6.5 epicentro Norcia, Castelsantangelo e Preci. Tozzi: ‘Ci saranno repliche anche forti’

Sono definitivamente in ginocchio Umbria e Marche. Il terremoto a svegliare e sconvolgere tutta Italia in questa domenica che altrimenti avrebbe regalato un’ora in più di sonno. Un brivido, la scossa delle ore 7 e 40 di magnitudo 6.5,  ad una profondità di circa 10 km, ha una intensità superiore a quella del terremoto del 6 aprile 2009 dell’Aquila. L’eco della scossa ha coperto per 1000 e 100 km quadrati. È certo l’epicentro nel maceratese a 5 km a Nord di Norcia, non distante da Preci, sempre in provincia di Perugia, e a 7 km da Castelsantangelo sul Nera (Mc). Secondo le prime valutazioni dei tecnici dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia questa tremenda scossa è causata dalla prima faglia attivatasi ad agosto ad Amatrice. “Le faglie continuerebbero a cercare un loro assestamento scivolando verso il basso – dichiara Mario Tozzi geologo del Consiglio nazionale delle ricerche – Le repliche ci saranno sicuramente, anche di magnitudo forte, non possiamo prevedere quando e come.. questa energia ancora non si è scaricata”.

Dalla Puglia sino al Trentino Alto Adige si è sentita la scossa ed è stata registrata persino a Bolzano. Anche a Roma sono state decise delle verifiche di stabilità su viadotti, ferrovie, inclusa la metropolitana il cui servizio è stato sospeso per il sopralluogo. È transitabile in emtrabe le direzioni l’autostrada Pescara – Roma e per L’Aquila, anche se in alcuni tratti la corsia di marcia si restringe.  In serata la Salaria è di nuovo interrotta, nell’area del cratere si transita male e in senso alternato per Norcia.

È il terremoto più forte dopo quello dell’Irpinia del 23 novembre 1980 (29 mila vittime). In una nube di polvere finiscono i comuni del maceratese vicini all’epicentro da settimane sotto la forte pressione dello sciame sismico cominciato a fine agosto. Il sottosuolo libera energia, non si registrano vittime, poche notizie di persone coinvolte in questi crolli, pochi i feriti. È ripartita la ricognizione in tutti i paesi dell’area del cratere.

È crollata la basilica di San Benedetto a Norcia (XIV secolo) dove appena ieri i vigili del fuoco tentavano di mettere in sicurezza il tetto. Resta in piedi parte della facciata gravemente lesionata. A salvare è stata l’ora solare che ha fatto slittare di un’ora la messa della domenica e gli interventi, altrimenti gli operatori sarebbero tutti finiti tra le macerie. Coperti dalla polvere i monaci benedettini e le suore, il monastero a fianco della basilica è inagibile. Negozi chiusi, le squadre speciali dei pompieri stanno battendo palmo a palmo Norcia, per verificare che nelle abitazioni non ci sia più nessuno. Tutti devono andare via dalla città e ad essere accompagnati verso il lago Trasimeno sono circa 1500 persone. Dopo la scossa di questa mattina è troppo pericoloso stare nella località: ordinato lo sgombero  totale.

Totalmente isolato Castelluccio di Norcia, il paese delle lenticchie. A raggiungere le abitazioni delle circa famiglie rimaste isolate è solo un elicottero. Stanno tutti bene.

L’apice della Torre campanaria di Amatrice è crollata, gravissimi i danni alle chiese di San Francesco e Sant’Agostino perché sta cedendo tutto il complesso. Problemi con il bestiame e alcune strade sono bloccate da massi anche ad Accumoli. Il mostro, il primo cittadino di Amatrice Sergio Pirozzi chiama così il terremoto  che sta minando le fondamenta dei pochi edifici rimasti in piedi dalle sue parti. I paesi sono stati evaquati. Da Amatrice ad Accumoli la statale 4 è chiusa dall’Anas, la Salaria è dunque interrotta dal km 32. Per i collegamenti occorre fare giri incredibili e percorrere stradine di campagna comunque devastate. A Poggio Vitellino di Amatrice la chiesa è crollata. Occorrono più Cts, per il momento c’è solo una squadra, sono i tecnici necessari ai sopralluoghi atti a stabilire se gli edifici di Amatrice e frazioni possano essere puntellati o siano da demolire, questo è  l’appello del sindaco Pirozzi.

