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Monitoraggio e prevenzione: troppa confusione con l’annuncio di un centro Ingv nella polveriera di San Cosimo

Pratola Peligna (Aq). Antonio Gramsci l’avrebbe definita una boutade: “Sarà un punto di osservazione in collina utilizzando un vecchio ricovero di munizioni” quella del presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso.

Aggiornamento

Viadotti dal belvedere di Raiano Foto Trozzi ©

San Cosimo dal belvedere di Raiano Foto Trozzi ©

Battuta di spirito, di pessimo gusto aggiungiamo, una delle solite annunciate a cui il governatore ormai ci ha abituato: ‘Un centro Ingv a San Cosimo con il ministro delle infrastrutture Graziano Del Rio che viene a certificarne la realizzazione (sic!). La struttura militare è ancora tale, l’area e i depositi sono ancora impegnati da altro e il rischio che si corre a prestare spazi in un sito sensibile come quello non vanno sottovalutati. Sostare poi in prossimità del colle non è consigliabile nemmeno dal comune di Prezza, per la jugla di antenne che del colle fanno una piccola imitazione di San Silvestro di Pescara. Anche se si piazzasse una sola sonda sarebbe un problema per chi dovrebbe manutenerla. Va bene l’indirizzo multiplanimetrico intrapreso dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia per studiare i terremoti che così oltre alle faglie, all’intensità, alla magnitudo aggiunge anche lo studio del suolo. Della Boutade di Luciano D’Alfonso gli studiosi dell’Ing sanno poco o nulla e il Comitato cittadini valle Futura è rimasto sorpreso dall’annuncio del Presidente. Un fulmine a ciel sereno, perché la proposta è stata presentata all’assessore regionale alle aree interne Andrea Gerosolimo che doveva rivelarne elementi e dettagli in un altro contesto. Forzature del Referendum del 4 dicembre? La valle Peligna è già attenzionata dal punto di vista sismico, ma si parla di prevenzione, qualcosa di diverso è la task force di esperti e accademici pronti a individuare quali e quanti interventi vadano fatti nel cuore di Sulmona, per la messa in sicurezza della patria del poeta latino Ovidio Nasone. Un programma di interventi antisismici tutto sulmonese, particolareggiato e puntuale, per mettere in sicurezza monumenti e chiese, edilizia pubblica e residenziale del centro. Questo prima del monitoraggio, sta molto prima! L’intenzione punta alla prevenzione. Sì perché è indispensabile prevenire ed è altrettanto necessario dividere le due questioni. Il monitoraggio, forse a San Cosimo, sarà utile ai posteri magari per uno studio dei terremoti che un domani porti alla possibilità di prevedere il sisma. D’altro canto, un’altra branca dell’Istituto si occupa di prevenzione ed è quella di cui Sulmona ha un disperato bisogno. Lo confermano dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Lo conferma il fatto che il sito militare di colle San Cosimo resta del ministero della difesa, punto e basta.

La polveriera di colle San Cosimo è irrinunciabile, più di una volta l’ha ribadito il ministero della difesa in risposta alle decine di interrogazioni volte a svelare i misteri del sito. Tornando ai tecnici Ingv, il sindaco di Sulmona Annamaria Casini starebbe pianificando. Le parole d’ordine sono prevenzione, vulnerabilità, crolli, in maniera tale che quando i fondi governativi saranno stanziati (ma quando?), Sulmona sappia già dove e come intervenire, senza sprechi di risorse ed energie. Focus sul centro storico e tutto il resto? Speriamo che resista. Presto attorno ad un tavolo si riuniranno i professionisti chiamati ad un’altea più dettagliata microzoonazione della criticità sismologica della città dei confetti.

mariatrozzi77@gmail.com

Archivio

D’Alfonso annuncia un centro Ingv nel deposito militare di colle San Cosimo

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Dossier di Maria Trozzi

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