Furbetti del cartellino. Il sindaco: ‘Chiudere presto l’indagine, si rischia la paralisi’

Sulmona (Aq). Il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, chiede che le indagini si chiudano il prima possibile perché con metà dei dipendenti comunali indagati per assenteismo si rischia la paralisi a palazzo San Francesco. Lo scenario sembra catastrofico se non fosse per questioni di logica: cosa ha rischiato palazzo San Francesco sino ad ora se in 46 non sembra abbiano lavorato, almeno in questi 7 mesi certificati dai controlli della Fiamme gialle? Sulmona può contare su una lunga schiera di pubblici impiegati, forse stacanovisti, che sono bastati a non far crollare la città e che forse bastano per un’amministrazione come questa. Il fardello è ricaduto sui 56 dipendenti che hanno adempiuto i loro compiti. La paralisi è stata evitata già da molto tempo, crediamo.

Prima parte Inchiesta furbetti del cartellino

Foto Maria Trozzi

Agli inquirenti va tutto il tempo di operare, le indagini sono ancora in corso e occorre far luce su un caso che potrebbe riservare ancora tante sorprese, poi la fretta è cattiva consigliera e il clima di amicizia di una piccola comunità richiede attenzione. I destinatari degli avvisi continuassero a non lavorare, il Comune ha dimostrato di poter resistere anche senza di loro. Saranno mica un po’ troppi i dipendenti del Comune? Il lamento di cittadini, commercianti, artigiani e imprenditori fonda le sue basi su acute osservazioni: “Paghiamo tutta sta gente e l’ufficio e vuoto – esce un tantino adirato dal palazzo un attempato commerciante G. F. , la scena è tipica in città. Su corso Ovidio lo struscio, l’incrocio con via Mazzara s’affolla dopo le ore 9, qualcuno assomiglia a chi dovrebbe lavorare in ufficio, gemelli? “Per mettere 2 tavolini fuori dal bar ho dovuto attendere secoli – sbuffa alle pareti il gestore e l’altra barista annuisce in attesa di un permesso. Loro mettono in relazione le imponenti ‘risorse umane’ di cui si è dotato il palazzo con i tempi dell’attesa. “Guardandosi attorno, in giro, qualcosa la si poteva capì da tempo” suggerisce L. C. anziano pensionato.  Appena 4 mesi dall’insediamento e già la prima tegola sul sindaco, Annamaria Casini. L’inchiesta della Guardia di finanza sui furbetti del cartellino mette sotto accusa la metà dei dipendenti comunali (46 su 102) per truffa aggravata e false attestazioni o certificazioni con il badge. In breve, avrebbero timbravto il cartellino all’ingresso, ma non sarebbero andati a lavorare, qualcuno non si leva nemmeno il casco per marcare e riparte in quarta. Risulta dalle immagini registrate dalle telecamerine installate. Si saeebbero assentati durante l’orario di lavoro e spesso senza permesso. “L’inchiesta della Guardia di Finanza arriva come una tempesta senza precedenti – interviene la prima cittadina – Un durissimo colpo per l’immagine di un Comune che con grande fatica, insieme alla mia giunta, stiamo cercando di riorganizzare”Pur nelle more di una indagine che ora dovrà far chiarezza sulle singole responsabilità dei dipendenti coinvolti a vario titolo, come sindaco mi preme immediatamente portare a conoscenza della cittadinanza 2 tipi di preoccupazioni. La prima di carattere morale: stigmatizzo con forza, ammesso che tutte le accuse vengano provate e censuro come dipendenti infedeli chi, in un momento di grave crisi occupazionale e in una nazione dove i cittadini chiedono alla politica di ridurre gli sprechi e la spesa pubblica, approfitta di una situazione di privilegio cercando di frodare la pubblica amministrazione e la stessa cittadinanza – dopo la censura ai dipendenti infedeli (sic!) Casini aggiunge – La seconda è di carattere tecnico-amministrativa: in un comune dove quasi la metà dei dipendenti è ora indagata per reati gravissimi, è fortissimo il rischio di una vera e propria paralisi della macchina comunale”. L’appello del sindaco alla magistratura e alla Guardia di finanza è “chiudere nel più breve tempo possibile le indagini per arrivare a individuare con certezza chi si è macchiato di una così grave colpa – con tutto il rumore fatto chi si permetterà piu di sgarrare per un po’! Nello stesso tempo, il sindaco assicura alla cittadinanza di essersi già attivata per potersi muovere nel miglior modo e tempestivo possibile “Per cercare di non far ricadere le responsabilità di dipendenti non corretti su chi invece ogni giorno lavora con dedizione e scrupolo, ma soprattutto per scongiurare che l’organizzazione amministrativa del Comune di Sulmona possa subire gravi danni – conclude Casini – Nel ribadire ancora una volta la mia fermezza, come già fatto in passato, contro chiunque si sia macchiato di atteggiamenti poco corretti e disonesti, mi preme ringraziare la Guardia di Finanza per l’alta professionalità con cui ha svolto fino ad ora le indagini e tutti i dipendenti comunali onesti e coscienziosi che hanno sempre svolto con zelo e dedizione il loro lavoro”. Nessun accenno sui provvedimenti che il Comune adotterà nei confronti dei disonesti, l’amministrazione si costituirà parte civile, licenzierà qualcuno?

Altra reazione, al caso dei furbetti del cartellino, per la parlamentare sulmonese Paola Pelino: “Provo sgomento e un senso di profonda amarezza nell’apprendere la notizia dei 46 dipendenti comunali di Sulmona, la mia città, indagati per assenteismo – prosegue la vice presidente del gruppo di Forza Italia al Senato – È una vicenda incresciosa che getta discredito su un’intera e laboriosa comunità, oltre ad assumere una gravissima rilevanza in un momento storico caratterizzato da un’elevata disoccupazione che attanaglia anche il nostro territorio- conclude la senatrice – Chi ha il privilegio di avere un lavoro stabile e garantito non dovrebbe scadere in comportamenti così riprovevoli. Mi auguro che l’indagine della Guardia di Finanza faccia piena luce con celerità e che coloro che non hanno responsabilità sappiano dimostrare la propria estraneità ai gravi fatti contestati”.

Una risposta a "Furbetti del cartellino. Il sindaco: ‘Chiudere presto l’indagine, si rischia la paralisi’"

I commenti sono chiusi.