Nella polvere Arquata del Tronto (Ap) con la Torre civica a terra. Dall’epicentro delle scosse del mese di agosto, il sindaco di Arquata, Aleandro Petrucci riferisce: “È venuto giù tutto ormai non ci stanno più i paesi” le persone sono salve. Difficile raggiungere le frazioni. Dalle crepe, a terra, risulta che il suolo si sia abbassato, in alcuni punti almeno di 20 cm, questo da quando si è attivata la nuova faglia, 4 giorni fa, di 5.4 M (inizialmente segnalata con  intensità di 5.6) con epicentro a Castelsantangelo sul Nera (318 abitanti). Oggi la situazione non migliora, si va giù ancora. Non è  rimasto nessuno nel borgo di Pretara, il paesino delle fate, frazione di Arquata.

Spettrale Visso (Mc) con le strade chiuse, invase da massi, restano solo le forze dell’ordine per il servizio di sorveglianza anti sciacallaggio. Un tempo intineriario per raggiungere boghi e castelli sul fiume Nera oggi è un’area off limits la Fondovalle che collega(va) a Norcia, in Valnerina. Non è  più  una strada, nemmeno un percorso ad ostacoli, ma un fiume in piena e poi un cunmulo di terra, alberi e rocce, staccate dai monti, che ora occupano la stretta carreggiata. Persino nelle gallerie paramassi del tracciato non mancano i calcinacci che occupano il passaggio e la volta di un tunnel potrebbe essere a rischio. Il corso del fiume Nera deviato sulla strada a causa di una frana, nel letto cadono ancora massi e alberi. In città, a Visso la stesura dell’Infinito di Leopardi  lascia il museo di Visso. Il terremoto purtroppo allontana e frammenta i tesori di questa comunità, ma vanno custoditi e protetti, la città non  è in grado in questo momento di prendersene cura e un luogo sicuro aspetta questa immensa cultura.

È un paese fantasma Villa Sant’Antonio di Visso, è uno degli snodi chiusi. La chiesa di Sant’Antonio è stata praticamente sventrata dalla scossa di 6.5, ma buttando un occhio tra le macerie si scorge la statua intatta che ritrae il santo a cui è  dedicato l’edificio di culto.

Nelle Marche sono 100 i Comuni toccati dal sisma, 25 mila gli sfollati che sono ospitati, da questa sera, negli alberghi del litorale adriatico. Non ci sono morti fortunatamente, ma sono morte tante speranze.

Sasso (Mc) è a terra, la zona rossa chiusa, è una località isolata e all’interno non c’è nessuno.

Anche a Ussita, secondo le prime dichiarazioni del sindaco,  Marco Rinaldi, sarebbe crollato tutto. La popolazione non è nelle abitazione o tra le macerie fortunatamente perchè quando la terra trema sono ancora tutti nelle tende e nei ritrovi di fortuna, a riposare dopo 2 mesi di tremori.

A Camerino sono state soccorse molte persone per attacchi di panico. Nei giorni scorsi stavano andando via gli studenti, ma tutto si è  fermato oggi, i volontari sono impegnati altrove e per urgenze più grandi.

Nessun collegamento con il sito dell’Ingv per molto tempo e anche se si riuscisse ad aprire la pagina dei terremoti la paralisi on line supera l’ora per un aggiornamento. Nessun enigma però nel calcolo della magnitudine del terremoto delle ore 7.40, così come per gli altri in passato. L’onda d’urto, come si spiega su un grafico di Ingv che ricostruisce l’effetto del forte sisma, si è propagata sino in Corsica e in Sardegna per oltre 2 minuti e mezzo e la scossa è stata avvertita anche in Croazia. L’agenzia di stampa Reuter, in prima battuta, dà M 7.1, il Centro geologico statunitense dà invece 6.6. Dall’Italia la prima rettifica viene fatta indicando magnitudo 6.1 all’Ansa, poi corretta con un ricalcolo a magnitudine 6.5. Un numero, quest’ultimo, che dopo le stime automatiche  aggiunge un computo accurato che è il risultato della doverosa analisi degli esperti dell’Ingv che elaborano tutti i dati ricevuti, calcolano la media considerando anche tempo, propagazione delle onde e le intensità della scossa registrate da diverse stazioni di monitoraggio di diversi territori italiani facenti capo all’Ingv. Da questi calcoli si individua epicentro e intensità esatti, indicando così l’energia sprigionata dalla faglia che si agita, in scala RichterDa queste misure, così definite, occorre cancellare i sospetti che vorrebbero far dipendere le oscillazioni dei valori e gli errori da un tentativo, approssimato, di non coprire totalmente i danni subiti dal sisma evitando proprio che la magnitudine raggiunga e superi un fantomatico limite oltre il quale verrebbero risarciti i danni da terremoto nella loro interezza.

“Ricostruiremo tutto – dice il premier Renzi – Ma dall’Europa dobbiamo ricevere tutto il sostegno necessario”.

