Diniego alla classificazione Rete nazionale dei gasdotti per i tracciati Sulmona-Foligno e Oricola

La delibera di giunta approvata ieri rafforza la posizione della prima linea, degli attivisti in trincea e garantirà compattezza al fronte No Snam contro il metanodotto Rete adriatica soprattutto per i tracciati Sulmona-Foligno (169,2 km) e Sulmona-Oricola (90,810 kmche la Regione considera fuori dalla Rete nazionale dei gasdotti. Il parere dell’ente resta indispensabile per l’opera e ieri l’esecutivo regionale ha ribadito che questi progetti di condotte non rientrano nella classificazione della Rete nazionale dei gasdotti. Dopo le ore 20 è stata data così risposta all’aggiornamento chiesto dal ministero dello sviluppo economico,  ovvero diniego della giunta abruzzese per le 2 condotte in progetto della Snam perché non riconosciute come parte della Rete italiana dei gasdotti.  

Mazzocca Pizzola Report-age.com 2015
Mario Mazzocca e Mario Pizzola durante una manifestazione #NoSnam 2015 a Roma al Mise

In breve, per intubare la provincia aquilana con questa impressionante condotta d’acciaio, volta a spingere il metano in Europa per venderlo con profitto solo della Snam, la società dovrà chiedere il permesso “E la Regione avrà tutto il diritto di dire No alla realizzazione dell’opera” chiarisce il sottosegretario alla presidenza alla giunta regionale Mario Mazzocca che ieri sera ha proposto la delibera di giunta. L’anaconda è tracciata su aree a rischio idrogeologico e sismico altissimo. La società già a settembre 2014 portava avanti il suo Piano decennale di sviluppo della sua rete di trasporto, ma senza la Regione Abruzzo che, proprio in quel periodo, ha cominciato a reagire davvero alle insistenze della società e a differenza di altre regioni, in questi ultimi anni l’Abruzzo non è rimasto a guardare e ha preso posizione contro l’opera mastodontica e rischiosa per i territori. Così, la Regione rinnova i suoi voti esprimendo il diniego anche avverso la classificazione come Rete nazionale dei gasdotti dei tratti di metanodotto in progetto al 30.6.2016 che attraverseranno, se autorizzati e se vince il Sì alla riforma costituzionale, anche la provincia dell’Aquila e una piccola porzione della provincia di Pescara incidendo però su bacini idrici di grande portata, tra i più importanti d’Europa, aree protette e a massimo rischio sismico.

La riforma costituzionale tocca soprattutto la questione ambientale. La eventuale vittoria del al referendum del 4 dicembre cancellerà per sempre questa e altre competenze regionali in materia ambientale perché il nuovo dettato che si vuole appuntare sulla Carta del Paese riconoscerà solo decisioni dall’alto per le grandi opere inutili che invaderanno i territori e le popolazioni che non avranno più possibilità di reagire e voce in capitolo dato che una grossa fetta di partecipazione popolare alle decisioni del Paese sarà ingurgitata dal sistema, praticamente cancellata dagli interessi economici gli unici che si faranno sentire e il governo sfornerà quotidianamente ecomostri.

Andrea Gerosolimo Report-age.com 2015
Andrea Gerosolimo

Alla Snam e al Mise, la Regione Abruzzo ribadisce dunque il parere negativo sulle 2 opere nella loro integralità, inclusa dunque anche la Centrale di compressione Snam da realizzare a Sulmona oltre ai 2 metanodotti Sulmona-Foligno e Sulmona-Oricola in attesa del via. È un altro passo in avanti nella lunga battaglia contro la realizzazione del metanodotto Rete adriatica in aree a massimo rischio sismico sull’Appennino e della centrale di spinta del gas naturale progettata al confine con il polmone verde d’Europa e a pochi passi da una faglia, quella del Morrone, che l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia valuta tra le più pericolose d’Italia. “Alla base del diniego è anche l’interlocuzione intercorsa con l’assessore regionale  alle aree interne Andrea Gerosolimo e per l’esattezza la nota di quest’ultimo (prot. n. 357 del 18 ottobre 2016) proposta alla giunta – dichiara il sottosegretario con delega all’ambiente Mazzocca- nella nota, l’assessore Gerosolimo evidenzia la forte preoccupazione derivante dal fatto che il tracciato del metanodotto, oltre ad insistere su un’area caratterizzata da intensa sismicità e a intersecare il territorio di molti Comuni già ricompresi nel cratere del terremoto del 2009, si dispiega anche sul tenimento di Comuni interessati dagli eventi sismici del 24 agosto”. 

mariatrozzi77@gmail.com

Il progetto Metanodotto Rete Adriatica

di Maria Trozzi

Attraverserà 3 Parchi nazionali e 21 aree protette, il metanodotto Rete adriatica sembra vulnerabile nel suo insieme, ma molte delle criticità dell’intera opera non saranno mai considerate se si accetta, ad occhi chiusi, la direzione determinata dalla Snam che ha suddiviso, l’unico progetto, prima in gasdotto e centrale, poi in singoli segmenti. Un esempio? I 169,2 km di condotta che da Sulmona puntano a Foligno costituiscono una procedura di autorizzazione così gli altri 4 segmenti e ancora la centrale di compressione del metano. In gergo si chiama salami slicing la pratica con cui un progetto complesso viene artificialmente ed arbitrariamente spezzettato. A condannare questo sistema è la Corte di giustizia dell’Unione europea, direttiva Via (85/337/Cee).

Il tratto Sulmona-Foligno intuba 4 Siti di interesse comunitario (Sic) ed una Zona di protezione speciale (Zps) quest’ultima nel Parco nazionale Gran Sasso Monti della Laga. Il segmento è solo una porzione dell’anaconda d’acciaio di 687 km che da Massafra (Ta – Puglia) a Minerbio (Bo – Emilia Romagna) attraverserà una decina di Regioni e che la Snam ha vivisezionato, con diverse procedure di autorizzazione, sistema contestato anche dalla Regione Abruzzo. Per un’unica opera sono 5 i lotti d’autorizzare. Il primo tratto è il Massafra–Biccari (194,7 km) che sarebbe già stato costruito, poi il Biccari–Campochiaro (70,6 km), nel tratto da Campochiaro a Sulmona la Snam ha intenzione di utilizzare il gasdotto preesistente che corre lungo la fascia appenninica, il TransmedIl secondo segmento da Biccari attraversa la Puglia, la Campania, il Molise ed è in via di realizzazione. Poi c’è il Sulmona–Foligno (169,2 km) e ancora il Foligno–Sestino (113,8 km) e, non ultimo per estensione, il Sestino–Minerbio (142,6 km). A parte poi la procedura per la centrale si spinta, che Snam ha considerato un’appendice del metanodotto. In realtà l’installazione progettata è il cuore pulsante del metanodotto Rete adriatica.

Archivio

Ad un passo da centrale e gasdotto Sulmona-Foligno. Retroscena del Rete adriatica

La Faglia del Morrone: la più pericolosa d’Italia per l’Ingv. E insistono con centrale di spinta e gasdotto Snam

Valle Peligna mai e mai pronta. Faglia del Morrone: potrebbe attivarsi in qualsiasi momento