Liberata la tartaruga di 40 kg. Sulla costa adriatica in 30 spiaggiate in poche ore

Pescara. C’è chi la tartaruga la incontra passeggiando in spiaggia. Chi la immortala in un clic irripetibile, c’è chi la rende protagonista indiscussa della propria bacheca Facebook e chi la caretta caretta la trova intrappolata nella rete del proprio peschereccio e, rientrato in porto, consegna la testuggine di 40 kg alla Guardia costiera perché, con il veterinario, possa visitarla e curarla.

Tartyaruga Caretta caretta Report-age.com 2016Dal porto a bordo della motovedetta Cp 828 della Marineria una fortunatissima tartaruga poi, ieri è stata portata in salvo, al largo, per essere rilasciata dopo i controlli di Vincenzo Olivieri, il veterinario dell’ospedale delle tartarughe di Montesilvano (Pe). Non sono affatto rari gli incontri di questo tipo sulle nostre coste, da Spoltore a Pescara sino a Vasto. In molte spiagge sul mare Adriatico questo antico tetrapode ha ricominciato a deporre le uova che si sono schiuse, un mesetto fa, a Roseto degli Abruzzi su una storica spiaggia libera che l’anno prossimo la testuggine troverà praticamente occupata da sdraio, ombrelloni e bagnati, chissà che sorpresa e quale reazione avrà la Caretta caretta. Senza sosta lavorano, proprio in queste ore i tecnici e gli esperti del Centro studi cetacei, della Asl, dell’istituto Zooprofilattico di Teramo e le Capitanerie di Porto. A quanto pare, a causare gli spiaggiamenti, riferisce il veterinario, sarebbero le condizioni meteomarine, da collegare alle correnti marine e al tempo instabile che purtroppo aumentano i pericoli per una specie a rischio come la Caretta caretta. Da ieri si contano purtroppo almeno 30 spiaggiamenti di testuggini marine sulla costa adriatica, dalla Romagna alle Marche, è salvo solo 1 esemplare  purtroppo. “Da ieri e fino a queste ultime ore, le coste del medio Adriatico sono state lo scenario di uno spiaggiamento straordinario di tartarughe marine interviene Luigi Cagnolaro del Crtm – Le decine di esemplari rinvenute fino a questo momento, appartenenti alla specie Caretta caretta, vengono spinte lungo le coste abruzzesi, marchigiane e romagnole da una combinazione di vento e correnti marine. Il trasporto a riva e il conseguente spiaggiamento delle carcasse sono dovuti alle particolari condizioni meteomarine, ma la causa principale e più probabile della morte delle tartarughe è riconducibile ad alcuni sistemi di pesca. In Abruzzo, noi Volontari del Centro Studi Cetacei Onlus siamo intervenuti senza sosta, e fino a pochi minuti fa, in collaborazione con le Capitanerie di Porto, i Servizi Veterinari della Asl e l’Istituto Zooprofilattico, anche a seguito delle molte segnalazioni da parte dei privati cittadini. Come sempre interveniamo su tutti i casi segnalati, per essere certi di non perdere informazioni importanti sugli spiaggiamenti e di controllare tutti gli animali – conclude Cagnolaro  -Al momento un solo esemplare è stato rinvenuto in vita ed è attualmente ricoverato presso il Centro di Recupero, dove nonostante le pessime condizioni iniziali, siamo riusciti a stabilizzarlo. Le sue condizioni sono comunque ancora molto critiche.

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Schiuse le uova. Tartaruga marina costretta a traslocare dalle spiagge di Roseto, il prossimo anno