Allarmismo d’effetto. Di nuovo qualcuno interpreta a modo suo le dichiarazioni del sismologo Giampaolo Giuliani, conosciuto per i suoi studi sul Radon e la previsione dei terremoti all’Aquila e in provincia. A Sulmona (Aq), nel 2009, il tecnico venne frainteso dal sindaco che lo denunciò persino per procurato allarme. Il sismologo però fu completamente assolto dall’accusa. 

Questo pomeriggio Giuliani parla con la giornalista di Leggo, Lorena Loiacono, e appena dopo il quotidiano e, ad effetto domino molti altri, ad esempio il giornale Libero pubblicano articoli con titolo tipoSismologo terrorizza l’Italia prevedendo una scossa disastrosa. Giuliani intende chiarire in risposta all’articolo appena uscito su Leggo  e al resto che segue a ruota che  non ha assolutamente dichiarato alla giornalista che ci sarebbe stata una scossa di M 7.5 entro 48 ore. 

Per l’esattezza, la domanda della giornalista è stata: “Dopo questa scossa quanto ci vorrà per sapere se è la scossa più forte?”.

La risposta di Giuliani: “Beh 24-48h

Un’altra domanda della corrispondente:” E quella faglia, quanto può rilasciare?“.

E Giuliani:”Tra il 6.5/7.5“.

La giornalista decide di scrivere che Giuliani avrebbe dichiarato che si verificherà un evento entro 48h catastrofico. “La situazione si presenta critica e delicata, dovuta ad un forte evento come quello di questa mattina – chiarisce il sismologo – Sicuramente entro 24/48h potremo essere sicuri che l’evento sviluppatosi sia quello principale dopo di che si verificheranno le canoniche repliche, Per cui, FALSO quanto riportato dalla giornalista che io abbia dichiarato un possibile evento di M. 7.5 tra 24/48 ore” conclude Giuliani.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu è pronto a inviare soccorsi all’Italia, anche così Israele chiede scusa e prende le distanze dal vice ministro che ha parlato di terremoto come di punizione divina per l’Italia che ha rifiutato di sottoscrivere la risoluzione dell’Unesco per lo Stato di Israele. È una gaffe imperdonabile quella del vice ministro per la cooperazione regionale Ayoub Kara.

Oscillazione nel calcolo della magnitudine del terremoto. Prima 7,1, poi 6,1, poi 6.5… E già cominciano a diffondersi nuove teorie del complotto, chiariamo che il processo di misurazione e localizzazione di un terremoto avviene in più fasi:

  • Fase 1- A 2 minuti da un evento sismico avviene una valutazione automatica, basata sui dati inviati dalle stazioni sismiche più vicine all’evento. In questa prima fase è possibile avere una prima stima della posizione dell’epicentro, della profondità e della magnitudo del terremoto.
  • Fase 2- A 5 minuti dal sisma si valutano i dati disponibili dai sismogrammi di tutte le stazioni della Rete sismica nazionale interessate dal terremoto. Questa seconda stima, sebbene ancora automatica, risulta essere più precisa della precedente.
  • Fase 3- Entro 30 minuti dall’evento (in media dopo circa 10-15 minuti), i sismologi della Sala operativa di monitoraggio sismico valutano tutte le stime, analizzano i dati disponibili, individuano i tempi con cui le onde P ed S arrivano alle diverse stazioni. In questa terza fase la stima della magnitudo e la localizzazione non avvengono in modo automatico, ma sono elaborate dai sismologi in modo estremamente accurato. Solo a questo punto i dati e le stime precise vengono comunicati al dipartimento della Protezione civile. 

La presenza di oscillazioni nel computo della Magnitudine è dunque una conseguenza del fornire dati immediati (seppur ancora incompleti), in modo da poter lanciare immediatamente l’allarme e velocizzare al massimo le operazioni. In momenti drammatici come quelli post-terremoto è fondamentale concentrare l’attenzione sui soccorsi ed evitare di creare confusione attraverso incorretta informazione. Avvelenare i canali di informazione tramite teorie complottiste non è solo sconsiderato, ma praticamente dannoso. Per ulteriori domande il sito dell’Ingv ha una pagina Faq in cui risponde alle domande più frequenti: leggi qui

Diverse magnitudo. Non ultima, la precisazione che arriva da l’European Mediterranean seismological centre (Emsc) che considera come unità di misura degli eventi sismici la Magnitudo Momento (Mw), mentre l’Ingv utilizza la Magnitudo locale (Ml). Per i valori è opportuno allora indicare la specifica misura Ml o Mw. I valori diversi per uno stesso evento possono essere legati all’impiego dunque di diverse unità di misura, senza un’opportuna conversione tra le unità di misura si è indotti all’errore.

mariatrozzi77@gmail.com