certi? 

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L’ufficio stampa Enel green power chiarisce dopo l’intervento dell’associazione ambientalista: “Si tratta di un caso unico perchè, in sintesi, stanno completando i lavori d’installazione di una turbina nel corpo diga per produrre più energia rinnovabile utilizzando le acque del lago”. Dal canto suo il Wwf insiste nel chiedere un controllo sullo stato di salute del luogo e fa appello al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. “Entro la fine del mese pensiamo di terminare gli interventi e di provvedere con sollecitudine al riempimento dell’invado che in realtà abbiamo sempre gestito nel rispetto delle procedure e normative ” dichiara il responsabile ufficio stampa Enel Alessandro Di Tizio. Sull’altro versante Luciano Di Tizio “Prendiamo atto delle affermazioni del gestore secondo le quali la situazione tornerà presto alla normalità e che in futuro si eviterà il prosciugamento pressoché totale dell’invaso, augurandoci che si tratti di un impegno e non di una promessa- interviene Luciano Di Tizio delegato abruzzese del Wwf – Resta il fatto che ogni anno in questo periodo il Lago di Barrea viene ridotto quasi a una pozzanghera: un simile devastante intervento non è certamente indifferente per la flora e per la fauna e va, tanto più in un Parco nazionale, programmato tenendo conto delle possibili conseguenze per l’ambiente e non certo soltanto per le pur legittime esigenze turistiche”.

Luciano Di Tizio Report-age.com 2014
Luciano Di Tizio

Per il sindaco di Barrea la multinazionale dell’energia gestisce il bacino artificiale in sintonia con il territorio attraverso opere di manutenzione programmata”. Quello che il Wwf Abruzzo chiede è “che il Parco metta al primo posto nella sua agenda questa problematica e che si arrivi a un accordo con il gestore che possa da un lato garantire il funzionamento dell’impianto e le imprescindibili misure sulla sicurezza, ma che non vada a ledere ecosistemi che la Comunità internazionale chiede di tutelare” sottolinea il delgato del Wwf Abruzzo. Una richiesta che l’associazione ambientalista non dovrebbe neppure aver bisogno di avanzare perchè esistono normative internazionali e nazionali che regolano simili interventi nelle aree protette e che spetterebbe al Parco il compito primario di tutelare il territorio. Conclude Luciano Di Tizio: “Se saranno confermati gli impegni e quello di quest’anno sarà davvero l’ultimo prosciugamento vorrà dire che denunciare il problema è servito. Peccato che si sia andati avanti così troppo a lungo senza trovare una soluzione se non per risolvere quanto meno per lenire il problema”.

mariatrozzi77@gmail.com

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