Appennino ecosistema: ‘Sindaci e Regione vogliono distruggere il Parco Sirente-Velino’

Una pietra tombale sull’agonizzante Parco regionale d’Abruzzo così Appennino ecosistema definisce l’accordo che che domani in Regine si potrebbe raggiungere in commissione ambiente. Una stretta di mano che minaccerebbe i confini dell’area protetta sul versante subequano della valle dell’Aterno, tra le aree di pregio che gli amministratori locali vorrebbero gestire diversamente. Il presidente dell’associazione, Bruno Petriccione, chiede che sia rispettata la legge con l’approvazione del Piano del parco, in alternativa con la trasformazione in Parco nazionale Sirente Velino.

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Rocca di Mezzo Foto Maria Trozzi Report-age.com 2016 tutti i diritti riservati
Rocca di Mezzo (Foto Trozzi tutti i diritti riservati)

“Il futuro del Parco regionale Sirente Velino potrebbe ormai essere segnato per sempre. Nella seduta di domani della 2a commissione (ambiente e territorio) del consiglio regionale abruzzese, infatti, si tenterà di celebrare il funerale del Parco, suggellando uno sciagurato accordo tra alcuni agguerriti sindaci, soprattutto dei paesi della valle Subequana e alcuni ambientalisti locali, il tutto con la benedizione del noto ambientalista presidente della commissione Pierpaolo Pietrucci – scrive in una nota Petriccione – In cosa consisterebbe l’accordo faticosamente raggiunto? Nella riperimetrazione dei confini del Parco nella valle Subequana, senza alcuna base scientifica e per puri motivi localistici, con una perdita secca di quasi tutto il versante sinistro orografico della valle dell’Aterno e di una superficie di circa 5-10 mila ettari, pari al 10-20% dell’intera superficie protetta, in zone caratterizzate da habitat e specie prioritarie a livello europeo, destinate secondo il mai approvato Piano del parco a divenire zone B di riserva generale- continua il presidente dell’associazione ecologista – Si punta insomma ad avviare lo smantellamento del parco, senza pensare che la Legge regionale prevede che l’adozione formale del Piano del parco sarebbe già dovuta avvenire da oltre 20 anni, secondo le procedure delle 3 precedenti leggi, mai attuate, che ne prevedevano l’entrata in vigore entro 6 mesi (nel 1989), entro 18 mesi (nel 2000) ed entro 18 mesi (nel 2011), nonché la possibilità di esercitare i poteri sostitutivi da parte della giunta regionale”. Per Appennino Ecosistema, Wwf Abruzzo Montano, Lipu Abruzzo, Altura Abruzzo e Salviamo l’Orso l’unica soluzione per proteggere gli ecosistemi del massiccio del Velino Sirente è di passare all’istituzione del Parco nazionale. “La mancata gestione del Parco regionale da parte della Regione in questi 28 anni lo ha reso un ectoplasma, impedendone il funzionamento e qualsiasi ricaduta positiva sul territorio – sottolinea Petriccione – non resta quindi che concludere una volta per tutte questa storia di croniche inadempienze, affrancando il Sirente Velino dalla tutela regionale. La proposta del Parco nazionale del Velino Sirente, lanciata all’inizio di quest’anno da Appennino ecosistema comprende infatti l’approvazione della zonazione del territorio fin dal momento dell’istituzione del nuovo parco nazionale. La zonazione prevista dal Piano del parco regionale avrebbe potuto lanciare una gestione del territorio scientificamente fondata ed adeguata da un lato alle sue qualità ecologiche e dall’altro alle attività umane compatibili”. Senza il Piano restano, da trent’anni, i divieti di assoluta inalterabilità dei luoghi su tutto il territorio protetto persino nei centri abitati e nelle aree agricole, mette in chiaro il presidente di Appennino ecosistema. In breve gli abitanti di queste aree sono ostaggi della mancata applicazione della legge e dell’assoluta discrezionalità dell’ente parco per qualsiasi intervento sul territorio. A sostenere la proposta d’istituzione del parco nazionale sono i Comuni di Lucoli, Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e Magliano de’ Marsi e dell’Aquila e l’interesse a vagliare la proposta del presidente della commissione regionale Ambiente che oggi sembra aver imboccato tutt’altra strada.

mariatrozzi77@gmail.com