L’Abruzzo scivola sulla buccia di banana per le Zone speciali di conservazione. Italia sotto procedura d’infrazione

L’Italia da un anno è finita sotto l’ennesima procedura d’infrazione. Esattamente dal 23 ottobre 2015, da quando la Commissione europea ha attivato la procedura 2015/2163 per la mancata designazione delle Zone speciali di conservazione (Zsc) e delle misure collegate. Grazie all’Abruzzo dove è da tempo bloccata l’istituzione delle aree, denuncia Augusto De Sanctis, presidente della Stazione ornitologica abruzzese (Sic) e l’ente prova ad arrangiare, con una delibera di giunta, almeno sulle misure di conservazione, ma la materia e troppo complessa per relegarla .

Sic Abruzzo Report-age.com 2016 Zps Report-age.com 2016“La biodiversità abruzzese è così preziosa che il 38% del territorio abruzzese è nella Rete Natura2000 (Direttiva Habitat 43/92). Le norme comunitarie prevedono che i Siti di interesse comunitario siano trasformati, entro un lasso di tempo, in Zone speciali di conservazione con specifiche misure e piani di gestione e per lo sviluppo territoriale. Le azioni di tutela devono essere attivate anche nelle Zone di protezione Speciale per l’avifauna (Zps) – chiarisce in una nota la Stazione ornitologica abruzzese – Tra le misure di conservazione anche la messa in sicurezza di strade e infrastrutture per la fauna, norme per pascoli con un carico di bestiame che non danneggi i rari habitat montani. Oppure una gestione sostenibile delle foreste con tagli al di fuori del periodo riproduttivo dell’avifauna lasciando in piedi gli alberi maturi ricchi di rifugi per i chirotteri. La nostra regione con l’assessore Febbo aveva attivato, grazie ai fondi del precedente Piano di sviluppo rurale, la redazione di decine di Piani di gestione, in larga parte affidandone la stesura ai comuni e alle aree protette che si sono avvalsi di esperti e università, anche la stessa Soa ha collaborato per 5 di essi – il coordinatore Soa sottolinea che i piani non vengono approvati anche per l’ostruzionismo dell’attuale minoranza e suggerisce qualcosa ai vertici dell’Emiciclo che avrebbero “Avviato un percorso di approvazione accidentato con l’ennesima proposta di legge quando si potrebbe usare la legge urbanistica 1983 (legge 18/1983, articoli 6 e 6bis) per la procedura di approvazione. La Regione cerca di venire fuori dall’impasse con una semplice delibera di giunta di approvazione delle sole misure di conservazione. Una scorciatoia che rischia di trasformarsi nella classica buccia di banana perché norme di questa portata devono comunque essere approvate secondo procedure approfondite e attraverso la partecipazione del pubblico”. Conclude la Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus da un lato ha comunque contribuito con specifiche osservazioni inviate nei giorni scorsi al documento redatto dagli uffici regionali affinché sia migliorato, aggiungendo ad esempio, misure per contrastare la deriva petrolifera vietando nelle aree Natura2000 e in quelle immediatamente limitrofe le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e per limitare lo sviluppo di nuovi elettrodotti, ma dall’altro ritengono che debbano essere adottati dalla Giunta direttamente i Piani, anche perché consentono di accedere alle risorse comunitarie per il sostegno al turismo e all’agricoltura, avviando così l’iter di approvazione definitivo. La Natura abruzzese non può più aspettare: la giunta regionale dia risposte”.

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Risposta ministro dell’ambiente all’interrogazione di Spessotto (M5S)

Atto camera, risposta 29 aprile 2016 (allegato B della seduta n. 616 4-02275) ad Arianna Spessotto

