Tentato omicidio alla Casa Santa: nigeriani litigano e uno ferisce gravemente l’altro

Sulmona (Aq). Lo ha ferito gravemente alla schiena proprio quando sembrava tornare tutto a posto. Polmone perforato per il giovane nigeriano colpito a tradimento dall’amico di stanza infuriato, ma capace di calmarsi per liberarsi da chi lo tratteneva, armarsi di cacciavite e andare a ferire l’altro. La lite tra i due richiedenti asilo ieri, sempre per futili motivi, poteva finire proprio male, per questo l’aggressore è stato arrestato e tradotto nel carcere di Sulmona, dovrà rispondere dell’accusa di tentato omicidio. Trenta giorni di prognosi per l’ex compagno di stanza.

Aggiornamento

Annunziata Sulmona Barcone profughi Report-age.com 2015I giovani protagonisti di questa brutta vicenda sono 2 ospiti della struttura di accoglienza Casa Santa dell’Annunziata, ex Istituto pubblico di assistenza e beneficenza. Ieri alle ore 22 il dipendente del centro di accoglienza è stato costretto a chiedere aiuto alla Polizia di Sulmona. All’arrivo, la squadra volante ha trovato a terra un 24enne ferito alla schiena. Il giovane di nazionalità nigeriana, colpito con un’arma a punta, è stato trasportato in ospedale con un’ambulanza. Gli è stata riscontrata la perforazione di un polmone e la frattura di una scapola, è stato sottoposto ad intervento chirurgico e adesso sembra recuperare le forze. È ricoverato nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Sulmona con una prognosi di 30 giorni. Il collaboratore della struttura ha avvisato la Polizia e ha indicato come probabile responsabile del ferimento del ragazzo un nigeriano di 27 anni, altro ospite della struttura con evidenti ecchimosi sul volto. Il sospetto è stato perquisito dagli agenti che, estesi i controlli anche alla sua camera da letto, hanno recuperato in un cassetto del comodino un cacciavite con punta compatibile col foro della maglietta della vittima e con al lesione riportata. Due i testimoni, ospiti della struttura, presenti al momento della lite e ascoltati dai poliziotti. Così è stato ricostruito il fatto. I 2 giovani hanno diviso sino a ieri la stessa stanza e hanno discusso per futili motivi venendo alle mani. Sono stati separati e tutto sembrava tornare alla normalità. L’aggressore però si è allontanato per qualche secondo dalla stanza ed è rientrato colpendo improvvisamente e con violenza alle spalle la vittima. Subito dopo è scappato in bagno con il cacciavite ancora in mano. La versione dei testimoni è stata confermata dalle tracce di sangue trovate dalla Polizia Scientifica sulla scena del crimine. In considerazione del fatto che, solo per un caso fortuito, il colpo inferto non ha prodotto conseguenze irrimediabili alla vittima, l’aggressore è stato arrestato per tentato omicidio e, su disposizione del Sostituto procuratore Stefano Iafolla, è stato condotto presso la Casa di Reclusione di via Lamaccio.

Alberto Di Giandomenico Report-age.com 2014
Alberto Di Giandomenico

Sull’ennesimo fatto di cronaca che vede coinvolti dei richiedenti asilo, continuiamo a chiamarli così, interviene Alberto Di Giandomenico di Sovranità Sulmona: “Dopo tutto questo possiamo dedurre che la Casa santa dell’Annunziata non riesce a gestire gli ospiti. Non sono mai mancati indizi e prove di tanta incapacità e di quanto poteva accadere ed è purtroppo accaduto e non c’è stato verso per evitarlo! La struttura è stata messa in discussione anche da un provvedimento di chiusura dei Nas, con i Carabinieri di Sulmona e della Asl, ma l’ente ha riaperto e tiene i migranti probabilmente solo per rimpinguare le casse e per problemi di liquidità”.

Da 2 anni Sulmona ospita i richiedenti asilo. Negli appartamenti del centro storico, 2 erano inabitabili e sono stati chiusi ad aprile dai Nucleo antisofisticazioni e sanità dell’Arma dei carabinieri, saranno passati oltre un centinaio di persone, alcune sono fuggite, altre sono state accompagnate altrove, altre si sono scambiate di posto con Pescara e altre ancora sono ritornate. Sin dalle prime intenzioni di ospitare richiedenti asilo, manifestate dall’amministratore dell’ente di beneficenza Casasanta dell’Annunziata, Dario Rucubini, le critiche non sono mancate tra la comunità Peligna, a ragion veduta considerando quanto è accaduto. Esagerazione? Un sunto breve, ma efficace, delle disavventure della struttura non guasta per rinfrescare la memoria e immaginare quanto costa ed è costato e costerà alla comunità sulmonese la scelta unilaterale della Casa Santa dell’Annunziata. “Non permetto a una donna di dirmi che fare” così si sente rispondere il capo treno che chiede cortesemente ad alcuni rifugiati, diretti a Sulmona, di darsi una calmata dentro al convoglio. Fosse solo questo! Un anno fa delle ragazze nigeriane mordono dei poliziotti che cercavano di identificarle perché viaggiavano spesso in treno senza biglietto. Tante discussioni e aggressioni anche per il personale della stazione ferroviaria e per gli autisti delle corriere comunali che ai migrati chiedono solo di mostrare il ticket del bus. Sono stati così tanti i problemi che la polizia e i carabinieri hanno rafforzato la sorveglianza sul piazzale della stazione ferroviaria e in centro storico. Usi e costumi davvero diversi e nessuno che li aiuta, un percorso di integrazione mancata. “A cosa servono le cooperative se non a prepararli al cambiamento, alla vita in una nuova comunità” si domanda Di Giandomenico mentre ricorda anche i molti altri richiedenti asilo che hanno rischiato di essere investiti quando, a piedi o in ciabatte, camminavano sul ciglio della statale 17 per raggiungere Popoli e L’Aquila. Il leader di Sovranità sta per proporre degli interventi per contrastare l’accattonaggio. Problemi non mancano anche per i profughi accolti nell’altra struttura, l’Europa park hotel, Di Giandomenico ricorda anche che all’ingresso dell’aòlbergo del quartiere Celidonio non molto tempo fa il cancello del centro di accoglienza è stato dato alle fiamme.

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