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Fanghi dalla Toscana a Collelongo: mercoledì udienza al Tar sul caso della cava Le Grottelle

Il pozzo d’acqua potabile è salvo, per il momento. La buona notizia per centinaia di famiglie della Vallelonga che si dissetano grazie all’impianto che attinge acqua dalla falda, a 300 metri dalla cava di Collelongo, si accompagna al rischio di contaminazione del pozzo che rimane per il Wwf Abruzzo montano. Per questo è a dir poco attesa la decisione del Tribunale amministrativo regionale sul ricorso della ditta Tamburro Remo contro il divieto di prosecuzione dell’attività nella cava incriminata disposto dalla Provincia dell’Aquila, a dicembre 2015, per la difformità qualitativa dei fanghi industriali provenienti dalla Toscana e conferiti a Le Grottelle. Inutile dirlo, la prima conseguenza degli sversamenti compromettono un sito di interesse comunitario nel cuore di un’area protetta importantissima: il Parco nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise. L’udienza dinanzi al Tar è fissata mercoledì 9 novembre, dopo 3 rinvii

Aggiornamento

Anche in Conferenza dei servizi è stata ribadita la necessità di rimuovere dalla cava i rifiuti non conformi alla normativa. Dal canto suo il Wwf Abruzzo montano continua a dare battaglia per l’eliminazione dei materiali che da un anno contaminerebbero l’area, da quando è scoppiato il caso cava Le grottelle.

Nel novembre 2015 da un controllo dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale risultano valori eccessivi di idrocarburi nella cava e l’Arta segnala che la miscelazione dei fanghi con il terreno non viene eseguita correttamente nel sito. La situazione è monitorata da tempo soprattutto dai consiglieri di minoranza di Collelongo con diverse segnalazione anche alla Procura. Il 16 ottobre scorso a palazzo Botticelli di Collelongo (Aq) nell’incontro con la cittadinanza vengono messe in luce le criticità della situazione. Al convegno hanno partecipato Walter Delle Coste e Velina Armati, del Wwf Abruzzo Montano tra i primi a denunciare l’anomalia di un risanamento ambientale fatto con rifiuti industriali in una cava che ricade in un Sito di interesse comunitario (Sic) proprio nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm). L’occasione per comunicare i dati del Piano regionale attività estrattiva della Regione incui sono censite addirittura 499 cave abbandonate e dismesse e 274 sono concentrate nella provincia dell’Aquila. È stato inoltre riferito il caso dell’impianto di compostaggio autorizzato in una cava a Massa d’Albe (Aq), oggi sotto osservazione per l’inquietante concentrazione di ammoniaca riscontrata nel sito che sarebbe superiore ai limiti consentiti.

Dallo studio della documentazione depositata nell’ufficio tecnico comunale (Utc), presente anche sul sito Web del Comune di Collelongo, il consigliere Nicola Pierleoni ha ripercorso l’iter autorizzativo elencando le interrogazioni presentate all’amministrazione comunale per la verifica degli atti che hanno permesso il rilascio dell’autorizzazione al ripristino ambientale, senza riscontro. È emerso anche che gli intermediari finanziari non sarebbero stati abilitati a emettere le polizze fideiussorie, obbligatorie al rilascio dell’autorizzazione, a favore del Comune o della Provincia dell’Aquila e che una delle società interessate è stata cancellata dall’elenco degli intermediari, il 3 marzo scorso, dal ministero economia e finanze. “Nell’ultima Conferenza di servizi, tenutasi il 28 ottobre in municipio a Collelongo, la delegata dell’ente parco, Cinzia Sulli ha richiesto l’adozione degli atti per il ripristino dell’integrità ambientale del sito inquinato all’interno del Sic – il presidente del Wwf Abruzzo montano ricostruisce i passaggi più importanti della vicenda – Anche il Consorzio acquedottistico marsicano (Cam), rappresentato da Alberto Cipolloni, e l’Ambito territoriale ottimale Marsicano (Ato), con Aurelio D’Amico, hanno richiesto il monitoraggio sistematico della qualità dell’acqua utilizzata da migliaia di persone del pozzo Triolo, a 300 metri dal sito, attualmente non inquinato. Ciò non esclude che potrebbe esserlo nel futuro – conclude Walter Delle Coste – Il presidente della conferenza di servizi, Vincenzo Tarquini e il sindaco di Collelongo Rosanna Salucci, hanno concluso la conferenza ribadendo la necessità della Rimozione dei rifiuti depositati e risultanti non conformi alla vigente normativa, circa 17 mila tonnellate di materiale che, dopo quasi un anno, si trovano ancora nel sito della Cava Le Grottelle”.

Archivio

Fanghi industriali della Toscana nella cava di Collelongo agosto 2016

Miscelati oltre i limiti i fanghi toscani. Il Wwf denuncia, l’amministrazione non ringrazia, anzi! settembre 2016

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