Snam rassicura sui gasdotti. ‘Certezze stantie’ per i Comitati cittadini per l’ambiente

Nell’esprimere solidarietà alle popolazioni coinvolte dai gravi eventi sismici del centro Italia, Snam Rete Gas informa che non si sono registrati né danni né interruzioni di esercizio sui gasdotti e le infrastrutture che gestisce nelle aree interessate dal terremoto, così come avvenuto anche in occasione dei terremoti di maggior rilevanza che si sono verificati in Italia negli ultimi quarant’anni, incluso in Abruzzo, dove sono presenti circa 3 mila km di gasdotti. Le precisazioni di Snam Rete gas non rassicurano affatto i Comitati cittadini per l’ambiente che tornano all’attacco. Il metano trasportato con il Rete adriatica assicurerà alla società, che punta a diventare hub del trasporto del gas naturale, la vendita in Europa per trarre profitto con infrastruttura a spese dello Stato e dei territori che dovranno accoglierla. La centrale si compressione del gas, per spingerlo a Nord, sarà piazzata a Sulmona a poca distanza dalla faglia del Morrone, una delle più pericolose d’Italia, secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Nessuno ancora ha avuto certezze e rassicurazioni poi sull’antisismicità dell’impianto progettato nella città peligna dove il terremoto è di casa, la struttura occuperà diversi ettari di terreno.  

Foto Maria Trozzi
Foto Trozzi, diritti riservati.

“Così come per il sisma di Amatrice, la Snam continua a fornire rassicurazioni circa l’assoluta sicurezza dei propri gasdotti” intervengono gli ecologisti di Sulmona, città a massimo rischio sismico in cui la multinazionale vorrebbe realizzare, alle porte della faglia del Morrone,  una centrale di spinta del gas naturale e il metanodotto Rete adriatica. “Di fronte a tutto quello che sta accadendo, che ci dà prova di quanto devastante possa essere la forza distruttrice della natura e dinanzi ad una situazione in continua evoluzione ed alla imprevedibilità di quanto potrebbe accadere in futuro, le certezze della multinazionale del gas, appaiono stantie e lontane dalla realtà. Soprattutto esse non tranquillizzano i cittadini i quali, al contrario, ritengono che proprio la gravità degli eventi degli ultimi mesi, dovrebbe indurre la Snam a desistere dal realizzare il suo pericoloso progetto lungo l’Appennino – scrivono i comitati in una nota – E non la pensano come la Snam gli esperti della Commissione nazionale Via che, tra le prescrizioni del parere espresso nel 2010, hanno incluso ulteriori studi sulla sismicità al fine di ridurre la vulnerabilità della condotta. Ciò significa che il super gasdotto (un tubo di un metro e 20 di diametro interrato a 5 metri di profondità), anche con tutti gli studi necessari, è e resta vulnerabile. Parliamo di una mega infrastruttura destinata ad essere collocata per centinaia di km. lungo la dorsale appenninica, altamente sismica, comprendente un’area di circa 1100 kmq. completamente deformata e destabilizzata dopo questi violenti sismi, con una dislocazione del piano di campagna dai 18 ai 70 cm. (dati Cnr-Irea) e con  la quale, se autorizzata, le popolazioni di questi martoriati territori dovrebbero convivere per i prossimi decenni. Davvero non si comprende questa posizione di vero e proprio “accanimento” da parte della Snam nel voler imporre a tutti i costi il suo progetto, nonostante la contrarietà di tutte le istituzioni democratiche. È questo il contributo che la Snam intende dare alla politica di prevenzione raccomandata dai tecnici e sulla quale anche il Governo dice ora  di volersi impegnare seriamente? A meno che la Snam non voglia sostenere che il metanodotto “Rete Adriatica” favorisce la messa  in sicurezza del territorio- concludono gli ambientalisti sulmonesi – Per i cittadini e le Istituzioni, prima di tutto viene l’incolumità delle popolazioni ed è per questo che rivolgiamo un forte appello alla classe politica perché essa tuteli responsabilmente i cittadini che rappresenta ed i loro territori. Auspichiamo, pertanto, che  il Governo Renzi, così come ha chiesto anche il Consigliere regionale del PD Pierpaolo Pietrucci, scongiuri la realizzazione del super gasdotto lungo le aree a più elevata vulnerabilità sismica  e dia finalmente attuazione alla risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati che nell’ottobre del 2011, con voto unanime, impegnò il Governo ad attivare un tavolo tecnico istituzionale, al fine di individuare un tracciato alternativo e ciò proprio in ragione dell’elevata sismicità dell’Appennino centrale”.

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