Risposta. Con riferimento all’interrogazione in esame, relativa alla designazione, nel territorio italiano, dei siti di importanza comunitaria (Sic) come zone speciali di conservazione (Zsc) in attuazione della direttiva «Habitat», si rappresenta quanto segue. In via preliminare, si fa presente che il 23 ottobre 2015 la Commissione europea, archiviando negativamente il Pilot 4999/13/Envi motivato dal ritardo con cui 1 Italia stava procedendo alla designazione dei siti di importanza comunitaria (SIC) in zone speciali di conservazione (Zsc), ai sensi dell’articolo 4, comma 4 della direttiva 92/43/Cee, ha inviato una lettera di messa in mora, ai sensi dell’articolo 258 del Tfue con l’avvio della procedura di infrazione 2015/2163.
La designazione dei Suc in Zsc avviene secondo quanto previsto dall’articolo 4 della direttiva Habitat e dall’articolo 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997 e dall’articolo 2 del decreto ministeriale 17 ottobre 2007. L’articolo 4, comma 4, della citata direttiva prevede che gli Stati membri designino i siti in zone speciali di conservazione, entro il termine massimo di 6 anni dalla pubblicazione ufficiale, negli elenchi dei siti di importanza comunitaria da parte della commissione, e su tali Zsc adottino le opportune misure di conservazione. In base al decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997 di recepimento della direttiva «Habitat», la competenza della gestione della rete natura 2000 è in capo alle regioni e province Autonome, cui spetta la definizione degli obiettivi di conservazione e l’individuazione, mediante proprio atto, delle misure di conservazione funzionali alla predisposizione del decreto ministeriale di designazione delle Zsc. I siti di interesse comunitario rilevati nel territorio italiano sono 2314 e, così come riportato nel sito web del Ministero dell’ambiente (Natura 2000 – Zsc designate) il numero di Zone speciali di conservazione ad oggi designate è 522. Il 4 novembre 2015 ha avuto luogo presso la direzione generale per la protezione della natura e del mare del Ministero dell’ambiente, un incontro con tutti gli assessorati regionali competenti, durante il quale è stata sollecitata la definizione dell’iter di individuazione e di approvazione delle misure di conservazione dei SIC ancora da designare.Conseguentemente, le regioni hanno fornito un aggiornamento sullo stato di approvazione delle misure di conservazione, in base al quale è stata elaborata la risposta all’atto di messa in mora (inoltrata in data 18 dicembre 2015 alla Presidenza del Consiglio e quindi trasmessa il 21 dicembre ai servizi della Commissione), ai sensi dell’articolo 258 del TFUE del 22 ottobre 2015, dal quale è possibile dedurre il seguente cronoprogramma:entro febbraio 2016 dovrebbero essere emanati i decreti per la designazione di 554 siti; entro giugno 2016 dovrebbero essere designati 562 siti; ulteriori 545 dovrebbero essere designati entro ottobre 2016;entro i primi mesi del 2017 dovrebbero essere designati altri 113 siti. Tuttavia, nell’ambito di una ulteriore riunione tenutasi il 20 gennaio scorso per richiamare le regioni al rispetto di quanto concordato nella riunione di novembre, al fine di chiudere a breve termine la procedura di infrazione evitando così la condanna, talune di esse hanno evidenziato delle difficoltà nel mantenimento degli impegni presi. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare si è teso disponibile a facilitare la risoluzione delle criticità evidenziate, al fine di velocizzare il processo di designazione. Ad ogni modo, dallo scorso novembre ad oggi le regioni si sono adoperate al fine di rispettare gli impegni presi a novembre e rinnovati a gennaio, e sono addivenute alla approvazione delle misure di conservazione per un numero significativo di altri siti, permettendo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare la designazione di 119 zone speciali di conservazione di cui 118 per la Sicilia e una in Lombardia.Si prevede, inoltre, la designazione di ulteriori 402 ZSC entro marzo 2016. Ovviamente resterà ferma la continua azione di impulso del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, volta al rispetto della rimanente parte del cronoprogramma. Infine, si rappresenta che anche la regione Veneto, che deve ancora designate 104 siti, sta completando la predisposizione delle misure di conservazione che permetteranno la designazione di tutti i SIC entro luglio 2016. Ad ogni modo, per quanto di competenza, il Ministero continuerà a tenersi informato e continuerà a svolgete un’attività di sollecito nei confronti dei soggetti territorialmente competente, anche al fine di valutare eventuali coinvolgimenti di altri soggetti istituzionali.Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti.